A Torino è Zona Franca

Steve Della Casa con l'archivista Francesca Cadin in doc per offrire una visione a tutto tondo della Valeri. Da un'idea di Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Teche e presidente di Istituto Luce Cinecittà, Fuori Concorso al TFF38
A Torino è Zona Franca
Franca Valeri

“Volevo far vedere quante Franche Valeri ci sono nella storia dello spettacolo”, così Steve Della Casa alla presentazione del suo doc dal titolo Zona Franca sulla grande attrice recentemente scomparsa all’età di cento anni. Fuori concorso al Festival di Torino, il film offre una visione a tutto tondo della Valeri e attinge al prezioso archivio delle sue performance artistiche conservato nelle Teche Rai.

“Franca ha cominciato a lavorare negli anni cinquanta e il suo personaggio nel tempo si è evoluto- ricorda Della Casa-. Non risparmiava nessuno: né le signorine snob, né le popolane e neanche gli uomini. Averla vicino era un pericolo costante, ma anche uno stimolo. Mi ha divertito tantissimo vedere la scena in cui demolisce Milva e Heather Parisi. Una cosa che adesso scatenerebbe querele e quant’altro”.

Nato da un’idea di Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Teche e presidente di Istituto Luce Cinecittà, e frutto del connubio del lavoro tra Steve Della Casa e l’archivista Francesca Cadin, questo doc ricorda questa donna, sempre graffiante e sincera, che ha lavorato insieme a moltissime persone dello spettacolo.

Steve Della Casa

“E’ un racconto nuovo di racconti già esistenti- dice Maria Pia Ammirati-. Qui siamo riusciti ad affrontare una personalità complessa come quella della Valeri, partita negli anni quaranta con il teatro dei Gobbi e poi passata molto felicemente al cinema e alla televisione. Per noi era quasi un dovere ripercorrere questa figura straordinaria che ha rifondato la comicità maschile e si è inventata quella femminile con grande garbo ed eleganza. E’ stata all’avanguardia nel raccontare le debolezze delle donne. Avremmo anche voluto averla nel documentario. Con grande dispiacere non è stato possibile: noi abbiamo iniziato questo lavoro a giugno e lei è morta ad agosto”.

“Una donna che all’inizio degli anni sessanta aprì la porta alla comicità femminile”, dice Francesca Cadin, che poi sottolinea: “E’ stato un lavoro di ricerca non facile, ma bellissimo su un personaggio che ha percorso tutto il novecento e oltre. Ha raccontato dal fascismo all’epoca digitale. Non ci siamo però spaventati della mole che avevamo davanti”.

Ironica e arguta, con intelligenza e originalità ha saputo raccontare i mutamenti di costume e grazie ai suoi personaggi iconici ci ha regalato uno spaccato della società dell’Italia del dopoguerra. Per concludere, sempre nei nostri pensieri sarà Franca Valeri.

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