Uno per tutti

ITALIA - 2015
Uno per tutti
Tre amici uniti da un segreto tentano di cambiare il proprio destino. Un ragazzo di buona famiglia riduce in fin di vita un altro adolescente, che ora lotta tra la vita e la morte. Il cerchio che si era rotto molti anni prima si riapre drammaticamente. Un crimine che riunisce, dopo trent'anni di lontananza, tre amici chiamati a saldare i conti con il proprio passato, inchiodati alle proprie colpe dal padre del giovane indagato che presenta il conto ai suoi amici. Un noir esistenziale che descrive i lati più oscuri della vita umana e li illumina di speranza e di perdono.
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Tratto da: liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Gaetano Savatteri (ed. Sellerio)
  • Produzione: GIUNLUCA CURTI PER MINERVA PICTURES GROUP IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: MICROCINEMA
  • Data uscita 26 Novembre 2015

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO, FRIULI VENEZIA GIULIA FILM COMMISSION.

- GIORGIO PANARIELLO E' STATO CANDIDATO AL GLOBO D'ORO 2016 COME MIGLIORE ATTORE.

CRITICA

"Autore di alcuni buoni film narrativi (...) e di ottimi documentari, Calopresti torna con un dramma di caratteri tratto dall'omonimo romanzo di Gaetano Savatteri edito da Sellerio. Il soggetto è interessante; la realizzazione, episodica. Strutturata in alternanza temporale, la storia appare in più punti esitante; così come sono discontinue le prestazioni del cast, che pure s'impegna per quanto può a rendere credibili personaggi (a cominciare da Teo) dai caratteri poco approfonditi. Isabella Ferrari è penalizzata da un assurdo accento pseudo-triestino; bella sorpresa, invece, Giorgio Panariello nel ruolo di un poliziotto deluso e stropicciato." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 26 novembre 2015)

"Liberamente ispirato all'omonimo, fortunato romanzo di Gaetano Savatteri (Sellerio), segna per Calopresti il 'ritorno alla finzione, dopo i documentari che ho girato per interpretare la realtà' (...). Qui cambia lo statuto, la finzione prende il testimone dal cinema della realtà, ma non mutano le focali corte sul nostro essere qui e ora, l''hic et nunc' italiano (...). La politica fa da costante sottotesto all'intero film, affiorando nelle aderenze più o meno criminali di Gil, l'incertezza della pena e le lamentazioni del poliziotto Vinz, separato, un figlio a carico e con stipendio da fame (...). Ma anche il malessere senza distintivo è molto contemporaneo, è quello di 'donne che han fallito come mogli e madri (...)'. Non casualmente, i l genere d'elezione di 'Uno per tutti' è il 'noir', Trieste una Marsiglia in sordina, i tre sono ex amici divisi dalle alterne fortune, riuniti dalla consapevolezza che il meglio sia comunque alle spalle, siano pure quelle di ragazzini distrutti dal caso: Calopresti gira senza fronzoli, mette il metronomo tra Storia e storie, tira dritto su qualche incongruenza e giro a vuoto di sceneggiatura, si fida dei suoi attori, compreso il Panariello che non t'aspetti, poliziotto vinto e verosimile. No, la comicità non abita qui, perché i bambini sono divenuti padri, e quel piombo ricade sulle puncicate dei figli: altro che 'Uno per tutti', si salvi chi può. Ma la gioventù, di oggi come di allora, è sempre fottuta." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 26 novembre 2015)

"Ambizioso e piuttosto traballante melodramma giallo, un 'Mystic River' dei poveri, faticosamente basato sull'antico patto tra ragazzini. (...) Meglio gli attori della storia, compreso il Panariello per la prima volta non comico." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 novembre 2015)
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