UNA DONNA PER TUTTI

ROSA LA ROSE, FILLE PUBLIQUE

FRANCIA - 1986
Ventenne e molto bella, Rosa La Rose passeggia sui marciapiedi parigini, benvoluta da tutti per la sua naturalezza e lucrosa fonte di quattrini per il suo protettore Gilbert. Giusto in occasione del compleanno della ragazza, questi organizza un banchetto: Julien, un giovane imbianchino che lavora nell'immobile entra nella sala, come affascinato da Rose che ha improvvisato una danza. Anche per lei è il classico colpo di fulmine, ma Gilbert non ha la minima intenzione di ridarle la libertà: gli servono, anzi, altri cinque anni di prestazioni da parte di Rose per ritirarsi. Disperata, Rose si concede a Laurent, un ragazzino del quartiere, che da tempo le professa una tenera e fedele ammirazione. Poi lo spinge a mettere in atto una drastica soluzione ai suoi problemi.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: DIAGONALE STERMAN FILMS PERIPHERIE PRODUCTIONS/PAUL VECCHIALI
  • Distribuzione: CHANCE FILM DISTRIBUZIONE (1987) - MULTIVISION
  • Vietato 14

NOTE

REVISIONE MINISTERO 21 AGOSTO 1987.
DIALOGHI: PAUL VECCHIALI.

CRITICA

"Immoralista (nel senso gidiano) e sensibile, Vecchiali costruisce una storia assai affascinante, intensa e violenta che farebbe invidia al Beineix di 'Betty Blue' e che implicitamente ribalta la morale dei racconti di Rohmer. Apologo reso terreo della pulsione di morte, cinematograficamente sospeso dai lunghi movimenti di macchina semicircolari, il film restituisce a Marianne Basler (Rosa), già femme publique in Zulawski, il piacere del fascino perverso, erotico, universale di un eterno femminino dai più dato per estinto. Tra gli altri interpreti il redivivo Jean Sorel e Pierre Cosso." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 23 Agosto1987)

"Un clima caldo, affettuoso, molto alla Marcel Carnè (e, infatti, questa era la Parigi preferita dal regista di 'Quai des brumes' e 'Les enfants du Paradis', impreziosisce il già intrinseco romanticismo della storia (e qui un altro richiamo: Jean Renoir), la cui melodrammaticità stempera in toni quasi da apologo. D'altronde il film è scritto e diretto da quel Paul Vecchiali che, nel lontano 1978, s'impose per un altro, robusto melò, 'Corpo a cuore', ed ha proseguito, perfezionandosi, sulla stessa strada, coadiuvato da un vibratile Marianne Basler. Le fanno da contorno Jean Sorel (anni '60: i film con Bolognini ed altri) e Pierre Cosso, ormai cristallizzato nel suo ruolo di bello inespressivo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 28 Agosto 1987)

"Ambientata nel quartiere moderno di Parigi sorto sulle macerie delle vecchie Halles la trama, come si sarà capito, è quella di taluni melodrammi del cinema populista francese d'anteguerra con echi evidenti di Prèvert di Carnè, di Duvivier, che il regista riesce a coniugare con le forme smaglianti di un Ophuls. Ma il risultato riscatta le molteplici e dichiarate referenze con tocchi di sottile ironia e di estemporaneità che sottraggono all'insieme buona parte dei suoi sentori realistici e conferiscono al film un fascino particolare. Rilevante, in questo senso, il contributo dei direttori della fotografia, Georges Strouvè e il prestigioso Renato Berta, che si sono prodigati ad accentuare, come per una favola, la resa cromatica delle immagini. Quanto al resto anche gli interpreti, a cominciare dalla tenera e pressochè inedita Marianne Basler, sanno stare perfettamente al gioco, per metà nostalgico, di Vecchiali." (Leonardo Autera, 'Il Corriere della Sera', 29 Agosto 1987)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy