UNA BELLA GRINTA

ITALIA - 1965
L'ambizione, l'ansia di salire nella scala dei valori sociali, il desiderio di guadagno, sono le note personali di Ettore Zambrini. A Bologna egli vorrebbe far fortuna, e non contento di possedere una piccola azienda di prodotti tessili, imposta con audacia un grandioso stabilimento mentre è già finanziariamente allo scoperto. Anche con Luciana, il suo atteggiamento è stato di egoistico possesso, con la conseguente separazione di fatto ed il tradimento della moglie con uno studente. Quando Luciana accetta di tornare da lui, Ettore è nel pieno della crisi finanziaria, che lo costringe ad arrabattarsi. Contemporaneamente l'agitato industriale scopre l'identità dell'amante di Luciana. Con ferocia si libera dell'avversario e con altrettanta violenza aggredisce gli affari. Un anno dopo lo troviamo insieme all'impellicciata Luciana presso la nuova fabbrica dove troneggia il suo nome.

CAST

NOTE

- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA DEL FESTIVAL DI BERLINO (1964).

- LE MUSICHE SONO ESEGUITE DAL COMPLESSO DI GATO BARBIERI.

CRITICA

" Il grande merito di Montaldo è di averci dato un personaggio per così dire di puro comportamento, senza quasi residui ideologici o psicologici, fine a se stesso. Montaldo è un regista realista, di un realismo serrato ed aderente, imparziale e privo di retorica che un poco ricorda quello del primo Rossellini". (Alberto Moravia, "L'Espresso", agosto 1965).
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