Applausi per Altman

La stampa apprezza A Prairie Home Companion: trascinante "quasi" musical in concorso alla Berlinale
12 Febbraio 2006
Applausi per Altman
Il registaRobert Altman

Applausi e risate in sala, alla proiezione per la stampa di A Prairie Home Companion, il trascinante film di Robert Altman in gara per l’Orso d’Oro. Il regista di Nashville e Mash, che quest’anno riceverà l’Oscar alla Carriera, ha convinto la platea della Berlinale con un “quasi musical” corale, in cui spiccano interpretazioni e nomi di Meryl Streep, Kevin Kline e John C. Reilly. Alle spalle del film, una commedia toccante e nostalgica che affronta su ritmi country i temi della morte, del cambiamento dell’inesorabile scorrere del tempo, è l’omonimo programma radiofonico americano condotto da Garrison Keillors. Il celebre autore, qui anche attore e cosceneggiatore, si è ispirato alla storia del suo trentennale show, che dal 1974 a oggi ha raggiunto oltre 35 milioni di ascoltatori in tutto il mondo.
Siamo a St. Paul, Minnesota. Sul palco del Fitzgerald Theater che ospita lo spettacolo sta andando in onda l’ultima puntata di A Prairie Home Companion. Abile regista della trasmissione è come sempre Keillor, qui nella parte di se stesso. Con la trasmissione si stanno concludendo un ciclo e tante amicizie, ma per lui l’orchestra continua a suonare. E così che, al pari di Keillor, anche Altman sembra parafrasare la sua personale parabola di regista ormai ottantenne, puntando su una vincente commistione di  brio, nostalgia e melanconiche riflessioni. In prima linea, tra i protagonisti, la coppia Meryl Streep e Lily Thomson. Per la storia “Le sorelle Johnson”, duo country sopravvissuto a quello che un tempo era un quartetto, svettano insieme a un travolgente Kevin Kline. A lui la sceneggiatura riserva il divertentissimo ruolo di Guy Noir, macchiettistico addetto alla sicurezza, che sembra strappato alle pagine di un noir di Raymond Chandler.
Confessioni dietro le quinte e canzoni sul palco, tutte rigorosamente interpretate dagli stessi attori, parlano di storie di vita, drammi familiari, radici perdute. Sceneggiatura e brillante interpretazione di Keillor lasciano però spazio anche alla  leggerezza. Mentre lui guarda avanti con fiducia esperanza, a incarnare lo spirito goliardico e scanzonato sono soprattutto Lefty e Dusty, coppia di ruvidi cowboy, interpretati da John C. Reilly e Woody Harrelson. Emblematica, fra le loro sboccacciate strofette country, il dialogo fra un elefante e un uomo nudo: “Carino quel coso? – gli dice dall’alto al basso -. Ma davvero riesci a respirarci?”. Gag e improvvisazioni si alternano così sul palco, lasciando un ruolo anche alla giovanissima Lindsay Lohan, qui al suo primo progetto indipendente, nei panni della figlia di Meryl Streep. Spazio, infine, anche a un cammeo di Tommy Lee Jones, nel ruolo del cinico rappresentante della radio deciso a venderelemittente, e alla bella Virginia Madsen. Biondissima e perennemente fasciata da un trench bianco come una diva del passato, è un melanconico angelo che attraversa la storia, accompagnando i prescelti verso la morte.

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