Vivere

ITALIA - 2019
1,5/5
Vivere
In una periferia fatta di villette a schiera vive la famiglia Attorre: Luca, giornalista free-lance molto free, "confezionatore" di articoli di colore che piazza a stento sui giornali, Susi, ballerina che insegna danza a signore in sovrappeso, e Lucilla, la loro bimba di sei anni quieta, ricca di fantasia e affetta da una grave forma d'asma. Dentro una Roma magnifica e incomprensibile, stratificata, materna e matrigna, arriva Mary Ann, irlandese e studentessa di storia dell'arte, ragazza alla pari per la piccola Lucilla. Un anno nella vita della famiglia Attorre che si rivelerà denso di legami leciti e illeciti, di amicizia e d'amore, un anno in cui Mary Ann scoprirà che il bene e il male hanno confini negoziabili.
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MARCO BELARDI PER LOTUS PRODUCTION (UNA SOCIETÀ DI LEONE FILM GROUP) CON RAI CINEMA, IN ASSOCIAZIONE CON 3 MARYS ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 26 Settembre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Se il pesce puzza dalla testa, il film dalla sceneggiatura? Il trio Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e Paolo Virzì denuncia qualche affanno creativo e drammaturgico, non da oggi: vi ricordate Notti magiche, anno 2018, diretto da Virzì? Fuori concorso a Venezia 76, questo Vivere, regia della Archibugi, è drasticamente peggio: non se ne capisce il senso, ma si capisce fin troppo bene il distacco dalla realtà, di più, l’estraniamento dalla realtà del team di scrittura.


Prendiamo, per dirne uno, il giornalista precario, Luca, interpretato da Adriano Giannini: si parla a vanvera di boxini mesmerizzanti, battute (duecento) da tagliare come fatiche di Sisifo, rapporto con i capi e proposte contrattuali inverosimili, insomma, il giornalista che non c’è, meglio, che non esiste. E che male, per chi lo è sul serio.

Non è da meno la di lui consorte, Susi, incarnata da Micaela Ramazzotti: una macchietta svilente della madre-moglie-lavoratrice contemporanea. Personaggi, anzi, personaggetti con cui non solidarizzi, empatizzi mai: non è vivere, e nemmeno sopravvivere, è turlupinare la vita oggi, questo Vivere.

Attorno alla coppia lasca, una figlia che soffre d’asma; una ragazza au pair irlandese (Roisin O’Donovan) che è figlia di Maria e vedremo che altro; un vicino a mo’ di Grillo parlante ribattezzato Perind (crasi di perito industriale, boh), ovvero lo sprecato Marcello Fonte; l’ex moglie borghese di Luca (Valentina Cervi) e l’ex suocero avvocato (Enrico Montesano); il figlio di Luca tutto bowling, macchinetta e coca (Pierpaolo) e il luminare Marinoni, reso intensamente e però vanamente da Massimo Ghini.

A tenerli insieme, si fa per dire, un copione farcito di nonsense involontari, dialoghi insensati, sentimenti insensibili: si attende solo la fine.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

- FUORI CONCORSO ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019).
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