Tu devi essere il lupo

ITALIA - 2004
Tu devi essere il lupo
Valentina non ha la madre e a quindici anni è sommersa da domande a cui non trova risposta, e desideri che non sa se siano giusti. Suo padre, un giovane tassista con la passione per la fotografia, è tutto ciò che ha. Il loro rapporto è da sempre tenero e gioioso ma così esclusivo da non permettere interferenze tra loro. Valentina crescendo non riesce più ad essere quella di prima e ad esprimersi felicemente. Il rapporto tra i due vacilla e mentre Carlo deve fare delle scelte, Valentina è combattuta tra sentimenti diversi. Da un lato avrebbe bisogno di ribellarsi e urlare il suo dolore, dall'altro ha paura di perdere anche suo padre e di rimanere sola. Un giorno, nelle loro vite si inserisce una donna che sembra pronta a una convivenza con Carlo. Ma questa nuova presenza fa riaprire vecchie ferite e li spinge a risolvere i loro conflitti...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: LAURA CAFIERO PER METAFILM, CON IL CONTRIBUTO DI MIBAC
  • Distribuzione: PABLO MYSELF (2005)
  • Data uscita 6 Maggio 2005

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI (DGC)

- FONDALI E MARIONETTE: MASSIMO CACCIA.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2006 PER MIGLIOR REGIA PER UN'OPERA PRIMA.

- VITTORIO MORONI E' CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2006 COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

CRITICA

"Situazione familiare complicata - funziona solo se ci sono migliaia di chilometri di distanza? - nell' opera prima di Vittorio Moroni, filosofo che individua la sottile linea rossa della felicità infelicità. Perché poi la mamma ritorna a Sondrio con tutte le sue agnizioni rivelazioni, e va ancora peggio, col lupo simbolo dell' inconscio, sempre in agguato. Gestito in autonomia di lancio, Myself appunto, il film è da proteggere anche se le citazioni vanno oltre il livello di guardia e si rischia il melodramma spesso e volentieri con l'impegno esistenziale no stop del trio Oliva Carnelutti Merizzi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera, 14 maggio 2005)
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