MIO ZIO BENIAMINO

MON ONCLE BENJAMIN

FRANCIA 1969
Beniamino Rathery, giovane medico in un paese della Francia, trascorre il tempo libero della sua professione in avventure galanti, beffe atroci e banchetti pantagruelici. Oberato dai debiti è sollecitato a chiedere in moglie Arabella, figlia di un anziano ed agiato medico; con una serie di stratagemmi riesce però a ritardare ogni volta le paventate nozze. Giunge infine il momento in cui Beniamino è chiamato da un ufficiale giudiziario a saldare i suoi debiti o finire in prigione: pur di non sposare Arabella, egli sceglie quest'ultima soluzione. Uscito dal carcere, grazie all'intervento del padre di Arabella, il quale si ostina a sperare in un ripensamento del giovane medico, Beniamino scopre con soddisfazione che la sua promessa sposa si è invaghita, pienamente corrisposta, di un giovane aristocratico deciso a prenderla in moglie. Beniamino non fa però in tempo a rallegrarsi per lo scampato pericolo, che una ragazza del paese, Nanette, da lui invano corteggiata per lunghi mesi, riesce, ponendolo nell'alternativa di sposarla o perderla per sempre, a condurlo all'altare.
SCHEDA FILM

Regia: Edouard Molinaro

Attori: Bernard Alane - De Pont-Carre', Carlo Alighiero, Bernard Blier - Marchese Di Cambyse, Jacques Brel - Benjamin, Lyne Chardonnet - Arabelle, Robert Dalban - L'Oste, Paul Frankeur - Dottor Minxit, Claude Jade - Manette, Daniela Surina, Paul Preboist - Parlenta, Armand Mestral - Machecourt, Rosy Varte - Bettine, Alfred Adam - Il Sergente

Sceneggiatura: Andre Couteau, Edouard Molinaro, Jean-François Hauduroy, Marina Cicogna

Fotografia: Alain Levent

Musiche: François Rauber, Jacques Brel

Montaggio: Robert Isnardon, Monique Isnardon

Altri titoli:

UOMO DAL MANTELLO ROSSO (L)

Durata: 90

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Specifiche tecniche: PANORAMICA COLORE

Tratto da: ROMANZO DI CLAUDE TELLIER

Produzione: SNE GAUMONT (PARIS) EURO (ROMA)

Distribuzione: EURO

NOTE
- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE/DICEMBRE 2001
- ADATTAMENTI E DIALOGHI: ANDRE' COUTEAU, JEAN-FRANCOIS HAUDUROY.