UNA RETE PIENA DI SABBIA

ITALIA - 1967
UNA RETE PIENA DI SABBIA
Dopo anni di assenza, il regista televisivo Ennio De Roberti - di origine calabrese - torna nella sua terra, alla vigilia delle elezioni politiche, per un "servizio" sulle condizioni di vita degli abitanti del luogo. A procurargli l'incarico - avvalendosi delle sue "aderenze" a Roma - è stato il giovane Don Mario Cafasi, barone di Santa Lucia, che vuol farsi eleggere deputato. Tra i pescatori - di cui ha comperato il voto anticipando denaro dietro il rilascio di cambiali - ce n'è uno, Rocco, che ha spiccate qualità di calciatore e promette di diventare un campione. Benché fidanzato con Flavia, il barone ha tendenze particolari e vorrebbe, perciò, che Ennio incentrasse il suo "servizio" su Rocco; per altri motivi anche sua madre - nostalgica del fascismo, alleata con il capo-mafia e ostile all'emancipazione popolare - vorrebbe che evitasse di "far parlare" la gente, limitandosi a illustrare le bellezze turistiche del luogo. Pur sapendo che "il servizio" non verrà trasmesso, Ennio cerca invece di documentare le misere condizioni di vita degli abitanti e il gioco a cui sono sottomessi i pescatori, obbligati a cedere il loro prodotto alla mafia, a prezzi irrisori. La sua decisione si rafforza quando i sicari dell'Onorata Società uccidono Rocco, colpevole di averne voluto sfidare l'autorità; come aveva previsto, però, gli amici romani della baronessa e del capo-mafia riescono a impedire che il "servizio" venga trasmesso. Scoraggiato, Ennio torna nella capitale, con una vaga promessa, da parte di Flavia, di finanziargli un film in cui egli possa finalmente dire la sua scottante verità sulla Calabria.
  • Durata: 98'
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: ARS CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: REGIONALE

CRITICA

"Se è vero che lo sviluppo della Calabria è ostacolato dall'esercizio feudale del potere e dalla sua concentrazione in poche persone, ostili all'emancipazione popolare, nell'affrontare questa tematica, non nuova, il film manca di quel vigore che essa avrrebbe richiesto per lasciare un segno non superficiale [...]". (Segnalazioni Cinematografiche).
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