Berlino al via

Il festival tedesco apre stasera con Nobody Wants the Night di Isabel Coixet. Aspettando Terrence Malick e Laura Bispuri
5 Febbraio 2015
Festival
Berlino al via
Il programma del 65mo festival (5-15 febbraio) è più che brillante, è un successo annunciato. Erano anni che non si leggevano nomi e titoli così di peso: a partire da Queen of the Desert di Werner Herzog, in predicato per il 2014 e ricomparso nel cartellone di Dieter Kosslick. Non è però Herzog il colpo grosso di questa edizione ma Knight of Cups di Terrence Malick, insieme con l’evento mediaticamente più atteso della stagione: Cinquanta sfumature di grigio, anteprima internazione, fuori concorso, firmata dall’artista Sam Taylor-Wood, protagonisti Dakota Johnnson e Jamie Dornan.
L’apertura, in tono minore, è affidata alla spagnola Isabel Coixet, con una dramma ambientato in Groelandia, Nobody Wants the Night, interpretato da Juliette Binoche e Gabriel Byrne. Ma in mezzo c’è da battere le mani: Vergine giurata  di Laura Bispuri, un esordio notevole con Alba Rohrwacher in stato di grazia;Taxi, il film clandestino di Jafar Panahi; Journal d’une femme de chambre (Diary of a Chambermaid) di Benoit Jacquot; Victoria del tedesco Sebastian Schipper; Mr. Holmes di Bill Condon, con Ian McKellen, Laura Linney (fuori competizione); Peter Greenaway con Eiseinstein in Guanajuato, che racconta l’influenza del periodo messicano sulla carriera del grande regista. L’interessante Under Electric Clouds di Alexey German jr, presente e futuro di un paese ridotto in macerie.

El Club di Pablo Larrain

El Club di Pablo Larrain

Ancora un titolo inaspettato: El Club di Pablo Larraín (regista di No e Tony Manero), che non fa sconti a nessuno. Fuori concorso Wim Wenders con Every Thing Wille Be Fine (Orso d’Oro alla carriera); Cinderella di Kenneth Branagh,  cast all star: Cate Blanchett, Lily James, Richard Madden, Stellan Skarsgård ed Helena Bonham Carter. L’inglese 45 Years di Andrew Haigh (Weekend), curioso thriller-drama con Charlotte Rampling e Tom Courtenay. Nella sezione gala: Woman in Gold di Simon Curtis con Helen Mirren e Ryan Reynolds ed Ermanno Olmi con Torneranno i prati.
Occhio a un altro italiano: il toscano Short Skin di Duccio Chiarini, in Generation 14, uno dei progetti di Biennale College, che rafforza l’iniziativa lanciata a Venezia nel 2012. Quanto ai divi: non mancano, anzi alcuni  compaiono più di una volta (è il caso della Blanchett), senza dimenticare che nella Regina del deserto di Herzog, sulla vita dell’archeologa, politica, scrittrice e agente segreta britannica Gertrude Bell, ci sono Nicole Kidman, Damian Lewis (l’eroe di Homeland), James Franco (pure lui in duplice copia al festival) e Robert Pattinson.

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