Bond 25, inizio riprese

Dopo rinvii, ritardi e riscritture, accelera lo 007 di Daniel Craig e Cary Fukunaga: primo ciak in Norvegia
Bond 25, inizio riprese

A un anno da aprile 2020, data fissata per l’uscita del prossimo 007, nome in codice Bond 25, attorno alla pellicola regna ancora grande (e proverbiale) segretezza. È consuetudine che titolo e cast siano annunciati il più tardi possibile, con le ovvie eccezioni di protagonista e regista, ma sembra finalmente che qualcosa si muova.

Nonostante la rinuncia alla regia di Danny Boyle per non meglio specificate divergenze artistiche, e nonostante il ritardo per riscrivere la sceneggiatura del suo “fido” Jon Hodge (dietro al rifiuto del quale sta, probabilmente, il vero motivo dell’addio del regista di Trainspotting), il subentro di Cary Fukunaga sembra aver ridato il giusto sprint alla produzione.

Il mese scorso abbiamo riportato il nome provvisorio, o di lavorazione, del progetto: Shatterhand. E chissà che, in mancanza di altre ipotesi, non venga promosso a titolo definitivo. Notizia invece di queste ore è l’inizio delle riprese, addirittura in anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista.

Sono stati rilasciati alla produzione i permessi necessari a girare sulla location di una scena particolare, ambientata in un lago ghiacciato norvegese. Per questo motivo, il regista e la sua troupe si sarebbero recati anzitempo sul posto, per non rischiare che il clima si riscaldi troppo perché le acque si mantengano ghiacciate.

Dagli stessi permessi, è possibile estrapolare anche una breve descrizione della scena: “Una bambina spara a un intruso. È inseguita da un secondo intruso e fugge sul lago ghiacciato”.

 

Quello diretto da Fukunaga, elogiato regista della prima stagione di True Detective e di Maniac, sarà a quanto pare l’ultimo 007 con il volto di Daniel Craig. È pur vero che il medesimo rumour è in giro da almeno due film della saga. Intanto, però, Craig ha raggiunto un’età considerevole (51 anni), sufficiente a dover passare il testimone, volente o nolente.

Potrebbe anche essere, visto il passo indietro di critica e pubblico fatto con Spectre (2015), che l’attore non volesse chiudere la sua parentesi bondiana con un film sottotono.

Ragione in più per sperare che il nuovo regista, la sequenza d’apertura da girarsi a Matera, la vociferata presenza del Premio Oscar 2019 Rami Malek come antagonista (sebbene “Shatterhand” sia, nei romanzi di Ian Fleming, un alias di Blofield, già interpretato da Landa in Spectre) e il contributo alla sceneggiatura di Scott Z Burns, tra i firmatari di Bourne: Ultimatum, diano vita a un capitolo esplosivo e memorabile.

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