Rascel-Fifì

ITALIA 1956
Renato e Gedeone hanno inaugurato un locale notturno in un quartiere malfamato di New York, provocando l'ostilità di Gionata, capo di una "gang" e proprietario del locale dirimpetto. Aiutato dalla sua banda, Gionata ricorre alle più astute macchinazioni per rovinare i concorrenti. Dapprima induce Barbara, una "vamp" sua amica, a prodursi in un numero molto audace nel locale di Renato, sperando che la polizia intervenga e faccia chiudere il ritrovo; poi, visto l'insuccesso dell'insidia, non esita a far rapire il figlio di Renato, ragazzo molto vivace e birichino. Ma ancora una volta i piani di Gionata vanno incontro ad un completo insuccesso: Renatino, non solo sfugge ad ogni attentato, ma giocando ai dadi con incredibile fortuna, toglie a Gionata tutto il suo denaro e persino il locale. Intanto Michaela, figlia di Gionata, essendo innamorata di Renato, contribuisce alle ricerche e al ritrovamento di Renatino. Renato sposa Michaela, mentre Gionata con tutta la sua banda passa alle dipendenze di Renato e Gedeone.
SCHEDA FILM

Regia: Guido Leoni

Attori: Renato Rascel - Renato/Renatino, Dario Fo - Pupo biondo, Franca Rame - Barbara, Annie Fratellini - Michaela, Peppino De Martino - Gedeone, Arturo Bragaglia - Professore, Gino Buzzanca - Gionata, Carlo Hintermann (II) - Tre dita, Riccardo Cucciolla - Undici, Enzo Garinei - Il "Principe", Stefano Sibaldi - Ispettore Gordon, Paolo Amendola - Martingala, Ignazio Leone - Pensylvania Bill, Gisella Sofio, Maria Teresa Vianello, Elena Fancera, Mimmo Poli, Dina De Santis, Antonella Steni, Nino Dal Fabbro, Zoe Incrocci, Cesare Ranucci, Tina Gloriani, Dory Dorika

Soggetto: Guido Leoni, Dino Verde

Sceneggiatura: Guido Leoni, Dino Verde, Dario Fo

Fotografia: Gianni Di Venanzo

Musiche: Gino Mazzocchi, Renato Rascel

Montaggio: Otello Colangeli

Scenografia: Gianni Polidori

Durata: 84

Colore: B/N

Genere: COMICO COMMEDIA

Produzione: FRANCO CRISTALDI PER LA VIDES CINEMATOGRAFICA

Distribuzione: LUX FILM

NOTE
MUSICA DIRETTA DA GINO MAZZOCCHI.
CRITICA
"(...) La parodia è forse il genere più difficile da tentare nel cinema: richiede abilità, spirito, buon gusto, senso della misura; tutte doti che gli artefici di questo penoso film sembrano ignorare (...). (A. Albertazzi, "Intermezzo", 19/20, 30/10/1957).