Aspettando Venezia

Tornatore, Placido, Comencini più Angelini o Guadagnino in concorso. Gli Usa rispondono con Moore, Soderbergh, Jonze ed Herzog
27 Luglio 2009
Aspettando Venezia

Mancano tre giorni alla conferenza stampa di presentazione della Mostra di Venezia, ma, tra rumors e indiscrezioni,  è già possibile dare alcune anticipazioni della 66esima edizione. Per l’Italia, alla coppia Medusa formata da Baaria di Tornatore, che aprirà la kermesse, e Il grande sogno sessantottino di Michele Placido, RaiCinema e 01, come par condicio vuole, replicheranno con Lo spazio bianco di Francesca Comencini, dal romanzo omonimo di Valeria Parrella. Ma rimane un’altra casella in competizione da riempire col tricolore: ottime possibilità ha Vivo, opera seconda di Alessandro Angelini targata RaiCinema; in rialzo le quotazioni di Io sono l’amore di Luca Guadagnino, con Tilda Swinton e Pippo Delbono e targato MIkado, mentre scendono in picchiata quelle dell’opera seconda di Giorgio Diritti, L’uomo che verrà, co-prodotto da Rai Cinema  e anche questo distribuito da Mikado (i due film condividono anche l’interprete Alba Rohrwacher), che protrebbe venire “dirottato” in Orizzonti. Poco più che outsider è da considerarsi Marpiccolo di Alessandro Di Robilant, prodotto da RaiCinema e in cammino verso Controcampo. Viceversa, La doppia ora dell’esordiente Giuseppe Capotondi, prodotta da Nicola Giuliano e Francesca Cima, dovrebbe essere in cartellone alle Giornate degli Autori.
Se Sergio Castellitto potrebbe non vedere il concorso con Angelini, di certo lo farà con Jane Birkin chez Jacques Rivette in 36 Vues du Pic Saint-Loup, cavalcando la vague francese che si infrangerà sul Lido anche con White Material di Claire Denis, con Isabelle Huppert e Christopher Lambert. A battere bandiera transalpina sarà anche Le Concert di Radu Mihaileanu: coprodotto dalla Bim di Valerio De Paolis, il nuovo film del regista di Train de vie prima di Toronto potrebbe passare dalla Laguna.
Dagli Usa, viceversa, accanto agli horror di Joe Dante e George Romero fuori competizione, il concorso ospiterà quattro titoli: Capitalism: A Love Story di Michael Moore, doc sul tracollo del sistema finanziario stelle & strisce; The Informant di Steven Soderbergh, con il chimico imbolsito Matt Damon; Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans, il remake de Il cattivo tenente di Abel Ferrara diretto da Werner Herzog e interpretato da Nicolas Cage, Val Kilmer ed Eva Mendes, e l’animazione Where the Wild Things Are di Spike Jonze. Quinto americano sarà probabilmente Todd Solondz, già in cartellone a Toronto, ma in Special Presentation, con Life During Wartime.
Nella sezione competitiva di Orizzonti, dovrebbero trovare spazio la docu-fiction Napoli Napoli Napoli di Abel Ferrara (sottosezione DOC); Lourdes della viennese Jessica Hausner; la svizzera Pipilotti Rist, che fece scandalo con la video istallazione realizzata all’interno della chiesa barocca di San Stae per la Biennale Arte, con Pepperminta; l’iraniana in esilio Shirin Neshat che firma la trasposizione del romanzo dissidente Donne senza uomini di Shahrnush Parsipur, coprodotta da Valerio De Paolis per BIm.
La chiusura della 66esima Mostra, infine, sarà affidata al primo film di fantascienza della Cina popolare: Chengdu, wo ai ni, firmato a quattro mani da una vecchia conoscenza veneziana, Fruit Chan, e la rockstar antagonista Cui Jian.

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