Welcome Home

USA - 2018
1,5/5
Welcome Home
Nel tentativo di riaccendere la scintilla del loro rapporto, Bryan e Cassie prendono in affitto una romantica villa nella campagna italiana tramite il sito web "Welcome Home". Sul posto, Cassie fa amicizia con Federico, il vicino di casa bello e tenebroso. Bryan si sente subito minacciato dal fascino di Federico e Cassie si infastidisce per questo. Federico sfrutta proprio la gelosia di Bryan per mettere i due fidanzati l'uno contro l'altra. Bryan e Cassie si ritrovano presto coinvolti in una sexy e pericolosa caccia al topo dove scopriranno che la persona che ami di più potrebbe essere quella di cui fidarsi di meno.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:2.35), ARRI ALEXA, DCP
  • Produzione: NICOLAS CHARTIER, ALLAN MANDELBAUM, DOMINIC RUSTAM, TIM WHITE, TREVOR WHITE PER AMBI GROUP
  • Distribuzione: ALTRE STORIE E MINERVA PICTURES (2019)
  • Data uscita 11 Luglio 2019

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Come ti risolvo la crisi di coppia. Conosciutisi su Tinder, ingolfati dal tradimento di lei, gli americani Bryan (Aaron Paul) e Cassie (Emily Ratajkowski) provano a darsi una seconda possibilità con una lussuosa vacanza in Italia: la meta prescelta è un ex monastero con vigna annessa nei dintorni di Todi, preso in affitto sul sito stile Airbnb “Welcome Home”, da cui il titolo.

Regia inane di George Ratliff, voltaggio - almeno nelle intenzioni - thriller, italiano non è solo il paesaggio, ma anche parte del cast: Francesco Acquaroli (samurai della serie Suburra) e soprattutto Riccardo Scamarcio, nei panni del vicino di podere Federico, tutto gentilezza, fascino e mistero. Sarà lui il terzo vertice del proverbiale triangolo, addossando sulle spalle del "povero” Bryan altre paranoie: ci fa o ci è, e chi è, questo indigeno maestro della manipolazione e dell’inganno?

Pur senza far vedere nulla, la curvilinea Ratajkowski fa più docce della Fenech che fu, mentre Paul continua a dilapidare il credito di Breaking Bad, e Scamarcio? Va bene il prospetto internazionale, ma scegliere meglio, anche nella periferia dell’impero, è possibile, anzi, auspicabile. Si manifestava una volta, e riviene buonissimo: Yankee Go Home.

CRITICA

"(...) Spiacerà perché il regista sembra non conoscere troppo le regole della suspense scoprendo le carte con troppo anticipo sullo spettatore (è evidente che Scamarcio è losco, che la casa è una trappola che la coppia è già irrimediabilmente disunita). Unico (grosso) motivo d'interesse: le docce della modella Emily Ratajkowski (lei sì che promette di diventare una notevole scream queen)." (Giorgio Carbone, 'Libero Quotidiano', 12 luglio 2019)
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