VEDIAMOCI STASERA... PORTA IL MORTO

MYSTERY DATE

USA - 1992
VEDIAMOCI STASERA... PORTA IL MORTO
Un timido adolescente vorrebbe uscire con la biondina vicina di casa, che nemmeno si accorge di lui e il fratello maggiore lo aiuta: telefona alla ragazza fingendo di essere il fratello e la invita ad uscire, poi gli presta gli abiti "giusti" e la carta di credito, per un sicuro successo. Ma quella che doveva essere una tranquilla serata si trasforma...
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: CATHLEEN SUMMERS
  • Distribuzione: C.D.I. - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

CRITICA

"E' divertente la festa di compleanno d'un cane, con gli adoranti padroni e gli invitati che intonano in coro: 'Perché è un bravo cagnaccio, perché è un bravo cagnaccio...'. E' buffo un orologio a forma di cane, di terrier bianco che con la coda scandisce i secondi e con i guaiti avvisa dello scoccare delle ore mentre gli occhi gli s'accendono di luce rossa fosforescente. E' carino il protagonista Ethan Hawke, ragazzo radioso con un bel naso, un bel sorriso, capelli lunghi e una sfortuna impressionante. Per il resto, il film è una di quelle commedie americane stanche in cui si moltiplicano le catastrofi e si ride poco. Al ragazzo timido, innamorato a distanza d'una coetanea bionda, il fratello maggiore disinvolto e mondano organizza un appuntamento e un'ideale serata romantica: gli dà il suo portafogli e la sua carta di credito, lo riveste alla sua maniera elegante, gli cede inconsapevolmente la sua automobile, una strepitosa De Soto celeste decapottabile del 1959." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 27 giugno 1992)

"Da una sceneggiatura sgangherata in cui le cuciture a filo bianco (inverosmiglianze, incongruenze) sono macroscopiche, il regista Wacks - al quale si deve 'Powwow Highway' (1988), interessante film sul maltrattamento dei pellerossa nelle riserve - ha cavato una commedia nera di brio superficiale, animata soltanto dall'interpretazione di Ethan Hawke nella parte del fratellino." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 28 giugno 1992)

"Tutto in una notte, Tom vede crollare il mito del fratello, mette a repentaglio la propria vita e una probabile love story. Ma almeno imparerà, grazie ad un antico adagio orientale, a non fidarsi mai troppo delle apparenze. Un consiglio valido anche per chi vedrà il film, che abusa di richiami alle elaborate turbolenze narrative del cinema di John Landis, ma senza lontanamente eguagliarne la leggerezza e l'equilibrata costruzione drammaturgica." ('Il Messaggero', 12 luglio 1992)
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