The Prestige

The Prestige
Robert Angier e Alfred Borden, due celebri maghi nella Londra a cavallo tra '800 e '900, si sono conosciuti quando erano ancora due talentuosi prestigiatori in erba. Con il passare degli anni, la loro abilità li ha trasformati in acerrimi rivali, ossessionati dalla gelosia per i rispettivi successi. Per raggiungere la supremazia nel campo della magia, Robert e Alfred non esitano a sfidarsi a colpi di trucchi e inganni rischiando non solo la propria vita ma soprattutto quella delle persone intorno a loro...
  • Durata: 135'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, FANTASCIENZA, THRILLER, FANTASY
  • Tratto da: romanzo omonimo di Christopher Priest
  • Produzione: NEWMARKET PRODUCTIONS
  • Distribuzione: WARNER BROS. - BLU-RAY: WARNER HOME VIDEO (2012)
  • Data uscita 22 Dicembre 2006

RECENSIONE

La presentazione, il colpo di scena e "il prestigio". Questi i tre atti principali attraverso cui si dispiega ogni grande trucco: nel primo step l'illusionista mostra al pubblico qualcosa di molto comune (un canarino), per poi sorprenderlo facendogli compiere qualcosa di straordinario (la gabbia in cui è rinchiuso viene schiacciata violentemente). E mentre lo spettatore ancora si dibatte su quale possa essere il segreto, ecco arrivare il prestigio (presentare nuovamente la piccola creatura, viva e vegeta), quel qualcosa che non si è mai visto prima, in grado di rendere tale la magia e inarrivabile il suo autore. Parte da qui Christopher Nolan (coadiuvato nuovamene allo script dal fratello Jonathan), traendo ispirazione dal romanzo omonimo di Christopher Priest, per confezionare il suo quinto lungometraggio (dopo gli sbalorditivi Following e Memento, il transitorio Insomnia e il "definitivo lasciapassare" Batman Begins) e architettare uno dei più ben congegnati illusionismi cinematografici degli ultimi anni: The Prestige, solo in apparenza thriller per una serata all'insegna dell'intrattenimento, regala momenti di metacinema purissimo, dove il mistero e l'inganno si sovrappongono ad una riflessione quanto mai funzionale su fatiscenza del reale e fascinazione dell'immaginato. Nella Londra vittoriana di fine Ottocento - guarda caso, proprio a ridosso della nascita del cinematografo e nel momento di maggior attrazione rappresentato da maghi e prestigiatori - due illusionisti, Robert Angier e Alfred Borden (Hugh Jackman e Christian Bale, ormai attore feticcio di Nolan, già scritturato per il prossimo di The Dark Knigth) un tempo amici e colleghi, impronteranno la loro esistenza sul reciproco superamento: vero uomo di spettacolo il primo, talento purissimo ma mediocre intrattenitore il secondo, metteranno più volte in gioco la propria vita pur di dimostrare all'altro, e al mondo intero, la rispettiva superiorità. Inutile, se non addirittura scorretto, raccontare/svelare qualcosa di più su un film che, poggiando quasi per intero la sua affabulazione sulla speculare funzione del mago/regista e offrendo un'inaspettata nonché capovolta visione del "doppelganger", porta avanti in gran segreto il più classico dei prodigi: convincere gli sguardi a farsi complici del "grande inganno". Comprimari di lusso, Michael Caine, Scarlett Johansson e David Bowie, impegnato niente meno che a vestire i panni di Nikolas Tesla.
Valerio Sammarco

NOTE

- PRESENTATO ALLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2006) NELLA SEZIONE 'PREMIÈRE'.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2007 PER MIGLIOR FOTOGRAFIA E SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Naturalmente il regista Christopher Nolan, quello di 'Memento' e 'Insomnia', esperto in labirinti della memoria e in salti mortali di spazio e tempo, non lo sa, ma il suo 'The prestige', visto ieri in anteprima mondiale, somiglia maledettamente a una bella commedia di Eduardo De Filippo, 'La grande magìa', magnificamente allestita da Strehler anni fa. È il senso ultimo che conta: la vita è illusione o sogno, come diceva il vecchio Calderon, dipende da come la guardi, da quanto assecondi l'immaginazione e la fantasia. In qualunque modo lo guardi, 'Prestige', il fantasy-thriller scritto dai fratelli Nolan, tratto da un romanzo di Christoper Priest è un divertimento notevole e mai gratuito ambientato nei fumosi teatri della Londra vittoriana dove gli illusionisti erano venerati e facevano show di massa finché il cinema non li avrebbe superati. Ma il film, elegantemente macchinoso e sempre tra sogno e incubo, stimola anche dibattiti tra scienza (Esatta? Giammai!) e cervello, tra arte e illusione, e allieta con una serie in crescendo di effetti speciali. (...) Chiaro quello che il regista vuol dire: la vita è tutto un gioco di prestigio, vince in fondo chi rischia di più, chi ha meno scrupoli. Il tutto è servito sullo schermo in un'eleganza formale di gran classe, seguendo le tracce del gioco degli specchi, le due stanze e servizi della ragione contro i fastosi saloni dell'irrazionale e, per buon peso, spunta l'egoismo dello show business. Infine per i curiosi qualche trucco classico viene anche rivelato al volgo, il prodigio è di massa." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 ottobre 2006)

"'The Prestige' utilizza al meglio un pugno di marpioni della recitazione (Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine, Scarlett Johansson, David Bowie) per scatenare la rutilante competizione fra due supermaghi della Londra vittoriana. È anche questione, va da sé, di polso registico: il viaggio dell'affannata Monica alla ricerca del figlio rapito può contare solo sulla furbizia dozzinale di Guillaume Nicloux, mentre il micidiale duello all'ultimo trucco tra il fascinoso Angier e il ruvido Borden è allestito dal geniale Christopher Nolan di 'Memento' e 'Batman Begins'. Per dirla ancora più chiaramente, Nicloux tratta terrori e paranoie della sua eroina per caso come una giostra di effetti speciali più o meno sofisticati, mentre Nolan s'esibisce nel proprio illusionismo (cinematografico) vincente stabilendo un originale rapporto tra la forma narrativa da feuilleton e le tecniche mirabolanti usate dai prestigiatori per incantare il pubblico del loro tempo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 18 ottobre 2006)

"'The Prestige', di Christopher Nolan, è probabilmente l'unico film di queste festività a sfidare le leggi dell'ovvietà. Come atmosfera rientra nei canoni del dramma vittoriano, non senza citazioni visive nello stile della vecchia Hammer Film; però Nolan si spinge oltre l'esercizio di stile gotico, ricavando dal romanzo di Christopehr Priest un solo uno spettacolo appassionante ma anche una (godibile) metafora sul cinema. Non abbiamo citato a caso la concomitanza cronologica tra gli eventi del film e la nascita del cinema. Nei suoi due protagonisti, il tecnico e l'illusionista, Nolan sintetizza la dicotomia magia-realtà, replicando simbolicamente il vecchio duello tra Mèliès e Lumière con ci iniziano tutte le storie della settima arte. Mostra di sapere, però, che l'illusione filmica s'innesca precisamente all'incrocio tra scienza e illusione, luogo virtuale e impalpabile, capace di farci complici dell'inganno che passa davanti ai nostri occhi. Da grande prestigiatore, insomma, Nolan, ci apparecchia uno spettacolo sontuoso, pieno di doppi-fondi, ricco di star di origini e generazioni diverse. Nello stesso tempo, il regista sembra voler stigmatizzare la corsa ossessiva al progresso, a favore di un cinema dell'illusionismo più creativo che tecnologico. Peccto che Nolan s'abbandoni troppo all'entusiasmo per il soggetto, finendo con prendere se stesso per un Houdini della macchina da presa che esagera nei virtuosismi di montaggio e inflaziona i trucchi visivi. Con una maggiore linearità narrativa, 'The Prestige' sarebbe riuscito ancora meglio." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 dicembre 2006)

"'The Prestige', dal romanzo di Priest, è diretto da Christopher Nolan, che dell'ossessione fat una ragione di vita. L'uomo è pura materia o anche anima? E fino a che punto ci si può spingere per ottenere una risposta? È questo che si chiede Nolan, con un thriller che esplora il mondo della stregoneria. Ma, nonostante Michael Caine, Scarlett Johansson e un irriconoscibile David Bowie, la magia del film non riesce. E fra troppi colpi di scena, si rischia lo sbadiglio." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 29 dicembre 2006)

"Lo spunto narrativo non esaurisce la ricchezza del film che sotto gli occhi dello spettatore si trasforma ben presto in una riflessione originale e insinuante sulla differenza di classe, sullo scontro tra credulità e scienza, sul ruolo dello spettacolo e del divertimento nella società e sui sacrifici - e i compromessi - che bisogna affrontare per raggiungere il successo. (...) Da parte sua Christopher Nolan, che firma anche la sceneggiatura con il fratello Jonathan, mescola la linearità temporale del racconto come a ribadire ogni volta gli elementi fondanti della storia e usa al meglio tutto il cast (con una citazione particolare per un grande Michael Caine, nella parte del maestro di magia di Angier) per sottolineare la ricchezza di temi e spunti del film e offrire così allo spettatore uno spettacolo che, come vuole la regola di ogni trucco riuscito, prima promette, poi sorprende e alla fine lascia a bocca aperta." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 29 dicembre 2006)
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