VIA DALL'INCUBO

ENOUGH

USA 2002
Da quando Slim ha incontrato Mitch, un ricco e affascinante imprenditore, sembra aver trovato finalmente la felicità: si è sposata, ha una bella casa e un'adorabile figlioletta, Grace. Ad un certo punto però le cose cambiano e Slim si rende conto che non sono affatto così idilliache. Suo marito ha una doppia personalità e dietro l'aspetto del tranquillo padre di famiglia si nasconde un uomo sinistro e manipolatore. Per proteggere se stessa e soprattutto la piccola Grace decide di scappare e cambiare identità. Purtroppo Mitch non sembra rassegnarsi all'idea di lasciarla in pace e Slim cambia tattica, smette di fuggire e combatte con tutte le sue forze.
SCHEDA FILM

Regia: Michael Apted

Attori: Jennifer Lopez - Slim, Bill Campbell - Mitch, Tessa Allen - Gracie, Juliette Lewis - Ginny, Dan Futterman - Joe, Noah Wyle - Robbie, Fred Ward - Jupiter, Christopher Maher - Phil, Janet Carroll - Sig.Ra Hiller, Bill Cobbs - Jim Toller, Bruce A. Young - Istruttore, Bruce French - Proprietario Di Casa, Ruben Madera - Teddy, Nikki Bokal, John O'Brian, Louisa Abernathy, Kerri Higuchi, Fern Ward, Tanya Fishburn - Assistente Di Mitch, James Noah - Sig. Hiller, Victor McCay, Margaret Emery, Smadar Dishon - Centralinista, Marie Stewart - Lynne, Cameriera, Regan Forman - Direttore Asilo, David Brokhim - Mustapha, Leif Riddell - Poliziotto, Michael P. Byrne - Sergente, Brent Sexton - Agente Fbi, Jeff Kober - Agente Fbi, Dan Martin - Agente Fbi, William Barillaro, Sandra Nelson - Maestra Betty, Brett Clark

Soggetto: Nicholas Kazan

Sceneggiatura: Nicholas Kazan

Fotografia: Rogier Stoffers

Musiche: David Arnold

Montaggio: Rick Shaine

Scenografia: Doug Kraner

Costumi: Shay Cunliffe

Effetti: Richard L. Thompson, John Richardson (II)

Durata: 115

Colore: C

Genere: THRILLER DRAMMATICO AZIONE

Produzione: WINKLER FILMS, COLUMBIA PICTURES CORPORATION

Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR ITALIA

Data uscita: 2002-11-29

NOTE
L'ATTORE BILL CAMPBELL E' ACCREDITATO COME BILLY CAMPBELL
CRITICA
"Un regista e uno sceneggiatore di provato talento si sono bevuti il cervello: 'Via dall'incubo' è un remake inconfessato di 'A letto con il nemico', dove era Julia Roberts a vedersela con il consorte-bestia; ma ancora peggiore (il che è tutto dire). Dalla prevedibilità delle situazioni alla musica tonitruante, dalla peggiore delle recitazioni a un epilogo stile Chuck Norris, nulla del repertorio da supermercato del genere 'action-suspense' è risparmiato allo spettatore, già provato dal subisso di telefilm sullo stesso genere che si vede ammannire sul piccolo schermo. E che dire di Jennifer Lopez? Rinnegando il passato sexy e le intemperanze dei suoi amici rapper, la supermediatizzata J. Lo. Doveva essere in cerca del film che le garantisse la nuova legittimazione morale. Ne ha trovato uno perfetto: ipocrita, lacrimevole, reazionario anche per i benpensanti". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 novembre 2002)

"Ma si può concepire il conflitto tra i sessi come una gara a chi ce l'ha più forte (il pugno)? (…) Per evitare di lasciare allo spettatore anche quel secondo di tempo per pensare e dire: ma siamo impazziti? sceneggiatore (Nicholas Kazan) e regista spingono sul botta e risposta dei dialoghi e sul commento musicale, muscolare, invadente, e carico di assurda aggressività in risonanza con i calci che si prepara a sferrare la fanciulla. Più elegante, d'iperbolica verità, 'La guerra dei Roses'. I tempi cambiano. In peggio". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 29 novembre 2002)

"Il thriller familiare 'Via dall'incubo' è una coazione a ripetere della sua più classica ed effettistica suspense cinematografica, tutta esteriore, anche se non priva di una sua efficace adrenalina nei confronti della povera donna. Scrive il copione il figlio di Elia Kazan, Nicholas, lo dirige un regista che una volta aveva altri ideali di cinema, Michael Apted. La Lopez si sfrutta al massimo personale e sindacale, Billy Campbell è il maniaco della porta accanto, Juliette Lewis (rediviva), l'amica per la pelle e Dan Futterman, il fedele ex, tutti incastrati dal ritmo e dal montaggio". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 novembre 2002)

"Un thriller abbastanza monotono in cui la suspense si stempera nella ripetizione delle situazioni. I nervi tesi, i muscoli contratti, i colpi di scena servono a prendere tempo prima del match finale. La sceneggiatura salta qua e là, pasticcia con il tempo narrativo, inserisce figure minori non interessanti. Jennifer Lopez è inchiodata al suo standard di attrice modestissima". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 3 dicembre 2002)