Una festa esagerata

ITALIA - 2017
1,5/5
Una festa esagerata
Napoli. A casa Parascandolo fervono i preparativi per una magnifica festa sulla splendida terrazza dove il capofamiglia, l'ingenuo Gennaro, geometra e piccolo imprenditore edile, vive con Teresa, famelica moglie dalla feroce ambizione di salire sempre più in alto nella scala sociale. Per il diciottesimo compleanno della figlia Mirea, Teresa ha deciso di fare le cose in grande e non ha badato a spese, dal catering agli arredi, ha persino scritturato un cameriere indiano relegando in cucina la vecchia domestica non ritenuta abbastanza esotica per una festa così importante! Gennaro, pur di accontentare le donne della sua vita e con l'aiuto di Lello, l'invadente aiutante del portiere, continua ad assecondare ogni loro capriccio e a spendere una fortuna per una festa che lui stesso definisce "esagerata". Tutto sembra perfetto, gli invitati iniziano ad arrivare, ma un'inaspettata notizia giunge dal piano di sotto, da casa Scamardella, dove abitano un padre molto anziano e la figlia zitella: la sfortuna ha deciso che il signor Scamardella doveva morire proprio il giorno della festa. Cosa fare? Come si fa una festa con un morto sotto casa?
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: omonima opera teatrale di Vincenzo Salemme
  • Produzione: MEDUSA FILM, REALIZZATA DA VALERIA ESPOSITO E GIANPIERO MIRRA PER CHI È DI SCENA SRL
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (2018)
  • Data uscita 22 Marzo 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
Si ride poco guardando la trasposizione cinematografica di Una festa esagerata diretto da Vincenzo Salemme. Al contrario lo spettacolo a teatro regalava due ore di puro divertimento tra equivoci e colpi di battute.

Nel film invece gli accenni di sorriso si contano davvero sulle dita di una mano, nonostante il regista perlopiù teatrale per scriverlo si sia fatto affiancare da un grande sceneggiatore italiano come Enrico Vanzina.

Salemme cambia il cast e non si avvale degli stessi  attori che avevano interpretato la commedia sul palcoscenico, qui vi recitano Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte (il personaggio più divertente di tutto il film), Nando Paone e Francesco Paolantoni, mentre  le musiche sono composte da Nicola Piovani.

Il film comunque non va,  fermo restando che una storia girata tutta nello stesso ambiente è più difficile che funzioni  al cinema a meno che non si tratti di capolavori come Carnage di Roman Polanski.


Qui siamo a Napoli, a casa Parascandolo si sta preparando una magnifica festa sulla splendida terrazza dove il capofamiglia, l’ingenuo Gennaro (Vincenzo Salemme) vive con la moglie Teresa (Tosca D’Aquino), una donna spigolosa disposta a qualsiasi cosa pur di non rovinare i suoi piani. Per il diciottesimo compleanno della figlia ha deciso di fare le cose in grande non badando a spese dal catering, ordinando 6700 euro di pizzette e diciotto piani di torta, agli arredi. Gennaro, pur di accontentare le donne della sua vita, è disposto ad assecondare ogni  loro capriccio.

Tutto sembra perfetto, ma l’imprevisto è dietro l’angolo: il signor Scamardella (Nando Paone) morirà proprio il giorno della festa. E non si può festeggiare e ridere con un morto al piano di sotto. Peccato che la stessa cosa valga anche per il film.

CRITICA

"(...) la sostanza del piacevole filmino sta tutta nel rendimento del cast che Salemme il mattatore, magari in complicità con il sardonico collega romano, ha liberato dagli stretti vincoli teatrali e rimodulato su ritmi più consoni ai gusti del pubblico della sala e del teleschermo (...) in un crescendo di quiproquo, sketch, siparietti, mimiche sconnesse e dialoghi farciti di sfondoni. Irrompe, poi, per il buon peso un inopinato innesto di grottesco umor nero che dal piano di sotto dilaga sulla terrazza e viceversa, consentendo a un'attrice autorevole come la Forte di dimostrare quanto sia disinvolta e autoironica nel prestarsi a una pantomima davvero in tutto e per tutto... esagerata. Il cameriere finto indiano che dondola la testa (Borrino), l'impresentabile prete (Cacioppo), l'agonizzante inquilino Scamardella (Paone), l'assessore indegno (Paolantoni) collaborano a rendere più briosi i momenti felici e meno deludenti quelli mosci per un risultato finale che farà il suo dovere al botteghino e (forse) sopravviverà alla pioggia di riferimenti eduardiani irrorata un po' alla sanfason da tanti recensori a digiuno di Scarpetta." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 22 marzo 2018)

"Il vero pregio di questo film è l'assenza di volgarità, merce rara. Per il resto, si (sor)ride con il contagocce e sforzandosi, nonostante i lodevoli tentativi di Salemme, decisamente meglio come istrionico interprete che nelle vesti di sciapo regista." (A.S., 'Il Giornale', 22 marzo 2018)

"Massimiliano Gallo s'ingegna, laia è sempre Forte, ma sono particolari che non nobilitano l'insieme: la napoletanità è una carta da parati, le battute sfiatate, la drammaturgia più che esagerata biodegradata. Festa immobile." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 23 maggio 2018)
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