Céline Sciamma, il mio Diamante nero

La regista francese presenta il suo nuovo film: “Un ritratto intimo, una classica storia di formazione”. Nelle nostre sale dal 18 giugno
Céline Sciamma, il mio Diamante nero

Diamante nero è un ritratto intimo, una classica storia di formazione. Non è un film su una minoranza etnica della banlieue”. Così Céline Sciamma ha presentato il suo terzo lungometraggio (in originale Bande de Filles), che Teodora porta nelle sale a partire dal 18 giugno. Nata nel 1978 e cresciuta nella periferia di Parigi, esordio come regista nel 2007 con Naissance des pieuvres, cui fa seguito il molto premiato ed elogiato Tomboy (2011), Cèline Sciamma stavolta racconta la storia della giovanissima Marieme, oppressa da una difficile situazione familiare e emarginata a scuola. L’incontro con tre coetanee l’aiuta a farsi coraggio e a vedere la realtà in modo nuovo.

La regista Cèline Sciamma

La regista Céline Sciamma

“Ho dedicato molta attenzione alla messa in scena, la banlieue ha finito per diventare il set vero di una storia con venature anche romantiche”, dice ancora la regista, che aggiunge:  “E’ vero, molti snodi narrativi sono caratterizzati dalla presenza del colore blu; è il mio favorito e compare in tutti i miei film. Qui ha il compito di accompagnare il passaggio dalla storia improntata al realismo a quella più vicina alla fiction. Ho voluto usare dissolvenze lunghe con 10-12 secondi di nero; la prima idea era di fare dei capitoletti ma poi ho preferito brevi pause che svolgono la funzione come di preannuncio dei titoli di coda. Lo scopo è tenere in sospeso l’attenzione dello spettatore. Ho scelto le ragazze del gruppo perché capaci di interpretare un testo scritto, e anche alcune scene che necessitavano di improvvisazione”.

Sulla scelta di Karidja per il ruolo di Marieme precisa:  “Mi ha convinto quando al momento del casting ha voluto far vedere come recitava e non come era al naturale. Non avevo intenzione di raccontare la vita nelle banlieue, non volevo fare un documentario. Al di là dei dati oggettivi, Marieme è un’adolescente sedicenne, poi si afferma come giovane donna e quindi si costruisce una sorta di virilità. Considero il mio un pubblico molto giovane: le ragazzine che hanno visto Tomboy hanno oggi pochi anni di più e trovano comunque motivi di incontro con la protagonista. Ricordando il suo viaggio in America, aggiunge: “Ho provato a fare una serie tv dal copione. L’avevo proposto anche per Tomboy e per un anno ho scritto una sceneggiatura, ma ora tutto è fermo. Confrontarmi con altri formati tecnici mi interessa e potrei provare anche con serie web o altre cose. Sono molto contenta di avere inserito nella storia un momento musicale forte con la canzone Diamonds cantata da Rihanna”.

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