Upside Down

CANADA, FRANCIA - 2012
2/5
Upside Down
Due mondi opposti, vicini ma irraggiungibili, uno sopra e uno sotto, uno ricco e l'altro povero. Ai rispettivi abitanti è proibito andare nell'uno o nell'altro, ma nulla potrà fermare l'amore tra Adam ed Eden, decisi a sfidare le leggi dell'Universo per poter stare insieme...
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT/ARRICAM ST, HAWK SCOPE, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: UPSIDE DOWN FILMS, LES FILMS UPSIDEDOWN INC, ONYX FILMS, TRANSFILM INTL, STUDIO 37, KINOLOGIC FILMS (UD), JOUROR PRODUCTIONS, FRANCE 2 CINEMA
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES (2013)
  • Data uscita 28 Febbraio 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone
Due mondi che si sfiorano uno sopra all'altro, in cui le regole della gravità sono assolutamente opposte così come quelle della società civile. Questo l'ambizioso assunto di Upside Down, opera seconda di Juan Solanas, figlio di Fernando, favola fantascientifica con protagonisti Kirsten Dunst e Jim Sturgess, novelli Romeo e Giulietta divisi da Newton, ma soprattutto dalla lotta di classe.
Solanas costruisce un impianto complesso e fragilissimo, in cui tutto è il contrario di tutto, non solo fisicamente, ma soprattutto intellettualmente, facendo di una storia d'amore contrastato una parabola della rivoluzione proletaria. Gli elementi sono quelli tipici del genere, dalla sperequazione sociale alla malvagia multinazionale che domina il pianeta. Peccato che Solanas non abbia il tocco di Andrew Niccoll e la capacità di gestione delle idee folli di Nolan. Ne viene fuori un film che vorrebbe essere romantico, rivoluzionario, intellettuale e cinefilo, ma che non riesce a sviluppare nessuna di queste ambizioni, partendo faticosamente e trascinandosi poi stancamente fino a un finale frettoloso e confuso, come i due protagonisti, entrambi molto poco convinti di guardare il mondo testa in giù.

CRITICA

"In 'Metropolis', il capolavoro fantascientifico diretto da Fritz Lang nel 1927, la società è divisa in due classi: i ricchi, che vivono nei grattacieli, e i poveri, relegati nel sottosuolo. Qui le cose vanno in modo simile, con l'aggiunta di un'implicazione fisica: la gravità. (...) Più che un film di fantascienza una fiaba sentimentale sull'eterno modello di Romeo e Giulietta. Suggestive la scenografie e ben assortita la coppia Kirsten Dunst-Jim Sturgess." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 28 febbraio 2013)

"Giocata in un gusto tra il futuristico e il retrò con momenti paesaggistici di respiro romantico, la cornice ha una sua visionarietà e di Sturgess è convincente l'empito sentimentale, ma per il resto questa ennesima variazione sul tema di Giulietta e Romeo stenta a decollare: il motivo dell'ingiustizia sociale resta sfocato e la formula «upside down» alla fine appare più lambiccata che intrigante." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 28 febbraio 2013)

"Immaginate che al posto della volta celeste ci sia una città parallela e rovesciata. Due pianeti vicini ma opposti a causa di un sistema solare a gravità doppia, attratti uno dall'altro. Chi sta sotto vede, sopra di sé, gli abitanti dell'altro mondo a testa in giù. Guardare ma non toccare perché i contatti tagli abitanti sono rigorosamente vietati; anzi, se si provasse a fare il grande salto (per modo di dire) si finirebbe abbrustoliti dopo pochi minuti. Il mondo di sotto, poi, è povero e dipendente dall'altro, tecnologicamente ed industrialmente più elevato. E' questo l'interessante e promettente contesto nel quale Solanas ambienta il suo 'Upside Down' (capovolto, rovesciato), arrivato in Italia per merito della Notorius Pictures che sta regalando, all'amante della fantascienza, alcune chicche davvero gustose. La filosofia lascia presto lo spazio ad una love story che fa da ponte tra le due civiltà." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 28 febbraio 2013)

"Piacerà alle anime romantiche che si vedranno una storia alla Giulietta e Romeo ingegnosamente elaborata e interpretata da due attori ad hoc (Kirsten Dunst e specialmente Jim Sturges). Ma pure gli appassionati degli (orridi) futuribili avranno pane per i loro denti. Anche se la metafora non può non imbrigliare ogni tanto la pedalata narrativa." (Giorgio Carbone, 'Libero', 28 febbraio 2013)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy