12 agosto 2022: durante un incontro pubblico nello Stato di New York, Salman Rushdie viene colpito da quindici fendenti nell’arco di pochi secondi, riportando lesioni gravissime e la perdita dell’occhio destro. Muovendo dall’autobiografia dello scrittore e dalle riprese effettuate dalla moglie Rachel Eliza Griffiths durante la convalescenza, Alex Gibney (uno dei massimi documentaristi viventi) ripercorre il drammatico evento e, contemporaneamente, riannoda i fili con il passato: dalla pubblicazione de “I versetti satanici” nel 1988 alla fatwa dell’ayatollah Khomeini, fino ai trent’anni trascorsi all’ombra della minaccia di morte. Il documentario intreccia repertorio d’archivio, sequenze d’animazione e letture dell’opera di Rushdie per comporre un’indagine rigorosa sul trauma e sulla memoria. Svelando solo gradualmente le vere immagini dell’aggressione, la regia sposta il baricentro dell’opera dalla brutalità dell’atto alla rielaborazione dell’esperienza: contro la cieca violenza della lama, il film riafferma il potere della parola e della narrazione come unico, radicale strumento per riappropriarsi del proprio destino e non farsi definire per sempre dal ruolo di vittima.
SCHEDA FILM
Regia: Alex Gibney
Fotografia: Benjamin Bloodwell
Musiche: Will Bates
Montaggio: Andy Grieve
Durata: 107
Colore: C
Tratto da: libro "Coltello: Meditazioni dopo un tentato assassinio" di Salman Rushdie
Produzione: Erin Edeiken, Alex Gibney, Sruthi Pinnamaneni
NOTE
- NELLA SEZIONE SPECIAL SCREENINGS ALLA XXI FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2026).