Zoolander 2

USA - 2016
2,5/5
Zoolander 2
"Blue Steel"; "Le Tigre"; "Magnum": tre espressioni che da sole sono così potenti da fermare una stella da lancio cinese e sventare i piani di conquista del mondo di un genio del male. Esiste solo un modello. E solo lui è in grado di evocare tanta bellezza e potenza con una espressione: Derek Zoolander. Mente Mugatu è finito dietro le sbarre, Derek e Hansel si gustano le meraviglie del "Centro Derek Zoolander per i Bambini Che Non Sanno Leggere Bene e Che Vogliono Imparare A Fare Anche Tante Altre Cose Buone" quando una catastrofe imprevista colpisce il Centro e costringe i due a ritirarsi, e vivere fuori dal sistema. Quindici anni più tardi Derek e Hansel sono ancora oppressi dalla vergogna e isolati, quando ricevono un invito speciale: partecipare a un grande evento internazionale di moda nell'antica e misteriosa città di Roma. I due non resistono al fascino di ritrovare il successo di un tempo e partono per la Città Eterna. Al loro arrivo, i due modelli incontrano gli stilisti bizzarri ed eccentrici che sono dietro al nuovo impero dell'alta moda, ma si rendono conto immediatamente che il mondo della moda dei loro anni d'oro è cambiato drasticamente. Gettati maldestramente e letteralmente sotto i riflettori, Derek e Hansel lottano per trovare il loro posto in questo nuovo e strano mondo del blogging, vlogging, moda anti-moda, ma nel frattempo vengono anche reclutati per tentare di fermare un complotto mortale che punta a distruggere per sempre le speranze di far tornare l'alta moda al suo venerabile e glorioso status.
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT PLUS/ARRI ALEXA M, ARRIRAW, PANAVISION, D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: BEN STILLER, STUART CORNFELD, SCOTT RUDIN, CLAYTON TOWNSEND, JEFF MANN PER SCOTT RUDIN PRODUCTIONS, RED HOUR FILMS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 11 Febbraio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Non fu un successo al box office: costato 28 milioni di dollari, né incassò 60 globalmente. Era il 2001, Zoolander uscì a  ridosso del 9/11: non era cosa, fioccarono le polemiche, non gli incassi. Eppure, il tempo sarebbe stato prodigo: l’homevideo ripagò assai, l’etichetta del cult venne cucita agli abiti degli ipermodelli Derek Zoolander (Ben Stiller) e Hansel (Owen Wilson), i fashionisti e non solo fecero passaparola, Zoolander divenne un must-see.

Il merito era di quei due, Derek e Hansel, “belli, belli in modo assurdo”, dispensatori di Magnum e Blue Steel face, antesignani del selfie e di tutte le bocche a culo di gallina di questo mondo. 15 anni dopo, sono tornati, e sono cosa, e casa, nostra: con buona pace di Milano (e Parigi), la location è la Città Eterna, Hollywood torna sul Tevere, il folle Jacobim Mugatu di Will Ferrell pure, mentre tra le new entry spiccano Benedict Cumberbatch, alias il pan-sessuale Tutto, e Penelope Cruz, un carriera da modella abortita per il seno generoso.

Da Cinecittà al Pantheon, l’Urbe è falcata in lungo e in largo e, altra primizia italica, scopriamo l’esistenza del “mono-matrimonio” contratto tra sé e sé… Egoismo ed egotismo da modelli, e l’universo della moda non esce bene, nonostante a differenza del primo capitolo qui abbia collaborato fattivamente: su tutti, Valentino Garavani.

Del resto, una Magnum sparata globalmente val bene una parodia benevola. Illustri, as usual, i cammei, da Anne Wintour a Sting e Justin Bieber, Zoolander 2 è iconico, nel senso che una sola posa artefatta di Derek e Hansel vale l’intera opera. Sceneggiatura tarocca, dialoghi alimentari e snodi alla meno peggio, il film rende (involontaria) giustizia al mondo della moda, dove la qualità del prodotto è (quasi) indifferente al successo mediatico e commerciale. Ciak, (ci) si sfili!

NOTE

- LA REGIA ERA STATA INIZIALMENTE AFFIDATA A JUSTIN THEROUX.

- BEN STILLER FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

CRITICA

"Sequel di un presunto cult, Ben Stiller si dirige nella parodia fantasy, ottovolante a ruota libera di trucchi e battutacce, del mondo della moda che ci vuole bellissimi (...). Satira del mondo virtuale di super modelli, il raccontino si stringe nella ricerca di camei modaioli che, in una Roma da Cinecittà che pare uscita dal 'Codice da Vinci', fa gongolare la mondanità che ammira i camei di Justin Bieber , l'incappucciato Valentino e Cumberbatch (...). Owen Wilson, Penélope Cruz e Will Ferrell nel cast di un soggettino che vorrebbe accusare l'assurdo fashion ma lo glorifica senza giocare di sponda, con certa calcolata molestia gossip da vacanzacce romane post Woody." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 febbraio 2016)

"Decine di 'apparizioni' di lusso, incluso Sting. Una (fantasmagorica) coreografia, con la profondità di campo di un fumetto, alimentata dal gusto dell'autocitazione e del rimando a gerghi e gesti cari ai fan. La penetrazione di questo modello di intrattenimento comico parrocchiale tra le nostre file giovanili, dove le memorie sono sterilizzate, illustra i danni di decenni di colonizzazione." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 11 febbraio 2016)

"Piacerà ai fan del primo capitolo che da 15 anni hanno instaurato il culto e reclamavano a gran voce il sequel. Eccoli accontentati (il numero 2 è quasi un remake del precedente). E a coloro che amano giocare al «spot the star» (cioè a riconoscere le varie star di passaggio). Qui han di che satollarsi colle comparse di Sting, Susan Sarandon, Milla Jovovich (impegnata in un match con Penélope Cruz)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 febbraio 2016)

"Il sequel di un film cult è sempre un rischio, ma qui si ride in molte occasioni, più, però, per le comparsate dei Vip, tra i quali spiccano Sting e Valentino." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 febbraio 2016)
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