Una commedia sexy in una notte di mezza estate

A Midsummer Night's Sex Comedy

USA - 1982
Andrew - un inventore dilettante un po' svitato - abita in una villa isolata insieme a sua moglie Adrian, noiosa e trascurata dal marito, perso dietro i suoi congegni, ora saltuariamente volanti, ora magici. Durante un fine settimana arrivano altre due coppie: Leopold, un anziano professore di filosofia, materialista dichiarato, presuntuoso e pedante, che sta per sposare la giovane e disinibita "fidanzata" Ariel, e Maxwell, un medico libertino, con la sua infermiera tuttofare Dulcy, tanto belloccia quanto oca e facile. La casuale convivenza di questo campionario di gente senza reali interessi né perché di vita genera un gioco divertito - e in qualche momeno divertente - di scambi, equivoci e appuntamenti al chiaro di luna, con composizioni e scomposizioni di coppie, schermate da raffinati passatempi di società, fino alla conclusione, più comica che tragica: la morte dell'anziano filosofo, in un soprassalto amoroso con Dulcy.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, GIALLO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Produzione: ORION PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: P.I.C.

CRITICA

"A parte le citazioni di classici (Shakespeare e Bergman) e le musiche di Mendelssohn - in qualche momento sacrificate in ingegnosi adattamenti - il film non va oltre gli schemi abbastanza scontati della commedia maliziosamente gioiosa, con qualche sferzatina ironica e qualche finezza umoristica che ricordano il migliore Woody Allen. Chi più si diverte-divertendo è proprio il regista-attore, con quella sua irresistibile faccia da 'che c'è da ridere?' che ti muove tuo malgrado al sorriso, i doppi sensi sottili di alcune battute e quella sua parlata incespicante e mugolante, di cui pur qualcosa rimane anche nel doppiaggio. Ma divertono abbastanza anche gli altri interpreti, particolarmente José Ferrer, con le sue borie da intellettuale 'so-tutto-io'; e Mia Farrow, ben calata nel personaggio di fidanzata del 'nonno'. Un po' meno le altre due interpreti femminili, in certi momenti troppo caricaturali e macchiettistiche. La fotografia è splendente, specie nei caldi colori - inusitati in Woody Allen - di una gaia estate, e negli argentei plenilunii. Nel coro discordante dei vari pro e contro della critica sta bene al film la patente di 'arioso nulla' con la quale lo liquida il 'Time'. ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 94, 1983)
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