Armi e USA: Run Hide Fight

"Film nato per affrontare la mia paura e impotenza di fronte alle sparatorie di massa", dice Kyle Rankin. Fuori Concorso a Venezia 77
Armi e USA: Run Hide Fight
Il regista Kyle Rankin

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “Il film non è concepito né a favore né contro le armi, in modo da incoraggiare un dialogo anziché una divisione, soprattutto tra amici che hanno visioni opposte su un tema complesso come questo. Spero che guardando il film, il pubblico pensi a quali scelte farebbe e chi vorrebbe essere se si trovasse nella posizione di Zoe”.

Così il regista americano Kyle Rankin introduce il suo Run Hide Fight, che viene presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e che racconta l’assalto armato in una high school della provincia americana e il sequestro degli alunni da parte di un gruppo di studenti disadattati, che dovranno fare i conti con la reazione della combattiva compagna di scuola Zoe, decisa a non arrendersi alla violenza insensata del commando di teenager e ad affrontare gli assassini per liberare i suoi compagni.

Run Hide Fight – Photo credit: Danny Fulgencio

“Ho scritto Run Hide Fight per affrontare la mia paura e impotenza di fronte alle sparatorie di massa. Il mio intento non è mai stato quello di sfruttare il dolore di qualcuno, ma quello di dar vita a un confronto civile sulle armi in America”, sottolinea il regista. “Il film vuole essere emotivamente vero e lasciare agli spettatori un ricordo che sembri quasi il loro”, aggiunge.

“Nei film che trattano questo tema di solito ci si concentra sugli aggressori. Invece ho voluto analizzare un altro punto di vista, concentrandomi su una delle vittime, una persona che cerca di reagire a questo attacco”, prosegue il regista.

Mentre l’attrice protagonista, Isabel May, ammette: “Dovremmo parlare di più di questi eventi in Usa”. E poi ringrazia il regista per “l’esperienza straordinaria di interpretare un personaggio femminile che unisce così tanta vulnerabilità e così tanto coraggio”.

Isabel May – Photo credit: Danny Fulgencio
dfulgencio.com

Thomas Jane, che nel film è il padre di Zoe, ex militare responsabile della predisposizione alla ‘guerra’ della figlia, aggiunge: “Dovremmo davvero parlare di più di violenza, soprattutto nelle scuole. Sarebbe l’inizio di un cambiamento. Penso che il film contenga delle lezioni molto interessanti e sono orgoglioso di farne parte”.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy