Arriva Chiamami ancora amore

Dal 26 aprile in anteprima su RaiPlay, dal 3 maggio in prima serata su Rai 1 la serie con Greta Scarano e Simone Liberati. Creata da Giacomo Bendotti, diretta da Gianluca Maria Tavarelli
Arriva Chiamami ancora amore
Simone Liberati, Greta Scarano in Chiamami ancora amore © Fabrizio de Blasio

Non semplicemente una storia d’amore, ma un crime familiare sulla scia del capolavoro di Noah Baumbach Storia di un matrimonio (2019) e (guardando la capigliatura rosa di lei da giovane) del film di Michel Gondry Se mi lasci ti cancello (2004).

E’ la serie tv, dal titolo Chiamami ancora amore, che andrà in onda in prima serata su Rai 1 dal 3 maggio (i primi due episodi in anteprima su RaiPlay dal 26 aprile), e che vede protagonisti Greta Scarano e Simone Liberati. 

G.Scarano, S.Liberati, F.Ielapi © Fabrizio de Blasio

Anna (Scarano) ed Enrico (Liberati) si sono molto amati. Poi si sono molto odiati. Dopo dodici anni di matrimonio decidono di separarsi. Ovviamente chi ne soffrirà di più sarà il figlio Pietro (Federico Ielapi).

“Racconto come cambia l’amore quando si diventa genitori”, dice Giacomo Bendotti, che ha creato questa serie, prodotta da Indigo in collaborazione con Rai Fiction, e diretta da Gianluca Maria Tavarelli. E poi specifica: “Ho costruito una struttura in cui c’è un processo tra un padre e una madre. L’inizio è quasi un omaggio a Kramer contro Kramer. Mi sono anche ispirato al film del 2005 dal titolo Il calamaro e la balena di Baumbach, che raccontava la storia di un divorzio. Quella meraviglia di Storia di un matrimonio è uscito quando io già stavo scrivendo la serie”.

E il regista dice: “E’ la storia di una coppia che sfugge ai canoni della tv classica fatta di poliziotti e carabinieri. Il passare del tempo influisce sulla vita di coppia. Qui si racconta una storia d’amore con tutte le difficoltà, gli egoismi e le cattiverie. Nel testo di Bendotti vi ho visto una grande modernità e verità. Per questo motivo ho spogliato la regia di ogni artificio spettacolare, come i dolly, i carrelli e i grandi movimenti, e sono stato addosso agli attori con la macchina a mano”.

Gianluca Maria Tavarelli, Greta Scarano -backstage © Fabrizio de Blasio

Un testo talmente moderno che parla di temi come l’aborto, la pillola RU-486 e la depressione post partum, tutti argomenti ben poco affrontati, soprattutto in televisione. Paura della censura? “La pillola RU-486 si dà negli ospedali per rendere più difficile l’aborto. Certo, mi sono reso conto che maneggiavo un tema sensibile per l’Italia, ma volevo raccontare come in questo paese l’interruzione di gravidanza sia un percorso tortuoso e difficile. Siamo in un paese nel quale le donne che fanno figli smettono di lavorare. Quasi tutte quando rimangono incinta devono scegliere tra la carriera e i figli. Io sono un maschio e sono privilegiato, ma faccio di tutto per scrivere un mondo diverso in cui le donne possano godere degli stessi diritti di noi uomini”.

La stessa Greta Scarano, l’attrice più in auge del momento, dopo Montalbano e la serie su Francesco Totti nella quale veste i panni di Ilary Blasi, racconta di aver rinunciato fino ad ora a fare dei figli perché voleva realizzarsi professionalmente.

“Mi sono avvicinata in punta dei piedi ad Anna perché non sono madre. In più è una donna distante da me perché lei ha rinunciato a fare quello che voleva fare nella vita, ossia il medico, per fare un figlio. Io invece volevo realizzarmi e i figli non rientravano nei miei piani, Nella serie si parla di maternità, nei suoi lati positivi e negativi, e si racconta la storia di una coppia in crisi, una storia comune e, al tempo stesso, speciale perché viene messa sotto una lente d’ingrandimento”.  

E poi consiglia: “Nella vita bisogna scendere a compromessi senza demolire i propri sogni. Talvolta noi donne svisceriamo troppo i sentimenti e questo fa confondere le cose che andrebbero viste con più semplicità e meno fatica”.

E Simone Liberati: “E’ una serie che ha la capacità di arrivare al cuore delle persone. Enrico, il mio personaggio, mi ha insegnato ad accettare gli errori inevitabili che l’esperienza di vita ci porta a fare”.

La parabola (dalla dolcezza di due giovani ventenni alle difficoltà e alle incomprensioni) della storia d’amore tra Anna e Enrico è ricostruito anche attraverso lo sguardo dell’assistente sociale, interpretata da Claudia Pandolfi. “L’assistente sociale incarna lo sguardo del pubblico e della comunità verso questi genitori. Ha il compito di valutare se il bambino sta crescendo in un ambiente sano, che non pregiudichi la sua salute fisica e mentale”. Nel cast anche Giorgio Colangeli, Silvia Gallerano ed Elisabetta De Vito.

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