Adrenalina Rush

"Non è un semplice film sullo sport, l'idea era rappresentare il fascino degli anni '70", dice Ron Howard. Che riporta in pista Lauda e Hunt con Daniel Bruhl e Chris Hemsworth
14 Settembre 2013
Adrenalina Rush
Ron Howard tra Chris Hemsworth e Daniel BruhlFoto Coccia

(Cinematografo.it/Adnkronos) – L’adrenalina c’è, l’agonismo sportivo tra due grandi campioni di Formula 1 anche, ma Rush “non è un film sullo sport: volevo rappresentare le atmosfere degli anni ’70, l’entusiamo, il glamour, l’energia che si respirava in quegli anni. Diciamo che il riferimento sono stati i documentari del rock’n roll dell’epoca”. Così Ron Howard descrive alla stampa italiana la pellicola in uscita il 19 settembre in oltre 400 copie, distribuita da 01, in cui racconta la leggendaria rivalità di una vita tra Niki Lauda e il pilota britannico James Hunt. Serio e chiuso il primo, estroverso e ribelle il secondo, ma uniti da un rispetto ed una onestà sportiva che resero speciale il loro rapporto.
“Alcuni amici ad Hollywood – racconta il regista – erano preoccupati per me, perché non c’era un ‘buono’ da una parte ed un ‘cattivo’ dall’altra. Ma quello che mi piaceva era proprio mettermi nei panni di ciascuno di loro, che si sono trovati entrambi a vivere una dura stagione, quella del 1976”. L’idea era quella di rappresentare “l’eccitazione, il fascino, l’aspetto sensuale di quegli anni. Lo sport poi crea da solo l’adrenalina necessaria”, ha spiegato Howard. Le corse all’ultimo sangue tra i due piloti (alcune girate proprio nel circuito di Nurburgring, in Germania, dove Lauda ebbe l’incidente che gli cambiò la vita e la carriera) sono quasi tutte reali, anche se non è mancato l’utilizzo della tecnologia.
“La computer grafica è stata utilizzata – ha sottolineato il regista premio Oscar – ma solo laddove fare diversamente avrebbe comportato un rischio di morte o messa in pericolo delle persone coinvolte”. Howard ha rivelato di aver “avuto l’onore di conoscere Montezemolo, e di fare un giro nel circuito di Fiorano”, ma non si è sbilanciato quando gli è stato chiesto se fare questo film lo avesse fatto innamorare della Ferrari. “In Italia questa è una domanda difficile – ha scherzato l’ex Richie di Happy Days – ma, anche se è uno sport che amo, ho deciso di non parteggiare per nessuno nella Formula 1, né ora né per quanto riguarda il passato”.
“All’inizio ero spaventato all’idea di interpretare una leggenda vivente come Niki Lauda – ha detto il tedesco Daniel Bruhl (Good Bye, Lenin!, Bastardi senza Gloria), che per rendere meglio il personaggio si è documentato tantissimo contattando più volte lo stesso campione – perché in Germania è un eroe, e sono stato fortunato ad avere disponibili le informazioni dalla fonte vivente”. L’attore ha trascorso un mese a Vienna “per ottenere quell’arrogante accento austriaco che rendeva bene il personaggio”. Per fortuna Lauda “era sempre rintracciabile”, ha raccontato l’attore, ricordando scherzosamente un aneddoto: “Una volta l’ho chiamato per chiedergli il permesso di usare una parolaccia, pensando si arrabbiasse: invece, mi ha fatto l’elenco di tutte le parolacce del suo repertorio”.
Più difficile l’impresa per Chris Hemsworth (Thor, The Avengers), che ha dovuto ricostruire a posteriori la personalità di Hunt, scomparso per un infarto nel 1993 a soli 45 anni. “Mi sono documentato ed ho parlato con tante persone che lo avevano conosciuto – ha rivelato il biondo attore australiano – e la cosa che più mi ha colpito di lui era l’entusiasmo da ragazzino, la sua onestà, il suo essere sempre così diretto. Una profonda contraddizione con la sua insicurezza, il bisogno di essere amato per le sue capacità”.
Nel ruolo delle rispettive compagne Olivia Wilde e Alexandra Maria Lara, che ha dato il volto a Marlene Lauda, mentre, ad interpretare Clay Regazzoni, l’italiano Pierfrancesco Favino, che con Howard aveva già lavorato in Angeli e Demoni. “Mi ricordo i suoi grandi baffi – ha detto l’attore, unico italiano del cast, che ha esordito in conferenza stampa con un divertente e americanissimo “Hello everybody!” – ero un suo grande fan. Sono onorato di aver partecipato al film, una buona sceneggiatura come questa fa vivere bene anche i personaggi di contorno. Credo di poter dire che sia uno dei migliori film ai quali io abbia avuto l’onore di prendere parte”.

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