UN BUGIARDO IN PARADISO

ITALIA - 1998
UN BUGIARDO IN PARADISO
In una periferia romana, oggi, vivono tra i tanti il vecchio Gino e Tino, suo figlioccio adottivo e aiutante tuttofare. I due disgraziati ricevono un giorno una telefonata per ripulire la cantina di una sontuosa villa. Mentre lavorano, ascoltano Mino, proprietario della villa, che confida ad una giornalista di aver avuto tutto dalla vita, tranne un sogno che ancora gli rimane, quello di ritrovare il padre, scappato in Australia quando lui era bambino. A Tino viene allora l'idea di spingere Gino a proporsi come padre finalmente tornato e desideroso di farsi perdonare. Dopo qualche tempo, Gino si fa trovare sulla tomba della madre di Mino, fingendosi il padre. Il trucco riesce al punto tale, che ben presto Gino viene invitato a trasferirsi nella villa e comincia col prendere molto a cuore il proprio ruolo anche di nonno nei confronti dei due vivacissimi nipoti. Quando le cose si spingono troppo in avanti, Gino vorrebbe dire la verità, ma non trova il coraggio e allora scrive una lettera d'addio. Improvvisamente un barbone lascia a Gino una forte eredità in denaro che lui subito passa a Mino, venutosi a trovare in gravi difficoltà economiche. Nessuno ha letto la lettera, e Gino può essere di nuovo accolto in famiglia. Quando tutti stanno festeggiando, sul viale della villa si ferma una macchina, scende un anziano dall'accento italo-inglese che chiede se Mino abita lì. Nel silenzio generale, il nipotino dice al signore di andare via.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASY
  • Produzione: FULVIO LUCISANO, VITTORIO E RITA CECCHI GORI
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE - CECCHI GORI VIDEO

CRITICA

"Il meccanismo è quello degli equivoci che portano un povero a diventare ricco. Ma la favola di Oldoini, misurata sul mix tra malinconia e cattiveria di un ormai canuto Paolo Villaggio, porta con sé il codice genetico di Fantozzi e della sua crudeltà. Potrebbe funzionare ma il film pesa in grandissima parte sul protagonista e la storiella è povera". (Paolo D'Agostini, 'Annuario del cinema italiano 1999/2000)
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