Warrior

USA - 2011
4/5
Warrior
Il marine Tommy Conlon e suo fratello Brendan, ex-lottatore diventato professore di liceo, si troveranno uno contro l'altro nella più grande competizione di arti marziali della storia: "Sparta". Tom è tormentato da un tragico passato e Brendan, invece, ha deciso di tornare sul ring per salvare la sua famiglia dalla rovina finanziaria. Per entrambi, la gara sportiva rappresenterà la più importante sfida della loro vita.
  • Durata: 139'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, SPORTIVO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2/PANAVISION PANAFLEX PLATINUM, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: GAVIN O'CONNOR E GREG O'CONNOR PER MIMRAN SCHUR PICTURES, LIONSGATE, SOLARIS
  • Distribuzione: M2 PICTURES, DVD E BLU-RAY: M2 /EAGLE PICTURES (2012)
  • Data uscita 4 Novembre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Adriano Ercolani

L’eroe cinematografico americano ha ormai cambiato volto. Non è più il self-made man, l’uomo senza macchia che rappresenta i valori più puri e intoccabili della democrazia e della società. Adesso è diventato il drammatico esponente del periodo di crisi che proprio quella società sta attraversando, con tutte le ambiguità e le contraddizioni che ciò comporta.
Nel caso di Warrior di Gavin O’Connor gli eroi/facce dell’America sono addirittura due: il soldato tornato in patria dalla guerra che deve fronteggiare il sangue e il dolore del suo recente passato, e il padre di famiglia che per superare la crisi economica è costretto a tornare sul ring. Se poi i due sono fratelli legati da una vicenda familiare fatta di rancori e incomprensioni, ecco che gli ingredienti per il melodramma vengono serviti nella loro pienezza.
La base molto solida di Warrior sta prima di tutto in una sceneggiatura che si concede il tempo necessario per raccontare a fondo le backstory e le vicende personali dei vari personaggi. Quando poi parte il vero e proprio confronto sportivo è impossibile di conseguenza non parteggiare per Brendan o Tommy. La progressione drammatica viene perfettamente scandita e si rivela potente, valorizzata dall’idea di messa in scena di O’Connor che è sempre asciutta e concentrata sul fattore umano della storia. Il resto lo fa un gruppo di attori affiatato e emozionante: il “grande vecchio” Nick Nolte possiede ancora una grande presenza scenica, così come l’astro nascente Tom Hardy. Il migliore tra tutti è però Joel Edgerton, la cui prova contenuta e umanissima lascia intravedere potenzialità insospettate: è lui il cuore pulsante di un film ottimamente costruito e capace di raccontare in filigrana un Paese in difficoltà ma che sa ancora compattarsi nel momento del bisogno. Oltre alla semplice ed efficace cornice sportiva, Warrior è una parabola dolente sulla disillusione dell’American Dream: oggi non si può più sognare, si deve prima riuscire a sopravvivere.

NOTE

- NICK NOLTE È STATO CANDIDATO ALL'OSCAR 2012 COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"Un dramma familiar-sportivo, efficiente, teso, ben montato e servito da un bel cast ma cinico e sleale nel colpire lo spettatore sotto la cintura. (...) La carneficina, insomma, come ultimo rifugio dell'ideologia del self-made-man, soluzione buona per tutti i problemi: dai soldi alla riconciliazione con un padre troppo assente e, ora, pentito. Il peggio è che, pur con una certa repulsione, non puoi fare a meno di parteggiare peri 'caratteri' coinvolti nell'equivoca impresa. Anche perché li impersonano ottimi attori: dal duro della vecchia generazione Nick Nolte all'ottimo Tom Hardy ('Bronson'), faccia tra le più intense e sofferte della nuova leva." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 4 novembre 2011)

"Grande trio d'attori per una sfida famigliare Tom Hardy ha seguito la madre quando abbandonò il tetto coniugale. (...) Un trio di attori ottimi, convincenti per fisicità oltre che per livello di interpretazione, elettrizzanti scene di combattimento, credibilità degli ambienti, sceneggiatura calibrata: insomma un film solido e avvincente." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 novembre 2011)

"Gemello di 'The fighter', anche 'Warrior' racconta di una famiglia che mette il cuore sul ring e termina con la sfida a lotta libera di due fratelli amici nemici, vittime di un edipo alcolista da parte di padre e della guerra in Iraq. Duro ma sensibile, violento ma struggente, il film di Gavin O'Connor dà colpi bassi ed imposta una coinvolgente storia di padri e figli, la vendetta del commesso viaggiatore di Miller. Ottimo il cast virile, dal bastonato Nick Nolte ai lottatori odi et amo, John Edgerton e Tom Hardy ex Bronson." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 novembre 2011)

"Fratelli coltelli, anche se qui di mezzo ci sono i pugni (e molto altro) che si rifilano in un combattimento di arti marziali miste. (...) In apparenza, nulla di nuovo sotto il sole del solito riscatto che passa dal ring. Qui, però, ci si emoziona nonostante l'eccessiva lunghezza." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 novembre 2011)

"Si comincia con Pittsburgh, il centro siderurgico fantasma, l'immagine della catastrofe americana fin da 'Flashdance', il primo invito alla flessibilità totale. Il lavoro sfruttato. Poi si passa a Filadelfia, dove gli Usa nacquero e si dettero regole e valori, 'La patria'. Poi ad Atlantic City, capitale est del vizio. II piacere, anche se spesso un tantino alienato, la felicità promessa... Perché dei maschi di una famiglia disunita tratta il film. Uno da una parte, uno dall'altra... E dunque di mezza America d'oggi, perché sfilerà via via in questo 'Rocky' travestito da 'Fight Club'. (...) Il pompato e prevedibile Gavin O'Connor mixa in laboratorio le sue due passioni, sport ('Miracle') e famiglia ('Pride and Glory'), dimenticando fuori della porta, visto il binomio soporifero, l'umorismo sferzante di Ford o Walter Hill. Tranne una battuta di Nick Nolte quando, al figlio Tommy, che si caracolla nei silenzi bergmaniani, ma pretende che lo alleni di nuovo, impone una pulitina gastrica: «prima smetti di fare le maracas» (il riferimento è ai tre tubetti di pasticche saltellanti che si porta dietro)." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 11 novembre 2011)

"Prima parte verbale costruita su dialoghi intensi a enfatizzare il mistero di un giallo familiare (da cosa fugge Tommy e qual è la ragione del suo astio nei confronti di Brendan?); seconda parte tutta fisica con il torneo di Sparta che ci sbatte dentro la gabbia di uno sport affascinante e brutale. Il regista Gavin O'Connor torna al dramma familiare tra fratelli dopo il sottovalutato 'Pride and Glory' e con 'Warrior' realizza un film tremendamente emozionante in grado di mettere ko lo spettatore grazie ad azione ed emozione. Edgerton, Hardy e Nolte fanno a gara per chi è più bravo, sensibile e virile. Il pubblico maschile prepari i fazzoletti." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 11 novembre 2011)
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