UN ANIMALE CHIAMATO UOMO

ITALIA - 1972
L'allegra coppia formata da Bill Manolesta e da Linguaveloce (quest'ultimo è impedito nella lingua ma abilissimo nel menar pugni) giunge a Silver City, che vive sotto l'incubo di Mark Foster e della sua banda di taglieggiatori. Manolesta supera Foster in una gara di tiro, aggiudicandosi cinquecento dollari e una bella ragazza, Yvette ("Primo premio"), giunta da Parigi con un bagaglio di speranze e con una laurea in medicina. Manolesta e Linguaveloce, allo scopo di misurarsi ancora e definitivamente con Foster, si fingono suoi esattori esasperando tutta la contrada. Agli scrupoli di Linguaveloce, Manolesta risponde di lasciarlo fare, e che comunque restituirà il maltolto. Ne segue una serie di scontri verbali e armati con Foster e la sua banda, agguati e baruffe, con qualche morto e con la necessità, per Manolesta, di ricorrere all'arte medica di Yvette. Assassinato Foster dal suo luogotenente, i due eroi sterminano questi e il resto della banda, poi cedono alla volontà della cittadinanza, che li premia e li supplica di andarsene per sempre, nel timore che si trasformino da liberatori in tiranni. Yvette va con loro.
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: WESTERN
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Produzione: LATTES
  • Distribuzione: REGIONALE

CRITICA

Di modesta confezione, condito dei soliti ingredienti fra cui gli sfruttatissimi paesaggi nostrani con etichetta western, questo film si accoda, senza pretese, ai molti che si propongono di fornire uno spettacolo evasivo e ridanciano. Non si può impostare un qualsiasi discorso sul contenuto: basterà rilevare che la festosità dei personaggi e il loro goliardico disinteresse possono riscattare le frequenti violenze, legate peraltro al genere, e qualche situazione irregolare. (Segnalazioni Cinematografiche).
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