Vi Presento i Nostri

Little Fockers

USA - 2010
3/5
Vi Presento i Nostri
Per il timido e impacciato infermiere Greg Fotter i tempi in cui era sottoposto alle angherie del burbero suocero Jack Byrnes sembrano essere finalmente solo un lontano ricordo. Inoltre, lui e la moglie Pam vanno d'amore e d'accordo e sono i felici genitori di due bellissimi gemelli. Tuttavia, un'improvvisa crisi economica spingerà Greg a entrare segretamente in un commercio di medicinali e questa sua nuova 'occupazione' desterà ancora una volta i sospetti del diffidente suocero. Quando poi l'intero clan dei Fotter/Byrnes - compreso l'ex di Pam, Kevin - si riunirà per il compleanno dei gemellini, una serie di malintesi, spiate e missioni segrete sottoporranno Greg all'ennesimo difficile test da superare e diventare, forse, il prossimo patriarca della famiglia.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: personaggi ideati da Greg Glienna e Mary Ruth Clarke
  • Produzione: ROBERT DE NIRO, JAY ROACH, JANE ROSENTHAL E JOHN HAMBURG PER DREAMWORKS SKG, EVERYMAN PICTURES, TRIBECA PRODUCTIONS, UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY (2011) - DVD E BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2011)
  • Data uscita 14 Gennaio 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Probabilmente ha ragione quel critico americano che ha paragonato Vi presento i nostri – terzo atto della faida familiare suocero contro genero, De Niro contro Stiller – a un paio di scarpe vecchie: non avranno nulla di nuovo, non luccicheranno, ma sono comunque comode e familiari. D’altra parte la sensazione di essere membri di casa Fotter, di sedere a tavola con loro e partecipare a beghe, risse, sotterfugi e amenità è il privilegio negato a chi non conosca i suoi trascorsi: il limite di molti franchise. Questo pareva già logoro al secondo episodio. Non lo era. E’ probabile che lo diventi nel caso di un quarto. Non avrebbe molto altro da dire. Quello che restava si doveva consumare qui, perché Vi presento i nostri spinge verso il basso la clessidra biografica di Greg Focker (Stiller) e Jack Byrnes (De Niro), ai limiti di uno spunto narrativo difficilmente riutilizzabile: sono invecchiati i suoi protagonisti, e a maturazione definitiva sono arrivati pure i problemi che devono affrontare.
Lontani i tempi in cui l’imberbe Greg doveva entrare nelle grazie del padre della futura sposa (Teri Polo), e distanti anche quelli in cui i due clan legati dal destino ma divisi dal resto – i Fotter e i Byrnes – si facevano guerra senza esclusione di colpi: ora i rapporti, giocoforza, si sono pacificati, e Greg deve badare alla sua di famiglia, con i due gemellini che crescono, le spese che lievitano, le responsabilità che si assommano – dalla casa al lavoro. Preoccupazioni di una famiglia avviata, normale. Peccato che quella dei Fotter non sarà mai una famiglia normale fino a quando resterà il vecchio Jack a vigilare, attento a che la nave non perda la rotta che i Byrnes hanno seguito per generazioni. Ma gli anni passano per tutti, e l’inflessibile patriarca deve preoccuparsi (complice un colpetto apoplettico) di assicurare una continuità: designa perciò Greg futuro “padrino” del clan, sempre che l’imbranato genero dimostri di saper meritare il ruolo.
Insomma, gira e rigira, la formula della saga ruota ancora attorno alla prova del fuoco che il povero Stiller dovrà superare per compiacere l’ingombrante suocero. La comicità pure stavolta è frutto di capitomboli ed equivoci seminati per strada, e della presenza scenica di due protagonisti ritrovati: De Niro non lo vedevamo così in forma dai tempi del primo episodio, ormai dieci anni fa. Stiller è addirittura maturato, avendo perfezionato il suo proverbiale understatement fino al punto da non avere più bisogno di deformazioni fisiognomiche e gag paradossali per strappare una risata. Il loro affiatamento è fondamentale alla riuscita di Vi presento i nostri, ma l’arma in più del film – che Paul Weitz (About a Boy) dirige diligentemente – è l’azzeccato cast di contorno: gli ispirati Owen Wilson e Dustin Hoffman, Barbra Streisand e Jessica Alba (più camei di Harvey Keitel e Laura Dern) trasformano il proverbiale gioco a due in una esilarante corale. A riprova che uno spartito ingiallito – e dalle trovate non certo originali (il riciclaggio, del resto, è una strategia discorsiva apertamente dichiarata dal film: si veda il finale con citazione da Lo squalo) – può ancora esprimere un suono gradevole se eseguito dagli interpreti giusti. Almeno per questa volta.

NOTE

- SEQUEL DI "TI PRESENTO I MIEI" (2000) E DI "MI PRESENTI I TUOI?" (2004), ENTRAMBI DIRETTI DA JAY ROACH.

CRITICA

"Terzo capitolo di una saga che somiglia a un cinepanettone americano tutto incentrato su un medicinale tipo Viagra e i suoi prevedibili effetti sul nonno De Niro ex agente Cia. Agita il tutto il papà Ben Stiller, sospetto di una tresca con Jessica Alba prima del compleanno dei gemelli. Suoceri sexy folk (Hoffman al flamenco, la Streisand), tutto senza sale, con una volgarità inedita per la commedia lisa." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 14 gennaio 2011)

"Ben Stiller, in mezzo, non si allontana dal modello fin qui seguito, occhi sbarrati, mimica stralunata, nessuna misura nei gesti e negli accenti. Robert De Niro si diverte e diverte soprattutto con una serie di inedite smorfie che solo lui può permettersi, anche se, di fronte, Dustin Hoffman arriva a ballare un frenetico flamenco e Barbra Streisand, al suo fianco, esaspera al massimo i colori della svitata. Questi però sono i toni cui il film tendeva ed è logico che i suoi protagonisti, nonostante la loro fama, si adeguino stando al gioco. I toni seri alla prossima." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 14 gennaio 2011)

"All star riunite attorno al tacchino ed è leggerezza. Il terzo episodio della milionaria saga che incrocia le famiglie Focker e Byrnes (800 mln di dollari mondiali ai primi due film) non delude le aspettative dei nomi elencati nel cast. E finalmente ritrova un De Niro comico degno di se stesso. (...) Malintesi ben sceneggiati, gag di alta comicità e magnifiche citazioni hollywoodiane (una su tutte 'Lo squalo' in un oceano di palline colorate) con comparsate d'eccellenza come Harvey Keitel e Deepak Chopra insaporiscono il menu ben sortito di una commedia da gustare in qualunque compagnia." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 13 gennaio 2011)

"Arrivati al terzo (e chissà se ultimo) episodio, le trovate appaiono stanche; e, pur in buona sintonia con Stiller, veder De Niro sprecare le sue immense risorse di attore in un ruolo comico a base di gag sul Viagra mette una certa tristezza. La novità è Jessica Alba in un personaggino sopra le righe, mentre Streisand, Hoffman e Keitel si limitano a fare una comparsata. Detto ciò qualche risata la commedia la strappa pure." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 14 gennaio 2011)

"A dieci anni dal gradevole 'Ti presento i miei' e a sei dal tollerabile 'Mi presenti i tuoi?' arriva 'Vi presento i nostri' di Paul Weitz, sostituto del veterano della saga Jay Roach. (...) Scatenato citazionismo e comicità slapstick. Stiller e De Niro tirano in ballo 'Il padrino', 'Il braccio violento della legge' e 'Lo squalo'. Parodie da Notte degli Oscar troppo avulse dalla storia principale ma perfette per il trailer. Si ride su vomito, peti ed erezioni senili con Stiller beccato dal figlio mentre fa un'iniezione sui genitali del suocero De Niro. Che tristezza, pensando alla carriera dei due. Finale aperto per nuovo episodio. Presentiamo bandiera bianca." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 gennaio 2011)

"Spiacerà a chi come noi è convinto che il ciclo doveva fermarsi al primo (tutte le cartucce giuste erano state sparate allora). Il primo sequel era inutile, il terzo è una decisa rottura. E il fatto di avere infoltito il cast (Hoffman e la Streisand sono stati richiamati) ha solo reso più indigesta la polpetta." (Giorgio Carbone, 'Libero', 14 gennaio 2011)

"Ridateci i cinepanettoni. Hollywood, quando ci si mette, sa fare di molto peggio. Come questa indecente commediaccia farsesca, terza inutile puntata di una serie di incredibile successo. E, vista l'abbondanza di pronomi personali offerta dalla grammatica, si rischia di andare avanti all'infinito. Quindi, dopo 'Vi presento i nostri', che fa seguito a 'Ti presento i miei' e 'Mi presenti i tuoi' potrebbero arrivare 'Quando ci presenti i vostri?' oppure 'Presentaci i loro'. (...) Ovviamente si può ridere, per i rumorosi peti come per la monumentale vomitata di lasagne in faccia all'esterrefatto papà, tutta merce nel vasto repertorio del promettente nipotino. Mentre il clistere d'apertura è affidato alla manine di Jessica Alba, vale a dire la Belèn d'America. Nella cineteca della vergogna la scena in cui lo spudorato (ex) grande attore Bob De Niro, afflitto da persistente priapismo, si fa fare un'iniezione sulla parte dolente dall'esagitato tutto smorfie Ben Stiller. Evviva dunque 'Natale in Sud Africa'." (Massimo Bertarelli, ''Il Giornale, 14 gennaio 2011)
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