Cannes69, verso la Palma

Vademecum per il concorso: ecco nel dettaglio le schede dei 21 film in gara sulla Croisette. Da Rester Vertical a The Salesman, che vinca il migliore
10 Maggio 2016
Festival, In evidenza
Cannes69, verso la Palma

Guida per districarsi tra i 21 film in gara per la Palma d’Oro al 69° Festival di Cannes. In “ordine di apparizione”, ecco le (brevi) sinossi di tutti i titoli in concorso.

Giovedì 12 maggio

Rester Vertical
Balzato agli onori della cronaca grazie a Lo sconosciuto del lago, scabroso thriller omo ambientato in una spiaggia per scambisti, premio per la regia Un certain regard nel 2013, il francese Alain Guiraudie viene “promosso” in concorso con un lavoro dalla cifra più intimista, incentrato su un regista che deve accudire da solo il figlio nato da poco.

Sieranevada
Dopo il Premio Un Certain Regard per The Death of Mr Lazarescu, Cristi Puiu tenta la fortuna in competizione con Sieranevada, opera di circa tre ore il cui personaggio principale, Larry (Mimi Brănescu), è un neurologo che assiste con sua moglie alla veglia funebre di suo padre, ma vede il triste evento turbato dall’arrivo di un visitatore inaspettato che interesserà tutti i presenti. Sceneggiato da Puiu e filmato da Barbu Bălăşoiu, è coprodotto da Mandragora (Romania) con Alcatraz Film (Francia). Al contrario del precedente lavoro del regista, Aurora, si tratta di un film molto dialogato.

Sieranevada di Cristi Puiu

Sieranevada di Cristi Puiu

Venerdì 13 maggio

Ma Loute
Bruno Dumont, uno che da sempre ci ha abituati a film estremi, sembra aver preso altre direzioni, cosa già chiara con la sorprendente miniserie P’tit Quinquin. Torna in gara 10 anni dopo Flandres (Gran Premio della Giuria) con una commedia in costume: estate 1910, sulla Channel Coast avvengono misteriose sparizioni. E un’insolita storia d’amore, tra un giovane raccoglitore di ostriche e la figlia dei borghesi Van Peterhem, creerà ulteriore confusione. Con Fabrice Luchini, Juliette Binoche e Valeria Bruni Tedeschi.

Ma Loute di Bruno Dumont

Ma Loute di Bruno Dumont

I, Daniel Blake
Vedovo a 59 anni, un falegname che si è appena ripreso da un attacco di cuore vive ormai grazie all’aiuto economico dell’assicurazione sanitaria. Con la crisi però le regole cambiano, e chi vuole usufruire oggi dei sussidi sociali deve sottoporsi ai nuovi test di non idoneità al lavoro. Per Daniel Blake, questo il nome dell’invalido, sarà solo l’inizio di un calvario. Il solito arrabbiatissimo Ken Loach torna in gara a Cannes con una commedia molto amara sull’odierno Stato sociale inglese. O su quello che ne rimane. Fremaux lo ha definito il Loach “più toccante” da molti anni a questa parte.

I, Daniel Blake

I, Daniel Blake di Ken Loach

Sabato 14 maggio

Mademoiselle (The Handmaiden)
Dopo Stoker, deludente parentesi USA, Park Chan-wook è voluto tornare in patria per girare il suo nuovo film, tratto sì da un romanzo inglese di successo, Ladra di Sarah Waters, ma trasposto nella Corea degli anni ’30, durante la dominazione giapponese. La protagonista è una giovane donna convinta da un truffatore a frodare una ricca ereditiera, una collezionista di libri erotici. La ragazza però si innamorerà della sua vittima. Nel cast Ha Jung-woo, Kim Min-Hee e Jo Jin-woong. Amazon detiene i diritti dell’opera per il Nord-America.

The Handmaiden di Park Chan-wook

The Handmaiden di Park Chan-wook

Toni Erdmann
Per la prima volta a Cannes, la tedesca Maren Ade è al terzo film dopo The Forest For the Trees (2003) ed Everyone Else (2009, in concorso a Berlino dove ottenne il Gran Premio della Giuria e l’Orso d’Argento per la migliore attrice). Sandra Hüller è Ines, e lavora a Bucarest. Un giorno arriva il padre sotto mentite spoglie. L’uomo, convinto che la figlia abbia perso la gioia di vivere, si trasforma in Toni Erdmann: cambia aspetto e inizia a tormentarla con scherzi e battute.

Toni Erdmann di Maren Ade

Toni Erdmann di Maren Ade

Domenica 15 maggio

Mal de pierres
Ottavo lungometraggio di Nicole Garcia, che adatta il romanzo dell’italiana Milena Agus, ambientato dopo la Seconda Guerra Mondiale e incentrato su una donna prigioniera di un matrimonio senza amore (e dell’amore per un altro uomo). Protagonisti Marion Cotillard (in gara anche con Juste la fin du monde), lo spagnolo Alex Brendemühl e Louis Garrel. Per Nicola Garcia, che ha scritto la sceneggiatura insieme al sodale Jacques Fieschi, è la terza volta in concorso a Cannes dopo L’avversario (2002) e Quello che gli uomini non dicono (2006).

Mal de pierres di Nicole Garcia

Mal de pierres di Nicole Garcia

American Honey
Andrea Arnold deve tutto a Cannes. La filmaker britannica, che è stata in giuria sulla Croisette nel 2012, ha conquistato fama internazionale grazie al doppio Premio della giuria qui ottenuto con Red Road (2006) e Fish Tank (2009). Il suo ultimo lavoro, che è anche il primo realizzato negli States, è un road movie in cui un gruppo di giovani attraversa il paese per vendere sottoscrizioni per un magazine e combinando pasticci di ogni tipo. Con Sasha Lane, Riley Keough e l’imprevedibile Shia LaBeouf.

American Honey di Andrea Arnold

American Honey di Andrea Arnold

Lunedì 16 maggio

Loving
Non una semplice storia d’amore, come suggerirebbe il titolo ma quella vera di Mildred Loving, donna nera, e Richard Loving, uomo bianco, che nella Virginia del 1958 furono condannati e imprigionati per un anno per essersi. Il matrimonio infatti violava The Racial Integrity del 1924, che proibiva l’unione tra razze diverse. La Corte Suprema dichiarò poi che la decisione era incostituzionale e mise fine alle limitazioni per i matrimoni misti. Il regista Jeff Nichols ritrova l’attore feticcio Michael Shannon e torna per la seconda volta in Concorso a Cannes.

Loving di Jeff Nichols

Loving di Jeff Nichols

Paterson
L’eclettico e spesso indiscutibile Jim Jarmusch torna in gara a Cannes (dove è presente anche nei Midnight Screenings con Gimme Danger) tre anni dopo il bellissimo Only Lovers Left Alive: stavolta niente vampiri (almeno crediamo…), il regista di Broken Flowers e Dead Man ci porta a Paterson, nel New Jersey, per seguire le traiettorie urbane e di senso di un autista di autobus nonché poeta, interpretato da Adam Driver, nomen omen… Nel cast anche l’attrice iraniana Golshifteh Farahani (About Elly).

Paterson di Jim Jarmusch

Paterson di Jim Jarmusch

Martedì 17 maggio

Julieta
Julieta sta per lasciare definitivamente Madrid per il Portogallo con il suo compagno, Lorenzo. Fanno un brindisi al futuro che li aspetta, due persone mature consapevoli che invecchieranno insieme.  Poi, il colpo di scena: incontra una ragazza, Bea, l’ex migliore amica della figlia Antia, che non vede da molti anni. Impazzita per una ferita che credeva rimarginata, Julieta torna nell’appartamento e decide di non partire più, senza dire nulla a Lorenzo. Pedro Almodóvar lascia il melò per un dramma palpitante con sfumature di thriller. E due attrici che puntano alla Palma.

Julieta di Pedro Almodóvar

Julieta di Pedro Almodóvar

Personal Shopper
Due anni dopo Sils Maria Olivier Assayas gareggia nuovamente per la Palma. E dirige ancora una volta Kristen Stewart. È Maureen, giovane americana che a Parigi lavora come personal shopper di Kyra, una celebrità. Ma il vero talento di Maureen non è questo… La ragazza, infatti, proprio come il fratello gemello Lewis, morto da poco, riesce a comunicare con gli spiriti. E le sue giornate cambieranno quando comincerà a ricevere messaggi ambigui da una fonte sconosciuta. Nel cast Sigrid Bouaziz, Lars Eidinger, Nora Von Waldstätten e Anders Danielsen Lie.

Personal Shopper di Olivier Assayas

Personal Shopper di Olivier Assayas

Aquarius
Classe ’68, ex critico passato alla regia, Kleber Mendonça Filho è un nome noto in Sudamerica dove tra corti e doc, ha collezionato qualcosa come 120 premi. Aquarius è il suo secondo lungometraggio di finzione dopo l’acclamato Neighboring Sounds, presentato nel 2012 alla Quinzaine e divenuto uno dei film brasiliani più acclamati degli ultimi anni. Il suo nuovo lavoro viene descritto come un dramma pieno di suspense, con Sonia Braga che interpreta Clara, giornalista musicale, vedova e in pensione, che vive in un vecchio palazzo di Recife a rischio demolizione. E possiede il dono di viaggiare nel tempo.

Aquarius di Kleber Mendonça Filho

Aquarius di Kleber Mendonça Filho

Mercoledì 18 maggio

La fille inconnue
Jenny, giovane medico di medicina generale, si sente in colpa per non aver accettato il caso di una giovane che è stata trovata morta poco dopo. Non solo, ma l’identità della ragazza è sconosciuta anche alla polizia, così Jenny decide di iniziare a indagare per conto suo. Scoprirà ben altre verità. I fratelli Dardenne, ormai presenze fisse sulla Croisette, proseguono il loro cammino di ricerca sul malessere della società contemporanea.Tra gli attori il fedele Fabrizio Rongione.

La fille inconnue dei fratelli Dardenne

La fille inconnue dei fratelli Dardenne

Ma’ Rosa
Solamente un anno più tardi rispetto al commovente Taklub, il filippino Brillante Mendoza abbandona Un Certain Regard e torna in concorso, dal quale mancava dal 2009, quando con Kinatay vinse il Premio alla Regia. Il nuovo film racconta ancora di una donna, Rosa (Jaclyn Jose): madre di tre figli, ha un piccolo negozio nella baraccopoli di Manila. Per sbarcare il lunario, però, insieme al marito, Rosa vende anche sostanze stupefacenti. Fino a quando non saranno arrestati dalla polizia.

Ma' Rosa di Brillante Mendoza

Ma’ Rosa di Brillante Mendoza

Giovedì 19 maggio

Bacalaureat
Cristian Mungiu da Cannes non torna mai a mani vuote: Palma d’oro nel 2007 per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni e premio della miglior sceneggiatura nel 2012 per Oltre le colline. C’è molta attesa dunque attorno al suo nuovo film, titolo internazionale Graduation, che racconta la storia di un padre, Romeo (Adrian Titieni), e del rapporto con sua figlia Eliza (Maria Drăguş): il primo sta invecchiando, la seconda sta crescendo.  Presentato dal suo distributore estero, Wild Bunch, come “uno studio di portata universale sull’indefinitezza del ruolo di genitore, la relatività della verità e l’ambiguità dei compromessi”.

Bacalauret di Cristian Mungiu

Bacalauret di Cristian Mungiu

Juste la fin du monde
Xavier Dolan non si può più nascondere. Dopo Mommy, Premio della giuria nel 2014 (ex-aequo  con “papa” Godard), l’asticella si alza e la Palma non è più solo un miraggio. Anche perché il giovane talento canadese (27 anni, uno in più di Steven Soderbergh quando qui trionfò nel 1989 con Sesso, bugie e videotape) può contare stavolta su un cast che schiera Marion Cotillard, Lea Seydoux e Vincent Cassel, ovvero la massima potenza di fuoco di cui è capace oggi lo star system d’Oltralpe. Tratto dall’omonima pièce di Jean-Luc Lagarce, Juste la fin du monde è incentrato su uno scrittore che torna a casa per annunciare ai parenti più stretti la sua imminente morte.

Juste la fin du monde di Xavier Dolan

Juste la fin du monde di Xavier Dolan

Venerdì 20 maggio

The Last Face
Non deve essere stato un periodo facile per Sean Penn, finito sotto i riflettori per un incontro avvenuto con il narcotrafficante messicano El Chapo che doveva restare segreto. Prima ancora c’era stata la rottura con Charlize Theron, brusco e inaspettato epilogo di una relazione troppo bella e paparazzata per durare. Ed è proprio lei la protagonista di questo suo ultima regia – con cui Penn torna in gara a Cannes 15 anni dopo La promessa – nelle vesti di un attivista di stanza in Liberia per aiutare le vittime di un conflitto. L’incontro con un medico sul campo (Javier Bardem) metterà in crisi le sue convinzioni. Anche Adèle Exarchopoulos, Jean Reno e Jared Harris nel cast.

The Last Face di Sean Penn

The Last Face di Sean Penn

The Neon Demon
La bellissima Elle Fanning arriva a Los Angeles con il sogno (e la certezza) di diventare una top model. Consapevole di aver quel potere di soggiogare fotografi, stilisti, registi, seduce uomini e donne a frotte senza fare troppi compromessi. Il futuro è ai suoi piedi ma siamo in un horror- drama, nell’aria c’è odore di sangue. Se qualcuno s’innamora tanto da volerla morta, c’è chi sarebbe ben felice anche di sbranarla per farla sparire per sempre. Dopo Only God Forgives Nicolas Winding Refn fa un salto supersonico, la strada è la stessa ma qui sembra evocare le atmosfere torbide e allucinatorie del miglior Lynch.

The Neon Demon di Nicolas Winding Refn

The Neon Demon di Nicolas Winding Refn

Sabato 21 maggio

Elle
Paul Verhoeven torna in concorso 23 anni dopo Basic Instinct. E lo fa con un altro film “scandalo”: protagonista è Isabelle Huppert, che interpreta Michelle, ad di una società di videogame. Aggredita da uno sconosciuto dentro casa, la donna si impegna a far sì che questo evento non modifichi la sua vita di tutti i giorni. Il rapporto glaciale con la madre, il padre in carcere per omicidio, un figlio viziato e immaturo. Senza contare che il violentatore tornerà per continuare il “lavoro”. E Michelle comincia a seguirlo a sua volta, dando inizio a un “gioco” a dir poco pericoloso.

Elle di Paul Verhoeven

Elle di Paul Verhoeven

Forushande (The Salesman)
Dopo la parentesi francese (Le passé), Asghar Farhadi torna (in gara) a girare un film nella sua terra, l’Iran. E si concentra di nuovo su una coppia, Emad e Rana, costretti a lasciare la propria casa a causa dei lavori in corso nell’edificio accanto al loro.  Decidono di trasferirsi in un nuovo appartamento nel centro di Teheran, ma un incidente legato al precedente inquilino cambierà la loro vita.

The Salesman di Asghar Farhadi

The Salesman di Asghar Farhadi

(a cura di Gianluca Arnone, Valerio Sammarco, Marina Sanna)

 

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