Vicky Cristina Barcelona

USA, SPAGNA - 2008
Vicky Cristina Barcelona
Vicky, sensibile e vicina alle nozze, e Cristina, esuberante e in cerca di avventure, sono due amiche americane che decidono di passare le vacanze estive a Barcellona. Il soggiorno spagnolo diverrà per entrambe fonte di vivaci avventure personali e sentimentali grazie all'incontro con il pittore Juan Antonio e con la sua ex María Elena.
  • Altri titoli:
    Mezzanotte a Barcellona
    Woody Allen Spanish Project
    Midnight in Barcelona
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MEDIAPRO, ANTENNA 3 FILMS, GRAVIER PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MEDUSA - DVD: WARNER HOME VIDEO (2014)
  • Data uscita 17 Ottobre 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Angela Prudenzi
Spagna, terra di passioni. Questo e altri luoghi comuni compaiono nell'ultima prova di Allen, che procede anch'essa per schemi narrativi consolidati essendo l'ennesima variante di una ronde che ha per protagonisti le due americane Vicky e Cristina e una ex coppia di artisti spagnoli, Maria Elena e Juan Antonio. Nonostante il titolo, né Vicky né Cristina sono il punto di forza della storia ma Maria Elena, che inserendosi a metà del racconto ruba loro la scena. Del resto a interpretarla è una Penelope Cruz in stato di grazia, in grado di offuscare persino la Johansson, ultima musa riconosciuta di Allen.
Se nella gara tra star Penelope brilla come mai, nel film è costretta a soccombere di fronte alle ciniche rivali, in grado di fare a pezzi anche il tenebroso Juan Antonio. In amore vince chi fugge e comunque chi domina i sentimenti. Una morale che Allen fa trasparire immedesimandosi una volta tanto nelle figure femminili: un cambio di sguardo che giova non poco al film, lieve come un leggero tocco di donna. Troppo lieve, diranno i detrattori. Invece Vicky Cristina Barcelona (questo il titolo originale) offre molti argomenti per riflettere sulla condizione umana. Basta averne voglia.

NOTE

- LE RIPRESE DEL FILM SONO DURATE CIRCA DUE MESI E SI SONO SVOLTE TRA BARCELLONA, NEW YORK E LA REGIONE DELLE ASTURIE.

- FUORI CONCORSO AL 61. FESTIVAL DI CANNES (2008).

- GOLDEN GLOBE 2009 COME MIGLIOR FILM MUSICAL/COMMEDIA. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (JAVIER BARDEM), ATTRICE PROTAGONISTA (REBECCA HALL) E NON PROTAGONISTA (PENELOPE CRUZ).

- OSCAR 2009 A PENELOPE CRUZ COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2009 COME MIGLIOR FILM EUROPEO.

CRITICA

"Applausi convinti e sonori ululati hanno accolto Il nuovo film di Woody Allen 'Vicky Cristina Barcelona', dal nome delle due protagoniste e della città dove passeranno un'estate che non dimenticheranno facilmente. Due reazioni in qualche modo giustificate perché il film ha momenti davvero esilaranti (soprattutto per merito di Javier Bardem e Penélope Cruz) e altri decisamente macchinosi e fin troppo didascalici, con una voce fuori campo invadente fino al fastidio. (...) E un finale di sconfitta per tutti sembra la morale piuttosto disincantata di un Woody Allen che ha messo da parte le riflessioni morali sulla colpa e la responsabilità e si diverte a punzecchiare i propri connazionali, incapaci di capire cosa vogliano davvero: se la rispettabilità (e l'agiatezza) borghese o la passione (e l'appagamento) dei sentimenti. Resta da chiedersi se era necessaria la trasferta spagnola per arrivare a queste (semplici) conclusioni, con tutto il corollario di obblighi produttivi e pubblicitari che le coproduzioni ormai impongono. Ma se si vuole (o si deve) fare un film all'anno, certi scotti si devono pagare per forza." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 17 maggio 2008)

"'Vicky Cristina Barcellona' è decisamente meglio di 'Scoop' ma un po' peggio di 'Hollywood Ending'. E poi ha la pecca di parlare tanto d'amore ma non di farci vedere nemmeno un pezzetto di carne. Si vede che Allen è diventato meno paranoico ma è rimasto ancora un gran moralista. Chi spera di intravedere le grazie di Scarlett o di Javier rimarrà deluso. L'unica che ci mette un po' del suo è la magica Penelope, tette sì e no dalla scollatura e gambe generosamente scoperte. Meglio di niente, ma proprio di poco." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 18 maggio 2008)

"'Vicky Cristina Barcelona' è il nuovo film di Woody Allen. Che quando non ha molto da dire gioca di imitazione e parodia, come nei teneri e feroci pastiches letterari con cui da mezzo secolo celebra e irride i miti midcult. Cosa cercano la bionda Scarlett Johansson e la bruna Rebecca Hall nella sensuale città catalana? La conferma dei loro pregiudizi. E Woody gliene dà a palate demolendo al contempo i propri connazionali, una massa di bacchettoni frustrati e senza immaginazione costretti a vivere di riflesso nutrendosi di benessere e dei miti da loro stessi creati. Il tutto col tocco leggero e un po' futile del genio in vacanza che si diverte a spingere il gioco dei cliché sempre un po' più in là del previsto. (...) Si ride molto perché Woody, come l'irresistibile Bardem, gioca a carte scoperte e sa rendere comici perfino espedienti tecnici come il ralenti. Si pensa anche un poco, perché dietro il buffo girotondo pulsano l'ansia nevrotica di Cristina/Scarlett Johansson e la piccineria perbenista di Vicky/Rebecca Hall, indecisa fra il pittore catalano e il suo promesso sposo americano, un buon diavolo affidabile e sexy come un merluzzo. Inutile però cercare profondità, novità e tanto meno scandalo in questo svelto inclusive tour che concede alla curiosità degli spettatori un bacio di pochi secondi fra la Johansson e Cruz, salvo poi mostrare l'effetto che fa il racconto di quel bacio sul fidanzato-merluzzo. Come per ricordarci che comico (e trasgressivo) non è ciò che si fa, ma il nostro modo di guardarlo e di raccontarlo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 maggio 2008)

"Le risate e gli applausi non sono mancati, ma alla fine l'ultimo film di Woody Allen, la commedia 'Vicky Cristina Barcelona' ha rimediato anche molti dissensi dal pubblico degli addetti ai lavori. Sarà perché da questo autore che con i suoi ultimi film ci ha fatto riflettere su delitti e castighi ci si aspettava molto di più. O forse perché a scene davvero divertenti si mescolano situazioni e morali un po' scontate." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 18 maggio 2008)

"In 'Vicky Cristina Barcelona' di Woody Allen, Javier Bardem incarna l'artista-stallone che proprio Woody Allen talora - inizialmente si credeva che fosse solo autoironia - è stato sullo schermo. (...) La pornografia latente in 'Vicky..' è sublimata dal brio, dall'umorismo e dalla bravura degli attori: oltre alla Johansson, la Cruz e Bardem, c'è Rebecca Hall, la meno nota, la più fine. Nessuno di loro era noto come un talento comico, ma tutti sono stati capaci di diventarlo, grazie anche ai bei dialoghi, come quelli di Allen prima maniera. Il soggetto è però ripetitivo e complesso. Si sovrappongono due triangoli amorosi isosceli: al vertice dei lati lunghi, l'ubiquo macho spagnolo fa sue, equanime, le statunitensi Vicky/Rebecca, borghese che cela in sé l'irrequieta, e Cristina/Scarlett, irrequieta che cela in sé la borghese. Più interessante del motivo conduttore da pochade, è l'ironia sui personaggi. Le ragazze sono levigate, ma preda del desiderio, anche se tentano di sublimarlo trovando marito o girando film semi-amatoriali. Innamorate dell'amore, cercano quello
perfetto e acchiappano quel che capita. Non denota grande personalità farsi abbordare da un quasi sconosciuto che propone sesso a tre e reagire l'una solo con parole dilatorie, l'altra accettando! Comunque il film funzionerà per il pubblico, dopo una raffica di opere superflue. Woody Allen ferma il suo declino. In extremis." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 18 maggio 2008)

"'Vicky Cristina Barcelona' è un Woddy Allen piccolo piccolo, inferiore ai tre film londinesi (soprattutto al più bello dei tre, 'Match Point') fermo restando che un piccolo Woody è sempre meglio di quasi tutte le schifezze che escono al cinema. E' un girotondo lieve, senza risvolti gialli dei titoli recenti, e con un sottotesto drammatico che riguarda solo Penelope Cruz, di gran lunga la più brava del cast." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 19 maggio 2008)
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