TUA PER LA VITA

Marisa, direttrice di laboratorio di una casa di alta moda, s'innamora segretamente di Marco, che lavora come disegnatore di modelli nella stessa casa. I loro rapporti sono improntati a grande riservatezza e Marisa non lascia trasparire i propri sentimenti, sperando tuttavia nel futuro. Ella rimane quindi dolorosamente sorpresa quando Marco le confida di amare la sorella minore di lei, Diana, ch'egli si ripromette di sposare al suo ritorno da Parigi. Diana, molto diversa per indole dalla seria Marisa, ha condotto una vita libera ed indipendente. Essa ha avuto una relazione con Giorgio, individuo alquanto losco, dal quale si è staccata dopo aver conosciuto Marco. Ma la relazione non è rimasta senza conseguenze: dopo qualche tempo Diana dà alla luce una bimba. Disperata, ella si rivolge alla sorella, la quale si sacrifica ancora una volta: ella fingerà che la bimba sia sua figlia. Diana e Marco si sposano: Marisa, dopo aver affidato la bambina ad una balia, si allontana da Roma. Grazie al sacrificio di Marisa, i due sposi vivono felici fino al giorno in cui Giorgio, conosciuta l'esistenza della bimba, ricatta dapprima Marisa, poi Diana. In una drammatica discussione, avvenuta tra le due sorelle e Giorgio, Diana, impadronitasi della rivoltella del ricattatore, l'uccide, poi fugge Marisa, trovata presso il cadavere, viene accusata di omicidio. Diana, presa dal rimorso, s'avvia al Commissariato per costituirsi, ma rimane vittima di un incidente stradale. Prima di morire confessa a Marco le proprie colpe e muore invocando il suo perdono. Marisa, liberata, trova all'uscita Marco e la bambina, che corre a gettarsi nelle sue braccia.
  • Altri titoli:
    MOGLIE E AMANTI
  • Durata: 92'
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: OTTAVIO POGGI PER PO FILM
  • Distribuzione: REGIONALE

NOTE

TITOLO IN FRANCIA: A TOI POUR LA VIE

CRITICA

"Ci sono in questo film tutti gli elementi propri ai romanzi d'appendice: colpe, finzioni, un grande sacrificio, un grande amore (...). Questi ed altri elementi disparati costituiscono una trama del tutto convenzionale; la regia è mediocre, la recitazione approssimativa". (Anonimo, "Segnalazioni Cinematografiche", Vol. XXXVII, 1955).
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy