Antipasto Muto a Roma

Oggi e domani nella Capitale preview sulla 35esima edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone
Antipasto Muto a Roma

Anteprima romana, il 13 e il 14 settembre, per la 35a edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone e la 15a edizione del festival I Mille Occhi di Trieste. Al Cinema Trevi – Cineteca Nazionale, il presidente delle Giornate Livio Jacob e il direttore dei Mille Occhi Sergio M. Grmek Germani, presenteranno al pubblico della capitale un assaggio di quanto si vedrà al Teatro Miela di Trieste dal 16 al 22 settembre e al Teatro Verdi di Pordenone dall’1 all’8 ottobre prossimi.

L’anteprima dei Mille Occhi avrà inizio martedì 13 settembre alle 17 con la proiezione di Mobby Jackson di Renato Dall’Ara (1960), seguito da La ragazza e il generale di Pasquale Festa Campanile (1967). Alle 21, la presentazione ufficiale del festival, cui seguirà la proiezione di Oggi a Berlino (1962) di Piero Vivarelli.

Dopo un altro pomeriggio di film, la sera di mercoledì 14 settembre sarà il momento delle Giornate del Cinema Muto. Le proiezioni si concentrano su Luca Comerio, protagonista a Pordenone di una personale triennale a cura di Sergio Germani, iniziata lo scorso anno e che proseguirà fino al 2017. Del pioniere del cinema italiano, la cui opera è anche al centro del progetto della Cineteca del Friuli “Cinema italiano e grande guerra”, saranno presentati, a partire dalle ore 21, all’interno del programma “Dalla pietà all’amore”, sette titoli dei primi anni Dieci: Il carnevale di Nizza (1910), La famiglia Reale nell’intimità(1911), La guerra italo-turca (1911), [Vita di ascari eritrei] (1912), La presa di Zuara (1912), [Esercito italiano: plotone nuotatori di cavalleria] (1912), Lago d’Iseo (1913) e Excelsior! (1913).

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A Pordenone, nel corso della 35a edizione delle Giornate del Cinema Muto, saranno presentati film di Comerio dagli inizi all’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale (1915). Oltre a un titolo proveniente da un archivio estero, le copie arriveranno da pressoché tutti gli archivi italiani, maggiori e minori, nei quali siano presenti opere del cineasta.

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