Un ombrello pieno di soldi

Le jardinier d'Argenteuil

FRANCIA, GERMANIA OCCIDENTALE - 1966
Un ombrello pieno di soldi
Il vecchio Martin, detto Tulipe, vive alla periferia di Parigi in un vagone adattato a casetta, coltivando fiori, dipingendo e giocando a carte con gli amici. Segretamente, da trent'anni arrotonda le sue entrate incidendo e stampando banconote di piccolissimo taglio, che poi spaccia. Un giorno però, avendo necessità di una forte somma, decide di rinunciare alla prudenza e passare alle banconote più grandi. Il figlioccio e la moglie si offrono con entusiasmo di aiutarlo, ma la loro esuberanza impedisce a Tulipe di lavorare con tranquillità, così l'uomo li convince a partire per la Costa Azzurra. Qui giunti i due acquistano una magnifica villa, ma pagata la prima rata e rimasti senza un soldo, ricorrono a Tulipe. Il vecchio, che li ha raggiunti credendo di dover trascorrere solo una piacevole vacanza, si rifiuta però di stampare altro denaro. Recatosi sulla spiagia a dipingere, incontra un eccentrico barone, di cui diventa amico, il quale gli compra tutti i quadri e lo conduce una sera al Casinò. Fortunatissimo, Tulipe vince una grossa somma, realizza l'antico desiderio di comprarsi un cavallo e una carrozza e lascia tutto il resto al figlioccio, tornandosene di soppiatto a Parigi. I due giovani non sanno che quei soldi sono veri e credono per equivoco di essere stati scoperti...
  • Altri titoli:
    The Gardener of Argenteuil
    Blüten, Gauner und die Nacht von Nizza
    El falsificador de Argenteuil
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE, 35 MM (1:2.35) - EASTMANCOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di René Jouglet
  • Produzione: SOCIETE GAFER, LES FILMS COPERNIC, FILMS VERTRIEB, ROXY FILM
  • Distribuzione: ITALCID (1968) - GOLDEN VIDEO

NOTE

- COPRODUTTORI : JEAN GABIN, GEORGES LIRON.

CRITICA

"È una commediola garbata, costruita su misura per un Jean Gabin sempre in forma, che disegna con sobrietà la figura del buon falsario di guesti semplice e sani." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 65, 1968)
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