Ode a Billy Joe

Ode to Billy Joe

USA 1976
Nel 1953, in un villaggio agreste del Mississipi, la 15enne Bobbie Lee Hartley accetta la corte di Billy Joe McAllister, un ragazzo diciottenne. Mentre Billy Joe, che lavora in una segheria, gode di una certa libertà e ama molto camminare da solo nel bosco, Bobbie Lee risente dell'ambiente puritano - la loro è una comunità battista, guidata dal severo e onnipresente predicatore Taylor - e delle affettuose ma rudi cure dei genitori.La ragazza, però, con le sue impennate strappa delle concessioni ai genitori e decide di donarsi al ragazzo che non le ha nascosto i suoi desideri. Ma Billy Joe durante una sfrenata festa paesana, si lascia avvicinare da uno straniero e ha un rapporto con lui. Sconvolto, il ragazzo fugge per due giorni nei boschi; poi, torna in paese, avvicina Bobbie Lee e tenta invano di violentarla. Disperato, si suicida. L'intera comunità, al corrente del rapporto sentimentale in corso tra i due, considera la ragazza colpevole della morte del ragazzo. Bobbie Lee, sicura di non potere modificare l'ingiusto giudizio, fugge lontano.
SCHEDA FILM

Regia: Max Baer Jr.

Attori: Robby Benson - Billy Joe McAllister, Glynnis O'Connor - Bobbie Lee Hartley, Joan Hotchkis - Anna 'Mama' Hartley, Sandy McPeak - Glenn 'Papà' Hartley, James Best - Dewey Barksdale, Terence Goodman - James Hartley, Becky Bowen - Becky Thompson, Simpson Hemphill - Fratello Taylor, Ed Shelnut - Coleman Stroud, Eddie Talr - Tom Hargitay, William Hallberg - Dan McAllister, Frannye Capelle - Belinda Wiggs

Soggetto: Herman Raucher

Sceneggiatura: Herman Raucher

Fotografia: Michel Hugo

Musiche: Michel Legrand

Montaggio: Frank Morriss

Scenografia: Philip M. Jefferies

Effetti: Gene Grigg

Durata: 105

Colore: C

Genere: PSICOLOGICO DRAMMATICO

Specifiche tecniche: NORMALE TECHNICOLOR

Produzione: MAX BAER JR. E ROGER CAMRAS PER WARNER BORS. PICTURES

Distribuzione: WARNER PIC

CRITICA
"Questa ballata, ottimamente scandita su ritmi malinconici e nostalgici, sceneggiata e realizzata con molta cura nella resa delle persone e dell'ambiente, è vissuta in una dimensione agreste e appartata, certamente lontana dal mondo urbanizzato della ribelle gioventù moderna, ma non per questo priva di esemplarità, di freschezza e di autenticità. Anche se non universale a causa della imperversante permissività morale, il puritanesimo di certi ambienti, la repressività di certe famiglie, la conseguente violenza latente, sono dati veri e meritevoli di sottolineature. [...] E' un film interessante, da meditare e da discutere. (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 82, 1977)