Addio a Jacques Rivette

È morto il regista de L’amour fou, La bella scontrosa e di Storia di Marie e Julien. Tra i padri della Nouvelle Vague, aveva 87 anni
29 Gennaio 2016
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Addio a Jacques Rivette

Addio a Jacques Rivette. Il regista de L’amour fou, La bella scontrosa e Storia di Marie e Julien è morto all’età di 87 anni. Nato nel 1928, a 17 anni dirige un cineclub nella natia Rouen. Nel 1949 si trasferisce a Parigi, dove inizia a frequentare la Cinémathèque Française, luogo d’incontro con, tra gli altri, François Truffaut, Jean-Luc Godard, Eric Rohmer, André Bazin e Suzanne Schiffman. Nel 1953 inizia a scrivere sui Cahiers du cinéma, diventandone il caporedattore nel 1963. Aiuto montatore di Jean Mitry, poi aiuto regista di Jacques Becker, Rivette figura come montatore anche in un corto realizzato in 16mm da Rohmer, oltre a partecipare come attore in Le Beau Serge di Claude Chabrol.

Dopo aver realizzato quattro cortometraggi, tra il 1950 e il 1956 (Aux quatre coins, Le Quadrille, Le Divertissemen, Le coup du berger), Rivette inizia le riprese del suo primo lungometraggio, Parigi ci appartiene, la cui lavorazione durerà due anni e che terminerà nel 1960. Nel 1966 porta a Cannes Susanna Simonin, la religiosa, film tratto dal romanzo di Denis Diderot, mentre nel 1969 è la volta de L’Amour fou: quattro ore e mezza di durata, per raccontare la preparazione di uno spettacolo teatrale tratto dall’Andromaca di Racine e, parallelamente, la crisi matrimoniale tra l’attrice Claire (Bulle Ogier) e il regista Sébastien (Jean-Pierre Kalfon).

Del 1971 è Out 1 (la cui versione integrale durava 12 ore), poi ridotto a quattro ore di durata in Out 1: Spectre, mentre nel 1974 è la volta di Céline e Julie vanno in barca. Seguiranno Duelle e Noroît (entrambi del ’76), percorso che si conclude nel 1979 con Merry-go-round.

Negli anni ’80 torna ad ambientare i propri film a Parigi: Le pont du nord (1981), Paris s’en va (corto del 1982), L’amore in pezzi (1984). Hurlevent è del 1986, Una recita a quattro del 1988, mentre nel 1991 dirige Emmanuelle Béart, Michel Piccoli e Jane Birkin in La bella scontrosa, che a Cannes vince il Grand Prix Speciale della Giuria.

Tre anni più tardi, nel 1994, è la volta di un film in due parti su Giovanna D’Arco: Le battaglie e Le prigioni, mentre nel 1995 realizza Alto basso fragile e partecipa con Une aventure de Ninon al collettivo Lumière et compagnie, progetto per celebrare il centenario della nascita del cinema.

Sandrine Bonnaire è la protagonista di Secret défense (1997), mentre nel 2001 Rivette dirige Sergio Castellitto in Chi lo sa?, presentato in concorso al Festival di Cannes. Due anni più tardi realizza Storia di Marie e Julien, dove ritrova Emmanuelle Béart e, idealmente, conclude una quadrilogia formata da Céline e Julie vanno in barca, Duelle e Noroît.

Nel 2007, in coproduzione con l’Italia, il regista realizza La duchessa di Langeais, tratto dal romanzo omonimo di Honoré de Balzac (pubblicato nel 1837) e interpretato da Jeanne Balibar, Guillaume Depardieu, Michel Piccoli e Bulle Ogier.

Il suo ultimo film, datato 2009, è Questione di punti di vista, dove dirige nuovamente il nostro Castellitto, al fianco di Jane Birkin.

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