Zarte Parasiten

GERMANIA - 2009
3/5
Zarte Parasiten
I ventenni Jakob e Manu non hanno una fissa dimora o un lavoro stabile. I due, infatti, vivono in un accampamento in mezzo a una foresta, sono sempre a corto di soldi, se hanno bisogno di una doccia vanno alla piscina comunale, e si guadagnano da vivere con lavori socialmente utili, soddisfacendo i desideri dei propri clienti e dando loro quel che gli serve o manca. Un giorno, Jakob conosce Martin, un pilota di aerei che ha perso il figlio Benjamin in un incidente. L'uomo, poiché rivede nel ragazzo il proprio figlio che non c'è più, decide di portarlo a casa per fargli conoscere la moglie Claudia e, nel giro di poco tempo, Jakob viene accolto in famiglia. Quando Manu sente che arrivato per lei e il suo compagno il momento di cambiare vita, Jakob è ormai sempre più coinvolto dal suo ruolo di figlio...
  • Altri titoli:
    Teneri parassiti
    Tender Parasites
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: RHEINFILM

RECENSIONE

di Davide Turrini

Si dice “parassita” e si pensa subito a qualcosa o qualcuno di fastidioso e sconveniente. Una piattola, un moscone, un insetto appiccicoso e insistente che non ti lascia in pace. La coppia protagonista di Tender Parasites, coregia dei tedeschi Christian Becker e Oliver Schwabe, offre una differente tipologia di ospite infestante. Martin (Sylvester Groth) e Manu (Maja Schone) sono due ragazzi che vivono con materassino, stuoia e fornelletto in mezzo ad una teutonica foresta nera. Per sopravvivere si inventano identità e ruoli sociali all’interno di case e famiglie a cui manca un tassello. Manu, per esempio, è diventata una sorta di nipote/badante di una vecchia signora. Martin, dopo essersi fatto volontariamente ferire da un aliante in atterraggio, scopre che il pilota di quel velivolo e sua moglie sono rimasti senza figlio (che oltretutto gli somiglia come una goccia d’acqua). Una volta intuite le falle, i due s’intrufolano nelle diverse abitazioni e usufruiscono di fiducia e spazi casalinghi per condurre una vita normale, tranquilla, fatta di bagni nella vasca e pasti caldi consumati a tavola.
Una sorta di silente e per nulla offensivo rifiuto degli standard tradizionali del mondo del lavoro. Martin e Manu più che trovare un’occupazione, occupano spazi, colmano vuoti che materialmente esistono. Una ricerca naturale di tetto e cibo, di affetto e calore umano, senza piegarsi alle scontate abitudini della vita attiva. I giovani Becker e Schwabe mettono in scena l’anomalia e l’inaspettato, il moralmente deprecabile refrattario alle regole che in ogni pellicola “adulta” o diretta da “adulti” rischierebbe un giudizio moralista quasi automatico. La messa in scena rispetta i canoni asettici di un’estetica fatta di non-luoghi e di personaggi per nulla glamour, come di una tecnica narrativa che rifiuta la soggettività del racconto in prima persona. In Tender Parasites si mescolano così pedinamento e osservazione, criticità e rispetto dei caratteri in scena, silenziosità di fondo del mondo esplorato e repentini scatti di motivata ira. La dimostrazione di un’attuale, possibile, alternativa, e a suo modo ribelle, scelta esistenziale.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 66MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE 'ORIZZONTI'.
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