Berlino fa 60

Si inaugura oggi il festival tedesco, con Polanski e Scorsese punte di diamante. Gli italiani sparsi nelle sezioni fuori concorso
11 febbraio 2010
Berlino fa 60

Al ciak la 60ma edizione del Festival di Berlino (11-21 febbraio), che promette sulla carta di essere la migliore degli ultimi anni. Se le precedenti non hanno brillato per glamour e qualità, stavolta il simpatico direttore della Berlinale Dieter Kosslick ce l’ha messa tutta. Per quanto ci riguarda, nonostante nessun italiano sia in gara, la presenza è comunque forte: Francesca Comencini nella giuria capitanata da Werner Herzog, e sei film sparsi nelle varie sezioni. Attesa per  Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, che dirige in modo straordinario i suoi attori (Riccardo Scamarcio sorprendente nei panni del gay), e Cosa voglio di più di Silvio Soldini con Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino, rispettivamente in Panorama e Berlinale Special. Ci sono anche gli esordienti: Alessandro Aronadio (Due vite per caso con Isabella Ragonese, sempre in Panorama) e Davide Minnella con il corto Come si deve con Piera Degli Esposti. E ancora: Pietro Marcello reduce dal successo dal festival di Torino porta a Berlino la sua docufiction sulla marginalità La bocca del lupo  mentre Luca Guadagnino Io sono l’amore con la brava Tilda Swinton. Schiacciato tra Cannes e Venezia, Kosslick ha puntato con più perspicacia su iniziative parallele al programma ufficiale, è il caso di “In the Food for Love”, il 4° Culinary Cinema che già dal titolo promette bene: undici opere che parlano di cibo, amore, natura e ambiente presentati da star del mondo culinario che a turno prepareranno manicaretti ispirati agli stessi film, tra cui quello di Guadagnino. Il 12 febbraio sarà invece il giorno di Metropolis di Fritz Lang, proiettato nella versione integrale (30 minuti in più) e accompagnato dalla colonna sonora originale di Gottfried Huppertz eseguita dal vivo dalla Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino. Due ottime mosse mediatiche: in anteprima mondiale Shutter Island di Martin Scorsese, tratto dall’avvincente libro di Dennis Lehane, con Leonardo Di Caprio e Mark Ruffalo, e The Ghost Writer di Roman Polanski (agli arresti domiciliari, non potrà essere presente al festival). Due storie intriganti, la prima più di autore che di suspense, la seconda ispirata al romanzo dello (scrittore) giornalista Robert Harris, protagonista un ex Primo Ministro inglese con molti scheletri nell’armadio tra cui torture e nefandezze varie con la collusione della Cia… Tra finzione e verità, guest star: Ewan McGregor e Pierce Brosnan. Da menzionare, in gara per l’Orso d’Oro, anche Na Putu (On the Path) della bosniaca Jasmila Žbanić, già a Berlino nel 2006 con il tragico GrbavicaBal (Honey) del turco Semih Kaplanoglu (due anni fa in concorso a Venezia con Süt), e in apertura il cinese Apart Together di Wang Quan’an.

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