Vacanze ai Caraibi

ITALIA - 2015
2/5
Vacanze ai Caraibi
Ambientato nella Repubblica Dominicana, segue tre storie.
Le vicende di Mario Grossi Tubi, imprenditore sull'orlo del fallimento e in cerca di un rimedio prima che la moglie se ne accorga, e di Ottavio Vianale, "maturo" fidanzato della figlia di Mario, apparentemente ricchissimo ma in realtà anche lui in cerca di risolvere i propri problemi economici.
La (dis)avventura di Adriano Fiore, giovane digital addict, finito su un'isoletta deserta dove scopre di essere senza campo.
La folle passione tra Fausto e Claudia, irrefrenabilmente attratti l'uno dall'altra che però ben presto scoprono di essere assolutamente incompatibili.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MARIO GIANANI E LORENZO MIELI PER WILDSIDE
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 16 Dicembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

“Le partecipazioni? Meglio di no… Anna Pia Grossi Tubi in Vianale non suona bene…”. È anche da queste piccole sciccherie che riconosci il cinepanettone, “quello doc”, diciamo. Quello firmato dagli sceneggiatori di sempre (Brizzi e Martani, stavolta con Domenico Saverni, insieme a Neri Parenti e Christian De Sica), diretto dallo stesso Parenti e, naturalmente, interpretato da Christian De Sica. L’ultimo attore (con la a maiuscola) capace di tempi comici dimenticati, di battute che già conosci a memoria ma che al tempo stesso riescono a strapparti la risata, di altrettante volgarità senza le quali – è dura ammetterlo, ma è così – film di questo tipo non avrebbero senso di esistere. Poi, certo, il tutto non basterà mai a giustificare quei “cinque minuti fantastici” (cit. De Sica), quelli delle risate grasse, del botta e risposta a suon di ca..i et simili, di peti e cloache, ma è allo stesso tempo impossibile non ammettere che, seppur calati in situazioni a dir poco inverosimili e chiamati alla farsa più spicciola, attori come De Sica e Massimo Ghini (di nuovo insieme in un film di Neri Parenti dopo 4 anni) ancora funzionano.

Da rivedere, semmai, è l’apporto (anche strutturale) degli altri due episodi, quelli interpretati dal siculo Dario Bandiera e dalla coppia di adulteri Luca Argentero e Ilaria Spada, quest’ultima tutto sommato a suo agio nel ruolo della coatta spensierata e triviale, oltre naturalmente ad altre innegabili doti che riescono a dare “forma” a tutto il resto.

Ilaria Spada in Vacanze ai Caraibi

Ilaria Spada in Vacanze ai Caraibi

Ambientato nella Repubblica Dominicana, Vacanze ai Caraibi segue le storie di Mario Grossi Tubi (De Sica) e Ottavio Vianale (Ghini), il primo sull’orlo del fallimento e in cerca di un rimedio prima che la moglie (Angela Finocchiaro) se ne accorga, il secondo fidanzato della figlia del primo e deciso ad “appendere il cappello” per risolvere i suoi problemi economici. C’è poi Adriano Fiore (Bandiera), giovane digital addict che finirà su un’isoletta deserta e scoprirà di essere… senza campo; infine Fausto (Argentero) e Claudia (Spada), entrambi in crociera, entrambi felicemente sposati, uno il contrario dell’altra, ma terribilmente attratti uno dell’altra.

Insomma, prendere o lasciare, come sempre in fin dei conti: non avrà il marchio Filmauro (stavolta si gioca in casa Medusa, con la Wildside di Gianani a produrre), ma il cinepanettone di Brizzi-Martani-Parenti-De Sica mantiene ciò che promette. Né più né meno di quello che ti aspetti, con l’episodio Ghini-De Sica naturalmente a trainare il tutto.
Letture consigliate: “Epistemologia del cinema da camera” di Fausto Brizzi… Chi vedrà il film, capirà.

NOTE

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CRITICA

"Equivoci a non finire, ma non propriamente della stoffa di un film di Lubitsch. Intorno alla storia centrale ne ruotano altre due. Sulla breccia da oltre tre decenni e mezzo, fitti di quaranta e passa titoli da regista, Neri Parenti resta fedele alla formula di un divertimento farsesco e di grana grossa, non immemore del modello antico delle torte in faccia. Dunque, malgrado la sua personale devozione ai maestri come Monicelli, distante dallo zoccolo duro della vera e propria commedia italiana." (Paolo D'Agostini', 'La Repubblica', 17 dicembre 2015)

"Neri Parenti, il recordman del filone, rivoltosi ad altri lidi produttivi e forte dell'adesione dell'Icona Suprema Christian DS non si fa mancare niente nell'allestimento del solito girotondo di gag scurrili, situazioni farsesche, prese per il sedere dell'italiota medio e assortimenti variegati e supercalorici dei peggiori viziacci del Belpaese. Mettersi a fare i moralisti costa poco e non produce niente: acclarato che di un film simile non appenderemmo poster sulla parete di casa, si prende atto volentieri che di rinnovamenti, variazioni di tono o bagni nella comicità «corretta» Parenti e company non vogliono sentire parlare neppure per telefono. (...) De Sica è sempre in forma, Ghini lo asseoonda con una verve parimenti incontenibile e la Spada si scatena con un occhio alla Gerini verdoniana: il cinismo e la cattiveria hanno una logica sui generis e pazienza se a noi sembra che il film abbia il fiato corto e in vista del finale si ripeta come sulla catena di montaggio." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 17 dicembre 2015)

"L'idea è fare un vecchissimo cinepanettone volgare e grossolano dichiarandolo esplicitamente in una gag finale con Parenti, De Sica e Ghini intenti a scherzare sul quantitativo di parolacce da usare in uno sketch. Per alcuni potrebbe essere mèta-cinema. Per altri, più severamente, 'excusatio' di peti 'non petita'. Un simpatico spreco di talenti (anche Brizzi e Martani in sceneggiatura) minimamente salvato da un'autoironia di fatto autolesionista." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 dicembre 2015)

"Piacerà a chi ritiene che da quando il cinepanettone non è più rito, obbligo sociale, ci ha guadagnato in qualità. De Sica-Ghini sembravano ormai bolliti. Qui invece girano che è una meraviglia." (Giorgio Carbone, 'Libero', 17 dicembre 2015)

"Ritorno al passato del cinepanettone, tra doppi sensi e volgarità di bassa lega. Ma si ride." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 17 dicembre 2015)
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