Un fidanzato per mia moglie

Un fidanzato per mia moglie
Per amore del fidanzato Simone, Camilla si trasferisce dall'adorata Sardegna a Milano, lasciando le sue amiche e il suo lavoro alla radio. I due convivono per due anni, ma in seguito a una crisi sentono che è giunto il momento di separarsi. Prima di allontanarsi definitivamente, però, Simone e Camilla decidono di affrontare una terapia di coppia per scoprire se c'è ancora qualcosa da salvare nel loro rapporto, nonostante lei pensi che non ci sia più niente da fare. Dai loro racconti emergeranno le ragioni della rottura: Camilla, sarda verace, a Milano è entrata in depressione e si sveglia ogni giorno con una lamentela diversa, mentre Simone si è lasciato convincere dal suo amico e datore di lavoro Carlo ad assoldare il Falco, un playboy ormai sul viale del tramonto, per sedurre Camilla e farsi lasciare da lei...
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: BEPPE CASCHETTO PER IBC MOVIE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 30 Aprile 2014

TRAILER

NOTE

- REMAKE DEL FILM "UN NOVIO PARA MI MUJER" (2008) DI JUAN TARATUTO.

- PRODUTTORE ESECUTIVO RITA ROGNONI PER PUPKIN MOVIE.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2014 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ("TE QUIERO PARA VIVIR").

CRITICA

"Fosse un fiore sarebbe anonimo, fosse un viso sarebbe pallido, questa anemica e prevedibile commedia di Davide Marengo, dichiarato remake di un film argentino (ma c'è anche un po' di 'Divorzio all'italiana'), è gentile e onesta ma persa in uno stile cabaret, una serie di sketch e personaggi noti che galleggiano sulla crisi coniugale ma privi del sostegno della narrazione, della pasta di cui son fatti i film. Senza nulla togliere alla simpatia di Geppi Cucciari e Luca e Paolo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 1 maggio 2014)

"Il film di Davide Marengo (scritto con Francesco Piccolo) è direttamente ispirato a un altro film, l'argentino 'Un novio para mi mujer', mai uscito in Italia. Ma la trovata narrativa potrebbe addirittura riportarci a 'Divorzio all'italiana', allo stesso espediente. Come lì c'è anche qui un marito che spinge un uomo tra le braccia della moglie per cogliere il pretesto e liberarsi della moglie medesima. Ma altri tempi, altri climi. (...) Commedia svelta, non priva di soluzioni brillanti, ma il dato saliente è che la protagonista, cabarettista e intrattenitrice tv dallo spirito pungente e scontroso, rivela notevoli potenzialità di recitazione." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 1 maggio 2014)

"Remake del successo argentino 'Un novio para mi mujer', sceneggiato dal regista Davide Marengo con Francesco Piccolo, 'Un fidanzato per mia moglie' cerca di ibridare commedia e feuilleton, assurdo e realismo sociale, senza trovare la quadra: le risate si contano sulle dita di una mano, gli attori - Geppi è anche brava - pascolano, la prevedibilità impazza e la regia è scolastica. Non drammatizziamo, con alterne misure sono tutti problemi riscontrabili nelle commedie italiane più recenti: si chiama involuzione, e anche il botteghino conferma. Ha scherzato Geppi, 'Il cinema mi darà l'eternità': beh, speri nel prossimo film, questo non va." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 1 maggio 2014)

"Crisi di coppia e crisi economica guidano la classifica degli argomenti più in voga nel cinema italiano degli ultimi anni, i toni e i contesti cambiano, ma i nodi intorno a cui ruota l'immaginazione dei nostri autori restano prevalentemente quelli. Così nell'ennesima commedia matrimonial-familiare della stagione, 'Un fidanzato per mia moglie', regia di Davide Marengo (...). L'idea di partenza, che si deve a un successo argentino 'Un novio para mi mujer', funziona, così come è perfetta, nella parte della rompiscatole intelligente, la consorte Geppi Cucciari. Origini sarde, forte insofferenza per luoghi comuni e frasi fatte, battuta sempre prontissima, il personaggio è cucito addosso al la protagonista che lo interpreta con divertimento e misura. Come accade quasi sempre nel caso dei personaggi televisivi in trasferta sul grande schermo, la strada più facile è riproporli puntando sulle stesse caratteristiche che li hanno fatti amare dal pubblico tv. Insomma, si rischia poco per vincere molto. Una scorciatoia che, in futuro, Cucciari potrebbe evitare, perché può dare di più, i suoi fan lo sanno." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 1 maggio 2014)

"Solita storia, nuovo intreccio, eterna questione: il matrimonio è la tomba dell'amore? (...) Plot tirato e stirato da una sceneggiatura tradizionale (che per il cinema italiano significa: superficiale), ma che almeno spinge i personaggi a un gioco delle parti meno convenzionale e dà alla regia ambientazioni non casuali (la giostra, la radio sfigata, una Milano europea e insieme impiegatizia). Il film è in mano a Geppi, piena di fiducia nella sua personalità spontanea e poliedrica, da cui pesca il lato imbronciato spinto a depressione e sgradevolezza. Divertendo, aggancia gli smortini Kessisoglu & Bizzarri." (Silvio Danese, 'Nazione - Carlino - Giorno', 1 maggio 2014)

"Gradevole commedia rosa, fragile nella trama, ma piuttosto spiritosa nel suo umorismo surreale. (...) Geppi Cucciari, maestra d'ironia, funziona nel ruolo deltla moglie depressa ma con buffe velleità da vamp." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1 maggio 2014)
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