Una moglie bellissima

ITALIA - 2007
Miranda e Mariano conducono una vita tranquilla nel paesino toscano di Anghiari, dove gestiscono un banco di frutta e verdura del mercato locale. Un giorno, però, l'incontro con un affascinante fotografo che propone alla bella Miranda di posare per un calendario, porta scompiglio nella coppia.

CAST

CRITICA

"Molti elementi fanno pensare che Leonardo Pieraccioni sia arrivato a una specie di impasse della propria carriera. In vista dei quarantatré anni è troppo cresciuto per fare ancora il fanciullone svagato inseguito dalle donne, ma non ha ancora trovato, come regista e come attore, una sua dimensione compiuta all'interno di un tipo di film che oscillano tra la commedia di costume e la pochade. E probabilmente l'accoppiata con lo sceneggiatore Giovanni Veronesi non dà più i frutti di una volta. Lo si capisce vedendo 'Una moglie bellissima' (...) Non è da oggi che Pieraccioni regista cavalca con orgoglio le piccole (e grandi) cose che danno un senso alla vita di provincia - l'amicizia come solidarietà cameratesca, la vitalità del sesso e del cibo, la forza dei propri valori piccolo-borghesi - e una buona parte del suo successo nasce proprio da qui. Ma in 'Una moglie bellissima' quella che era la linfa vitale dei suoi film precedenti diventa una specie di catalogo arido e meccanico di rabbie e rancori (a cui va aggiunta anche una gratuita frecciata all'invasione dei cinesi in Toscana, naturalmente campioni nel non rispettare le leggi), che lascia nello spettatore la sensazione di aver assistito più a un comizio sconclusionato che a un vero e proprio film." (Paolo Mereghetti, 'Il Corriere della Sera', 14 dicembre 2007)

"Finalmente! Ci voleva tanto a sagomare le situazioni rodate dai classici della commedia addosso alle maschere del nostro cinema comico? Forse sì. Eppure bastava rompere lo schema pieraccionesco del bonaccione-con-bellona per (ri)scoprire un mondo. Non il mondo vero, ovvio, ma una sua caricatura: quell'Arcadia toscana linda e pinta inventata ai tempi del 'Ciclone', che in 'Una moglie bellissima' diventa metafora dell'Italia e funziona proprio perché è il cuore del film. (...) Divertente anche la parentesi alle Seychelles, con Pieraccioni che scopre quanto sia assurdo il nostro paese tentando di spiegare agli indigeni follie come Iva, Ici e indulto (le famose 3 "I"?). Mentre è molto meno convincente perché poco scritto e prevedibile il fotografo corrotto (Gabriel Garko). Logico, del resto: per azzeccare il lato negativo, serviva ben altra cattiveria (e gusto della realtà). Così resta solo il miglior film mai fatto da Pieraccioni. Non è poco." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 dicembre 2007)

"E' un tuffo nostalgico negli anni Cinquanta e nella loro ideologia perbenista. Ma perché non regalare piccoli sogni natalizi di ordine e sicurezza? Garbati, modesti, senz'altra ambizione che quella di imbarcare un bel po' di spettatori sotto le feste." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 14 dicembre 2007)

"Moglie bellissima, storia tristissima. Scritto, diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni, il film celebra il Natale con corna coniugali alle quali mancano brio, ironia e malinconia borghese, rimpiazzate da una rustica mestizia (...) Più mesta ancora la sostanza, dietro l'apparenza consolatoria, del finale, che allude alla zoppia come marchio del diavolo. Se almeno la cifra del film non fosse il buonismo di Giovanni Veronesi (co-sceneggiatore), ma la cattiveria di Piero Chiara, 'Una moglie bellissima' avrebbe un po' di coerenza. Invece procede per fiacche macchiette." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 14 dicembre 2007)

"E' l'autentico film di Natale, interpretato da attori giovani, per tutti, senza porcherie, facile come acqua fresca, insipido come i formaggi, la frutta o il panettone che adesso mangiamo." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 dicembre 2007)
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