Via Castellana Bandiera

ITALIA, SVIZZERA, FRANCIA - 2013
3,5/5
Via Castellana Bandiera
Palermo, domenica pomeriggio. Rosa e Clara, venute per festeggiare il matrimonio di un amico, si perdono con la loro Multipla nelle strade della città e finiscono in una specie di budello: Via Castellana Bandiera. Nel frattempo, una Punto guidata da Samira, con la famiglia Calafiore ammassata al suo interno, arriva in senso contrario nella stessa strada. Né Rosa, né Samira, donna antica e testarda, intendono cedere il passo l'una all'altra. Chiuse all'interno delle rispettive macchine, le due donne si affrontano in un ostinato duello muto, tutto al femminile, che si consuma nella violenza intima degli sguardi...
  • Altri titoli:
    A Street in Palermo
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: RED EPIC, REDCODE RAW
  • Tratto da: romanzo omonimo di Emma Dante (ed. Rizzoli)
  • Produzione: MARTA DONZELLI, GREGORIO PAONESSA, MARIO GIANANI, LORENZO MIELI, ELDA GUIDINETTI, ANDRES PFAEFFLI, MARIANNE SLOT PRODUZIONE: VIVO FILM, WILDSIDE, VENTURA FILM, SLOT MACHINE CON RAI CINEMA IN COPRODUZIONE CON RSI RADIOTELEVISIONE SVIZZERA, SRG SSR, IN COLLABORAZIONE CON ISTITUTO LUCE CINECITTÀ
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE CINECITTÀ
  • Data uscita 19 Settembre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

“Ci vuole del coraggio, e una certa dose d’impazienza”: gli Offlaga Disco Pax non c’entrano nulla, ma l’esordio sul grande schermo della regista teatrale Emma Dante può far venire in mente – parafrasandolo – il passaggio di Tulipani, canzone dedicata dal gruppo reggiano all’olandese Johan Van der Velde, grande protagonista della tappa del Gavia del Giro 1988.
“Coraggio”, perché tradurre per il cinema Via Castellana Bandiera (romanzo scritto dalla stessa Dante, edito da Rizzoli nel 2009) è già di per sé un’idea che poteva presentare più di qualche insidia; “impazienza”, la stessa che – immaginiamo – ha condizionato la regista siciliana nel mettere in scena quella che, a tutti gli effetti, è una metafora neanche troppo velata sul pantano in cui ci troviamo da qualche tempo: una domenica pomeriggio qualsiasi, nel caldo torrido di Palermo, due autovetture si ritrovano muso contro muso in un budello di strada, Via Castellana Bandiera appunto. Rosa e Clara (Dante e Rohrwacher) da una parte, la numerosissima famiglia Calafiore dall’altra, con al volante l’anziana Samira (Elena Cotta): basterebbe che una delle due macchine facesse qualche metro in retromarcia per permettere all’altra di procedere, ma non se ne parla. Rosa e Samira hanno deciso di sfidarsi in un duello che non prevede prigionieri, e la situazione di stallo assume con il passare dei minuti contorni sempre più grotteschi, poi drammatici.
Il film di Emma Dante sorprende per la ricerca mai artificiosa di un linguaggio che si mischia, anche esteticamente, al territorio, reso quanto mai naturale dalla prova di tutti gli interpreti secondari, quasi tutti provenienti dalla Compagnia Sud Costa Occidentale della regista, più le due “scoperte” Renato Malfatti (il carismatico e massiccio genero di Samira), nella vita parcheggiatore dell’Arenella, e Dario Casarolo (minorenne palermitano che interpreta il nipote della donna).
Un atipico western governato dal gentil sesso, con gli uomini convinti di poterne manovrare le gesta (al punto di organizzare anche delle scommesse “pilotate” sull’esito della sfida…): il muro contro muro, però, non si risolverà così facilmente. Perché da una parte c’è quello che la stessa Dante definisce un “frangiflutti”, Samira, muta per tutto il film (ma resa fortemente espressiva dalla gestualità e dagli sguardi dell’ottima Elena Cotta, premiata con la Coppa Volpi a Venezia), monolite al di sopra di ogni cosa, immobile anche di fronte al corso degli eventi, portatrice di un ostruzionismo (quello del quartiere) che prende le mosse da una “questione di principio”; dall’altra una donna, Rosa, tornata controvoglia (e per sbaglio) nei vicoli della propria infanzia, bloccata in una situazione – anche sentimentale, con Clara – che la vede impossibilitata a scegliere: davanti a lei c’è il crash, alle spalle un precipizio (letteralmente). Basterebbe fare una piccola “manovra”, ma retrocedere da un’impuntatura – a volte – è più facile a dirsi che a farsi. Bellissimo il finale, camera fissa sulla via popolata dalla corsa affannata e sgraziata dell’intero quartiere, contrappuntata da Cumu è sula la strata dei fratelli Mancuso: chapeau.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI EURIMAGES, MINISTERO PER I BENI E PER LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE CINEMA, DFI UFFICIO FEDERALE DELLA CULTURA UFC, IN ASSOCIAZIONE CON COFINOVA 9.

- NEL CAST FIGURANO ANCHE GLI ATTORI DELLA COMPAGNIA SUD COSTA OCCIDENTALE.

- COPPA VOLPI A ELENA COTTA PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE, PREMIO FRANCESCO PASINETTI A ELENA COTTA E ALBA ROHRWACHER COME MIGLIORI ATTRICI, PREMIO LINA MANGIACAPRE, MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO GIOVANI GIURATI DEL VITTORIO VENETO FILM FESTIVAL E PREMIO SOUNDTRACK STARS PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA ALLA 70. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2013).

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2014 PER: MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE, FOTOGRAFIA (GHERARDO GOSSI È STATO CANDIDATO ANCHE PER COME IL VENTO DI MARCO SIMON PUCCIONI), SONORO IN PRESA DIRETTA E COLONNA SONORA.

CRITICA

"Uscito dalla Mostra a Venezia con la Coppa Volpi alla brava Elena Cotta, il primo film di Emma Dante, da un suo libro (Rizzoli) è una vera rivelazione che tiene conto della fisicità del suo credo di palcoscenico. Che si rispecchia nella storia di una mancata precedenza tra due auto in un vicolo di Palermo dove due donne si fronteggiano senza arretrare. Disponibile a letture di più vasta portata anche socio politica in un'Italia non riappacificata, il film è un crescendo anche buffo, a lungo covato, di psicomanie distorte, folklorismi allevati alla vita virtuale tv e alla mania dell'evento. In questo senso Emma Dante paga pegno all'America del circo costante di Altman, Spielberg e Wilder e insiste su location all'interno d'auto. Il finale è uno dei più inventivi della storia del cinema." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 3 ottobre 2013)

"Polvere e desolazione, un canyon periferico, i duellanti che si fronteggiano quasi immobili nelle rispettive espressioni di rabbia e rancore. Si possono dire o pensare molte cose su «Via Castellana Bandiera», esordio registico dell'attrice, regista e drammaturga Emma Dante, ma su di una non c'è discussione: l'originalità assoluta di una sfida infernale ambientata in un'iperrealistica strada palermitana come se ci trovassimo, invece, in un western di Sergio Leone. Succede che nella formicolante location, abilmente trasformata in riflesso simbolico dell'amore-odio provato per l'umanità sottoproletaria, due automobili si blocchino a vicenda, cofano contro cofano (...). Solo nel finale la trovata visiva della strada che non è più stretta e i titoli di coda che si compiacciono a lungo di se stessi incrinano un tantino la forza e la compattezza di un film comunque maiuscolo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 19 settembre 2013)

"Il primo film della celebrata regista teatrale, la siciliana Emma Dante, 'Via Castellana Bandiera', tratto dal romanzo omonimo scritto dalla stessa autrice, conferma i pregi e i limiti del suo lavoro in scena, volto a scandalizzare i pochi borghesi superstiti che ancora si abbonano a teatro. La trovata delle due donne, una siciliana fuggita al nord e un'albanese clandestina da una vita, che si fronteggiano in automobile senza cedersi il passaggio in un vicolo di Palermo che si allarga alla fine in una metafora del Paese è di sicuro efficace. Ma si tratta appunto di una trovata, dilatata per un paio d'ore. La bravura delle due protagoniste, la grandiosa Elena Cotta, 82 anni (vincitrice della Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile alla Mostra di Venezia) e la stessa Emma Dante, e di molti altri attori, fra i quali Alba Rohrwacher e uno strepitoso Renato Malfatti nella parte di Saro, il genero dell'anziana immigrata, non impediscono che lo spettatore dopo un po' sia assalito dalla voglia di fermare quella metafora. E' in ogni caso un esordio alla regia cinematografica fra i più interessanti." (Curzio Maltese, 'La Repubblica', 19 settembre 2013)

"Buono il film d'esordio che la teatrante siciliana Emma Dante ha realizzato a partire da un suo romanzo breve (Rizzoli). Peccato che il tema del rapporto madre-figlia, vero nucleo emozionale della nera fiaba antropologica, non sia adeguatamente sviluppato, ma a sopperire in buona parte alla lacuna provvede Elena Cotta, Coppa Volpi per la sua intensa incarnazione di Samira." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 19 settembre 2013)

"'Via Castellana Bandiera' ha vinto a Venezia la Coppa Volpi, assegnata alla splendida attrice Elena Cotta, la tenace antagonista delle più giovani Dante e Rohrwacher. Ma forse, a posteriori, il premio più giusto è quello alla miglior colonna musicale assegnato da un'eletta giuria comandata da Giuliano Montaldo. Il film di Emma Dante è privo di musica, a parte il finale dove esplode il brano corale scritto dai fratelli Enzo e Lorenzo Mancuso. Naturalmente il finale di 'Via Castellana Bandiera' non va raccontato: vietato dire quale delle due macchine, incastrate nel vicolo come due mufloni testardi, farà finalmente retromarcia. È però vero che quel canto, accompagnato dalla corsa di tutti gli abitanti della via verso un dirupo altamente simbolico, dà al film di Emma Dante un tono «alto», lirico, metafisico che nel corso della narrazione qua e là si perde. La scena immaginata dalla regista non ha nulla di realistico, ma il realismo (da sempre forza e limite, al tempo stesso, del nostro cinema) fa capolino, sfociando in momenti da farsa napoletana che, secondo noi, si sposano malamente con la tragedia siciliana. Film potente, comunque, benissimo recitato da tutti, professionisti e non." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 19 settembre 2013)

"Dagli schermi di Venezia arriva (...) 'Via Castellana Bandiera' di Emma Dante, film premiato con la Coppa Volpi per la migliore attrice all'ottantaduenne Elena Cotta che ha colpito nel segno con un'interpretazione fatta di silenzi e sguardi. Come in un duello western, due donne si sfidano al volante, l'una di fronte all'altra nelle rispettive automobili imbottigliate in uno stretto budello di Palermo. L'inutile confronto si fa allora metafora dell'ottusità umana, dell'incapacità di guardare davvero la realtà e fare un passo indietro." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 19 settembre 2013)

"(...) il romanzo d'esordio della drammaturga e regista Emma Dante è diventato la sua opera prima. Già in Concorso a Venezia, dove l'82enne Cotta ha conquistato la Coppa Volpi, 'Via Castellana Bandiera' frulla western (leoniano, dicunt) e 'Cavalleria Rusticana' (il finale...), femminile e maschile all'ombra del potere, senza mettere in folle lo stile, con macchina aderente ai corpi - e i pensieri - delle due combattenti. Un buon primo passo per la Dante, cui non riesce però l'elevazione a potenza (simbolica) della singolar tenzone palermitana di Rosa e Samira all'Italia oggi: la sensazione che sia il solito Inferno meridionale, il consueto Sud brutto, sporco e cattivo non se ne va, e il glocal rimane local. Come il nostro cinema?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano, 19 settembre 2013)

"Emma Dante è tanto presuntuosa da ritagliarsi anche il ruolo principale. Di rara antipatia, come del resto tutta la compagnia, compresa la veterana Elena Cotta, generosa Coppa Volpi. Tra le domande senza risposta: che bisogno c'era di una coppia lesbo? Complimenti per la finezza: era dalla 'Chiave' di Tinto Brass che non si vedeva una signora far pipì in mezzo alla strada. Qui, per gradire, sono due." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19 settembre 2013)

"Debuttante al cinema, la Dante è ambiziosa e metaforica, come un Kiarostami in salsa siciliana." (Claudio Carabba, 'Corriere della Sera Sette', 13 settembre 2013)
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