Beffati a Tellaro

Il trio comico a mani vuote. Al festival del cortometraggio vincono Baiano e Mario Opinato fra gli attori
16 Luglio 2006
Beffati a Tellaro
Il celebre trioAldo

Aldo, Giovanni e Giacomo beffati da due sconosciuti. Il celebre trio comico, campione d’incassi al cinema, resta a mani vuote alla seconda edizione del Tellaro Film Festival. Un filo intorno al mondo, il cortometraggio da loro interpretato per la regista Sophie Chiarello viene battuto in concorso da Baiano di Elisabetta Bernardini, vincitore anche del premio della regia. Sul fronte della recitazione, la giuria presieduta da Giuliano Montaldo ha poi preferito ai tre attori il protagonista del cortometraggio Due bravi ragazzi di Tony Palazzo, Mario Opinato. Il Premio radici, così intitolato in omaggio al tema che ha fatto da filo conduttore a questa seconda edizione del festival, è infine andato al Libro dell’acqua di Francesco Uboldi. Tra i componenti della giuria che ha assegnato i riconoscimenti, anche il giornalista Massimo Lastrucci, il regista Massimo Coppola, il cineasta Alberto Mangiante e l’esperta di restauro cinematografico Simona Pera.
Tra i picchi di questa seconda edizione il Tellaro FilmFestival ha presentato Le radici del videoclip, applauditissimo montaggio di filmati d’epoca, con cui l’esperto radiofonico Enzo Gentile ha recuperato perle introvabili, realizzate all’inizio degli anni ’60 appositamente per i videojuke-box. Rarissimi anche gli esordi in cortometraggio di tre autori come Marco Bellocchio, Roberto Faenza e Folco Quilici, presentati il primo giorno della manifestazione. Nutritissimo, poi, il parterre di ospiti che hanno incontrato il pubblico, nel corso dei dibattiti pomeridiani. Alex Infascelli, da poco reduce dall’esperienza di H2Odio, ha parlato delle nuove frontiere della distribuzione. La celebre Isa Barsizza, con Totò sullo schermo della marina del paese nel film Sette ore di guai, è fra gli altri intervenuta insieme a Sabrina Impacciatore sul tema delle “Radici”, che ha improntato l’intera manifestazione. Lo stesso argomento è stato inoltre affrontato, in chiave critica, da Roberto Nepoti de La Repubblica e da Maurizio Ambrosini, docente di Storia e tecnica di drammaturgia filmica all’Università di Pisa.

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