Un altro pianeta

ITALIA - 2008
Un altro pianeta
Una mattina d'estate, Salvatore raggiunge la spiaggia di Capocotta, meta abituale di gay e naturisti. Sarà una giornata dai risvolti imprevisti da cui, forse, sorgeranno nuove possibilità, una nuova vita dopo aver fatto i conti con il fantasma del passato.
  • Durata: 81'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: GIRATO IN HDV - PROIETTATO IN 35 MM
  • Produzione: ANGELO DRAICCHIO PER RIPLEY'S FILM
  • Distribuzione: RIPLEY'S FILM
  • Data uscita 7 Novembre 2008

RECENSIONE

di Silvio Grasselli
L'avvio è crudo, promettente. Un rapido amplesso omosessuale tra le dune di Capocotta sul litorale romano. Poi il film vira verso il più classico andamento da commedia, riemergendo solo verso la conclusione ad una forma meno vieta.
Un altro pianeta è l'esordio alla regia di Stefano Tummolini, traduttore, autore per il cinema, la televisione, la narrativa. Il film, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 65, è stato girato in un paio settimane con un budget da reportage vacanziero; poi qualcuno l'ha ritenuto degno d'essere supportato, e così è arrivata una post produzione non improvvisata e la stampa finale in 35mm per la proiezione in sala.
Se Tummolini può dirsi soddisfatto è prima di tutto in relazione alla qualità coloristica e luministica dell'immagine che il suo lungometraggio sfoggia sul grande schermo (anche se non è da escludere che l'immagine bruciata e i toni caldi di alcuni punti del film siano involontari accidenti): visti i risultati di altre ben più pingui produzioni nostrane, riuscire in un così fondamentale comparto non è davvero cosa da poco.
Ma dove Tummolini avrebbe dovuto più facilmente dimostrare talento e senso della misura - la sceneggiatura -, il film cede vistosamente e delude: al dramma teso si sostituisce la commediaccia, la farsa da spiaggia, i dialoghi si fanno grevi, meccanici, le battute telefonate, la concezione delle azioni poco originale.
Salvatore ondeggia tra il desiderio di conquistare il più giovane e delicato Cristiano e la repulsa per la sua mentalità troppo libertina, il fastidio per la scarsa intelligenza delle conversazione della sua compagnia, la necessità di evitare delusioni. Il ritmo sale e scende, come nella migliore scuola italiana, e il racconto si stende sull'asse cronologico d'un giorno intero, dall'alba al tramonto. In prossimità della conclusione, la svolta attesa: l'insicura, fragile timida Daniela, sieropositiva contagiata dall'ex fidanzato, si ritrova sola con Salvatore, fin dall'inizio guardato e cercato con esplicito interesse. I due si parlano e si ascoltano, ridono, si guardano ciascuno accogliendo l'umanità dell'altro. Poi si ritrovano troppo vicini per lasciarsi andare, sancendo con la loro fremente unione la fine del film.
Un finale che rialza la forza retorica del lavoro di Tummolini, ma che d'altra parte suona come facile epilogo ad un altrettanto facile racconto, giocato tutto di rimbalzo sulla superficie del cliché.

NOTE

- PRESENTATO ALLA 5. EDIZIONE DELLE 'GIORNATE DEGLI AUTORI - VENICE DAYS', 'SEZIONE OPERA PRIMA', VENEZIA 2008.

- SELEZIONATO PER IL SUNDANCE FILM FESTIVAL 2009.

- STEFANO TUMMOLINI E' STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2009 COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

- PRESENTATO ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009) NELLA SEZIONE 'LA FABBRICA DEI PROGETTI'.

CRITICA

"'Un altro pianeta', del bravo Stefano Tummolini, il 'caso' veneziano. Budget all'osso, 1000 euro, un malinteso ce lo ha venduto come un porno soft. Nel primo caso la notizia è vera: macchina digitale in spalla, programma di montaggio su computer, una settimana di riprese, tanta buona volontà. Nel secondo, il casto amplesso gay iniziale ha subito fatto venire pruriti bacchettoni. E invece questo film a tratti zoppicante (inevitabile, viste le difficoltà di realizzazione) ma piacevole, divertente e profondo si mostra un'onesta fotografia di un'umanità che rimane spesso schiava di apparenze e pregiudizi. Ma si può cambiare, specialmente se si trova, come fa Antonio Merone, protagonista e cosceneggiatore, un posto al sole sulla spiaggia di Capocotta. In cui denudare corpo e anima. Tra lunghe camminate, confessioni e bugie, si intrecciano relazioni impreviste in cui tutti si dimostrano altro nel momento in cui abbattono le proprie barriere. Forse ingenuo in qualche punto, la sensibile leggerezza di questo 'on the beach' si fa amare. Bella la colonna sonora del giovane Maddaloni (con un inedito di Giuni Russo), ottima la protagonista Lucia Mascino". (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 4 settembre 2008)

"Budget record per 'Un altro pianeta' di Stefano Tummolini: 970 euro per la storia tenera e minimalista di un gay, tre donne provinciali e la spiaggia romana di Capocotta. (...) Due solitudini che si uniranno, amandosi tra le dune per tenerezza e solidarietà e al di là dei luoghi comuni e delle rispettive sessualità. Prezioso il contributo alla colonna sonora del giovane musicista napoletano Francesco Maddaloni". ('Il Mattino', 4 settembre 2008)

"Costo risibile e storia maliziosa fanno tutt'uno in questo esordio che Tummolini e Merone hanno covato per due lustri, con varie false partenze, prima di riuscire a girarlo in cinque giorni, appunto con neanche mille euro, in digitale, confidando sul sostegno gratuito degli interpreti e dell'operatore. Vero, per il trasferimento su pellicola è servito il sostegno economico della sopraggiunta Ripley's Film, che distribuisce, ma resta l'eccezionalità dell'esperimento". (Michele Anselmi, 'Il Giornale', 4 settembre 2008)

"Mescolando gayezze più o meno risolte, signorine in cerca d'affetto, un professore molesto (vero ordinario di fisica), la rimozione di un lutto, un amplesso consolatorio ed altro, il film riflette il curioso della vita: inizia quasi hard, con fellatio fuori campo, continua con un nudo maschile e poi inizia una schermaglia dei sentimenti che diventa quasi settecentesca. (...) Nel film introversioni, pulsioni, banalità, gossip (si cita non invano il nome di Ozpetek), malinconie, contraddizioni: siamo tra quella domenica d'agosto di Emmer, aggiornata a un nuovo sentimento del pudore, e i pudichi ricami psicologici di Rohmer. Ma la carta vincente sta nella leggerezza e nel pudore del tocco e in un cast di attori di teatro giovani e abilissimi nel gioco dell'ambiguità. E ciascuno cambia a vista: affetti, se non effetti, speciali". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 4 settembre 2008)

"In una spiaggia vissuta come enorme set all'aperto in cui i personaggi incrociano letteralmente e perpetuamente le loro strade e vite, 'Un altro pianeta' vince sempre quando fa toccare e guardare i suoi personaggi. Le parole recitate, invece, a volte fanno male alle orecchie. Ma è un difetto che possiamo dimenticare per una scena di sesso recitata magnificamente da Lucia Mascino che con il magnetico Antonio Merone (Salvatore), anche coautore della sceneggiatura, è il cuore del film. Tummolini, che viene dal cinema di Ozpetek e Ponzi, è un autore promettente che preferisce il rumore del mare". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 settembre 2008)

"Minuscola produzione, piccola rivelazione. (...) Originale rivisitazione di classici retaggi italiani, da 'Domenica d'agosto' a 'Una giornata particolare'." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 7 novembre 2008)
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