Arriva Petra

"Subito innamorata dei romanzi di Alicia Giménez-Bartlett", dice Paola Cortellesi. Per la prima volta impegnata in un crime, diretta da Maria Sole Tognazzi, su Sky e NOW TV dal 14 settembre
13 Settembre 2020
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Arriva Petra
Paola Cortellesi in Petra

“E’ come Pietro, ma è da donna”. “No, è solo Petra”. Si chiama Petra Delicato, ma al contrario del suo cognome la sua personalità è piuttosto spigolosa. Come dire, è una che non la manda a dire.

Ad interpretare questa donna nata dalla penna della scrittrice Alicia Giménez-Bartlett è Paola Cortellesi, protagonista della nuova produzione targata Sky Original prodotta con Cattleya che andrà in onda su Sky Cinema e NOW TV a partire dal 14 settembre.

Paola Cortellesi in Petra, su Sky dal 14 settembre 2020

“Mi sono subito innamorata dei romanzi di Alicia, che ha scritto quattro storie gialle al femminile ispirate a questa detective di Barcellona, e di questa donna libera che sceglie di essere ciò che è: fuori dagli schemi e senza legami”, racconta Paola Cortellesi, che per la prima volta si confronta sullo schermo con il genere crime.

A dirigerla Maria Sole Tognazzi, alla sua prima serie tv, che torna al fianco della Cortellesi diciassette anni dopo Passato prossimo, film che le valse il Globo d’oro per la miglior opera prima e un Nastro d’argento come Miglior regista esordiente.

Maria Sole Tognazzi sul set di Petra

“Petra è una donna che non sente l’esigenza di dover accontentare gli altri e non sente il peso dei loro giudizio- dice la regista-. Nella trasposizione c’è stato un grande lavoro di squadra e ho cercato di capire come raccontare una storia fatta di humour e suspense. Sono rimasta fedele ai romanzi, ma ho spostato la storia da Barcellona a Genova, dando un tono più mediterraneo al tutto”.

La scrittrice spagnola, che con i suoi romanzi ha ottenuto uno straordinario successo nel nostro paese, vendendo oltre un milione e mezzo di copie, si è detta contenta dell’interpretazione della Cortellesi nelle vesti della “sua” Petra: “Paola è fantastica. E’ simpatica, ma dura. E’ bella, ma non è una barbie”. Viceversa Paola Cortellesi: “Mi ricordo ancora il giorno in cui Alicia è arrivata sul set. Credo di non essere mai stata così emozionata, neanche al festival di Sanremo. Temevo il suo giudizio”.

Nelle quattro puntate della serie l’ispettrice della squadra mobile di Genova Petra si troverà in prima linea a risolvere dei casi di omicidio e di violenza insieme al vice ispettore Antonio Monte, un vecchio poliziotto prossimo alla pensione, interpretato da Andrea Pennacchi: “La relazione che c’è tra loro due è bellissima. All’inizio si studiano e si annusano, poi capiscono piano piano che possono formare una squadra”.

Due matrimoni falliti alle spalle, libera da legami sentimentali, passionale e contraddittoria. E’ anche femminista la Petra che vedremo in televisione? “Lo è probabilmente, ma non si pone come tale. Non fa un manifesto delle sue scelte e non fa proclami. Il suo comportamento suscita scalpore semplicemente perché è una donna e non un uomo”, risponde la Cortellesi che ancora una volta (da poco interprete di Nilde Iotti nel doc di Marcias dal titolo Il tempo delle donne e qualche anno fa nei panni di Maria Montessori in una miniserie televisiva) porta sullo schermo un personaggio femminile complesso.

“Nilde Iotti e Maria Montessori sono personaggi che ti danno la possibilità di essere un’eroina. Petra invece non è un’eroina, ma un personaggio che avrei tanto voluto essere almeno un giorno nella vita perché è molto distante da me. Non mi somiglia affatto. Quando interpreti dei personaggi che sono realmente esistiti ti senti sempre di tradire la realtà, in questo caso non potevo farlo perché Petra è un personaggio di finzione, ma è talmente profondo che temevo di non rendere il senso di questa donna che tutti amano moltissimo e che per questo è reale come tutte le altre”.

Ma per raccontare e accedere all’universo femminile è condizione necessaria essere donna? “Non esiste un genere. Un regista è un regista, che sia femmina o che sia maschio. Semplicemente è un autore. E’ il modo in cui un regista racconta personaggi femminili che fa la differenza”, risponde infine Maria Sole Tognazzi. 

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