War Machine

USA - 2017
War Machine
Il carismatico e altezzoso generale Glen McMahon viene inviato a guidare le forze NATO in Afghanistan. Incaricato di vincere una guerra impopolare, il generale accetta la sfida con slancio ignorando che la supponenza si rivelerà il suo peggior nemico.
  • Durata: 122'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, GUERRA
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Tratto da: libro "The Operators: The Wild and Terrifying Inside Story of America's War in Afghanistan" di Michael Hastings
  • Produzione: IAN BRYCE, DEDE GARDNER, JEREMY KLEINER, BRAD PITT PER PLAN B ENTERTAINMENT, NETFLIX
  • Distribuzione: NETFLIX
  • Vietato 14

CRITICA

"(...) il film attinge a piene mani da una tradizione satirica che include 'Il dottor Stranamore', 'M*A*S*H', 'La seconda guerra civile', 'Wilson' e 'Wag the Dog', con riferimenti più diretti alle avventure comico/militari sponsorizzate da George Clooney, 'Three Kings' e 'The Men Who Stare at Goats'. E un tocco di Clint Eastwood. L'intento di questo 'Sturmtruppen' del deserto è infatti quello di partire dal punto di vista dei militari piuttosto che da quello dell'élite liberal e pacifista che lo ha prodotto. L'esperimento è interessante, anche se non funziona del tutto, minato com'è - forse involontariamente - dall'interpretazione macchiettistica di Pitt, simile a quella molto divertente che diede, proprio al fianco di Clooney, in 'Burnt After Reading', ma che qui stona con il resto. (...) Con tre generali al governo e un presidente che ha già accennato a una nuova «surge» (operazione militare) in Afghanistan, 'War Machine' è un film imperfetto, ma un efficace 'cautionary tale'." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 3 giugno 2017)

"(...) Brad Pitt, mattatore bravissimo del film diretto da David Michôd. Pellicola semibiografica, nel senso che si ispira alle vicende del generale Stanley A. McChrystal (...). Pitt dà sembianze e tic al suo alter ego, Glen McMahon (...) tratteggiandone la complessa personalità. Un film satirico, ma non antimilitarista come etichettato erroneamente da qualcuno, che si perde in alcuni momenti, passando troppo velocemente dal comico al drammatico, ma utile per capire e riflettere. Che non risparmia nessuno: dalle critiche all'operato di Obama a un Karzai che ride a crepapelle guardando 'Scemo e più scemo'." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 8 giugno 2017)
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