Tutti i battiti del mio cuore

De battre mon coeur s'est arrêté

FRANCIA - 2005
Tutti i battiti del mio cuore
Tom ha 28 anni e ormai sembra essere avviato a seguire la carriera di suo padre nelle compravendite immobiliari. Il suo sogno, però, è sempre stato quello di diventare un pianista come sua madre. Grazie ad un incontro casuale, il suo desiderio potrebbe avverarsi...
  • Altri titoli:
    The Beat That My Heart Skipped
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: ispirato al film "Rapsodia per un killer" (1978) diretto da James Toback
  • Produzione: PASCAL CAUCHETEUX PER WHY NOT PRODUCTIONS, SEDIF PRODUCTIONS, FRANCE 3 CINEMA, COFIMAGE 15, CANAL+, CINE CINEMAS, REGION ILE-DE-FRANCE
  • Distribuzione: BIM
  • Data uscita 11 Novembre 2005

NOTE

- CANDIDATO A 10 PREMI CESAR 2006, NE HA OTTENUTI 8: MIGLIOR FILM, REGIA, SCENEGGIATURA NON ORIGINALE, ATTORE NON PROTAGONISTA (NIELS ARESTRUP), ATTRICE EMERGENTE (LINH-DAN PHAM), MUSICA ORIGINALE, FOTOGRAFIA E MONTAGGIO.

CRITICA

"Brutale e romantico, sgradevole e avvincente. Si parla ovviamente di un altro noir francese, che non può che confermare la vocazione nazionale al genere: 'De battre mon coeur s'est arreté', remake di un thriller di James Toback del '77, è la storia, certo non nuova, di un uomo perseguitato dal suo passato oscuro che non ammette redenzione o cambiamento. (...) Il miraggio di tornare a suonare il piano ad alto livello, tra l'altro, lo induce a prendere lezioni da una virtuosistica immigrata cinese, con la quale instaura uno strano e scarno rapporto basato solo sul linguaggio della musica; ma al destino non si sfugge e al regista classe '52 Jacques Audiard ('Sulle mie labbra') non resta che riunire i diversi fili del racconto nella drammatica tela finale degli eventi. Difficilmente questo film minaccioso e sincopato, punteggiato da troppe riprese con la macchina a mano che rischiano di far venire il mal di testa, si ritroverà in prima linea nel verdetto: ma la sua coerenza espressiva e la sua asprezza fuori standard si fanno ricordare al di là dei minuetti contenutistici cari ai festival." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 18 febbraio 2005)

"Squadra che vince non si cambia. Dopo il memorabile 'Sulle mie labbra' torna il duo Jacques Audiard/Tonino Benacquista, regista e scrittore, così abili col cinema di genere da reinventare nella Parigi di oggi il grande e maledetto 'Fingers - Rapsodia per un killer' di James Toback, 1978. Sesso, Edipo, violenza, vendetta. E un conflitto insieme morale e sociale. Audiard distilla i suoi veleni con stile lucido, incalzante, notturno, prendendoci alla gola per non lasciarci più. Un noir contemporaneo, appassionante e selvaggio, come in Europa se ne vedono di rado". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 novembre 2005)

"Con un titolo che capovolge l'originale, ecco una curiosa commedia umana basata sul rapporto filiale-immobiliare in cui Jacques Audiard ('Sulle mie labbra') gioca i mini misteri rancorosi della vita normale. (...) Contraddizione vivente Tom, nella bella prova dell' espressivo Romain Duris, è l'anima di un noir psicologico bipartisan che parte con una bella idea esistenziale, si diverte col folk caratteriale dei comprimari nel gioco variopinto degli affetti, propone il dilemma ma s' incarta quando mira alto e non riesce a chiudere la partita se non venendo alle mani, non da pianista." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 novembre 2005)

"Mentre Parigi brucia, esce un titolo interessante dove la 'ville lumière' è rappresentata più nellottica dell''Odio' (il film di dieci anni fa che, retroattivamente, appare una premonizione degli avvenimenti odierni) che in quella delle commedie romantiche all'americana. (...) Il regista si mantiene entro i confini del noir, andando a parare in un epilogo che non è quel che sembra. Malgrado ciò, l'elemento musicale è tutt'altro che pretestuoso; anzi, il film entra nel ristrettissimo paradigma di quelli che ti fanno sentire la fisicità, la tattilità del rapporto tra musica e esecuzione." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 12 novembre 2005)

"'De battre mon coeur s'est arrêté' conferma Jacques Audiard fra i migliori registi francesi d'oggi. Si tratta di un libero rifacimento di un film Usa del '78, 'Rapsodia per un killer', dove Harvey Keitel era incerto fra la carriera del gangster e quella del pianista. Il personaggio viene rielaborato con dolente vitalismo da Romain Duris in una Parigi notturna, fra spedizioni punitive ed estasi improvvise, un padre canaglia e martire (Niels Arestrup) e l'incantevole Lin Dan Pham che dà lezioni di pianoforte parlando solo il cinese." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 18 febbraio 2005)
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