UNA VITA LUNGA UN GIORNO

ITALIA - 1973
Tornato a San Remo dopo un lungo periodo di navigazione, il marinaio Andrea Rispoli apprende che la proprietaria della sua pensione, la signora Andersen, è morta. Qualche tempo dopo, dalla Svezia, arriva la giovane Anna, nipote della defunta della quale Andrea si innamora profondamente. Quando la ragazza, per sfuggire a un tentativo di violenza, finisce in ospedale, un medico rivela ad Andrea che Anna è gravemente malata di cuore e che solo una costosa operazione può impedirne la morte. Disoccupato, senza soldi, ma deciso a salvare la giovane, il marinaio accetta per tremila dollari, la proposta di un annoiato riccone, e dei suoi ignobili amici (tra i quali lo stesso medico dell'ospedale) disposti a dargli la somma a patto che egli si esponga, durante un'intera giornata, a cinque tentativi di ucciderlo che verranno compiuti con altrettante e diverse armi, da prezzolati sicari. Riuscito, con un po' di fortuna e molto coraggio, a evitare la morte, Andrea riceve il compenso pattuito per scoprire allora, che Anna, tutt'altro che malata di cuore, è l'amante del suddetto riccone ed ha avuto nel crudele "gioco" da lui ideato, una parte di primo piano. Profondamente amareggiato, Andrea si appresta a imbarcarsi, ma un camion lo uccide sulla banchina del porto.

CAST

CRITICA

La vicenda, le cui velleità di denuncia sociale (la condanna dei ricchi) sconfinano nel ridicolo tanto è cervellotica la "trovata" su cui la stessa si basa, si svolge senza alcuna preoccupazione di credibilità dell'insieme e di coerenza, dei vari particolari narrativi. Prima di fare una melodrammatica conclusione all'assurda storiella, il regista trova il modo di esibire i consueti scampoli erotici. (Segnalazioni Cinematografiche).
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