Transporter: Extreme

Le transporteur II

FRANCIA, USA - 2005
Transporter: Extreme
Frank Martin ora è a Miami, incaricato di 'trasportare' tutti i giorni a scuola il piccolo Jack Billings, figlio di un pezzo grosso della squadra antidroga. Quando il piccolo viene rapito da un malvivente che gli inietta un virus mortale, Frank inizia una lotta contro il tempo per salvare il bambino e sventare un terribile piano messo in atto dal cartello della droga per sterminare chiunque si metta sulla sua strada...
  • Altri titoli:
    Transporter 2
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: LUC BESSON E STEVE CHASMAN PER EUROPACORP., TF1 FILMS PRODUCTIONS, CURRENT ENTERTAINMENT, CANAL+, TPS STAR
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2006)
  • Data uscita 25 Novembre 2005

NOTE

- COREOGRAFIE SCENE DI ARTI MARZIALI: COREY YUEN.

- COREOGRAFIE SCENE STUNT AUTOMOBILI: MICHEL JULIENNE.

CRITICA

"Seguito di un film del 2002, 'Transporter: Extreme' è stato scritto da Luc Besson e Robert Mark Kamen, che già avevano lavorato insieme nel primo capitolo. La regia è invece questa volta affidata a Louis Leterrier ('Danny the Dog'). Meno male, perché questo secondo episodio è decisamente più incisivo e adrenalinico del primo. 'Transporter: Extreme' è un film senza pretese, che invece dà vita a sequenze mozzafiato. Il protagonista è credibile, benché nei panni di un personaggio assolutamente improbabile. E il suo antagonista è un indovinatissimo Alessandro Gassman nel ruolo di Gianni, un efferato killer, mafioso e molto siciliano: una delle sue interpretazioni migliori. Il resto è un delirio di combattimenti, inseguimenti e macchine volanti. Ma dietro a tutto c'è la mano lunga di Luc Besson. E si vede." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 25 novembre 2005)

"Come sempre Hollywood batte e ribatte sull'incasso. Dopo il primo 'Transporter', da noi quasi inosservato, ecco il bis extreme in cui viene coinvolto, con strano doppiaggio, anche il cattivissimo indigeno Alessandro Gassman: suo padre, alla stessa età, a Hollywood sospirava in 'Sombrero'. (...) Action, action, action, è la poetica americana di Luc Besson che sceneggia e produce con un'inventiva ai minimi termini in cui l'autore Leterrier segue solo l'intemperante logica dell' eroe pronto a tutto, ahimè con finale promessa di un terzo round. Botte da orbi anche negli studi medici e lotta sottomarina con aereo in picchiata: di tutto, di più, di troppo, al solito." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 novembre 2005)

"Il primo 'Transporter' era un serie B neanche malvagio. Col seguito, che in America ha incassato qualcosa come 40 milioni di dollari, andiamo peggio: praticamente il film svanisce lasciando, la suo posto, un catalogo di combattimenti, inseguimenti, acrobazie cuciti col filo bianco di una storia che più banale non si può. (...) I botti e i fuochi d'artificio cercano di distrarti dall'abissale vacuità del tutto e anche la parte strettamente linguistica (inquadrature, montaggio, raccordi) è trascurata e sgrammaticata. Restano gli effetti al computer e le scene di scontro fisico, coreografate da Corey Yuen. Tanto vale giocare ai videogame." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 dicembre 2005)
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